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Marketing digitale in Cina: i trend del momento

Per un'azienda italiana che vuole espandersi nel mercato del Far East, dotarsi di una strategia di marketing digitale in Cina è un must.

Questo perché nel corso degli ultimi anni, i rapporti commerciali tra Italia e Cina si sono intensificati.

Nel giro di un solo decennio il valore degli scambi commerciali tra i due paesi è quadruplicato, fino a raggiungere un valore di 45 miliardi di euro nel 2020.

Nonostante ciò, sono ancora molte le aziende che commerciano nel mercato cinese ma utilizzano o sfruttano al meglio canali digitali per promuovere i loro prodotti, e rischiano quindi di perdersi una fetta importante di clientela, vista la prominente crescita dell’utilizzo di sistemi di e-commerce e digital marketing per fare impresa al giorno d’oggi.

L’alto potenziale di crescita del marketing digitale in Cina

Guardando al report steso dall’accademia di marketing “Miaozhen”, il digital marketing in Cina sta crescendo secondo lo stesso andamento delle spese di marketing che stanno sostenendo le imprese che operano nel suddetto mercato, con una crescita, quindi, che si aggira intorno al 19%.

Un’osservazione interessante riguarda il paragone tra le imprese più giovani e quelle più mature: nonostante il budget delle prime sia minore, queste stanno investendo molto di più rispetto alle altre sul digital marketing, in quanto quelle più mature e con un budget maggiore prestano più attenzione all’immagine dell’azienda e al mantenimento di una relazione con i clienti.

La scelta delle imprese più piccole si traduce nel fatto che, nel mondo del web, video di breve durata, i social media e l’e-commerce riceveranno più attenzione in futuro, e si stima che occuperanno rispettivamente il 79%, il 77% e il 57% delle pubblicità.

Inoltre, gli inserzionisti reputano che la trasformazione digitale del marketing sia molto importante, difatti si sta espandendo l’uso dell’intelligenza artificiale per la creazione di contenuti pubblicitari creativi.

In particolare, analizzando il livello di applicazione digitale, risulta che l’attuale uso dell’e-commerce occupi il 30/40% delle strategie intraprese dagli advertisers.

Attualmente, nel marketing digitale cinese, molte sezioni sono ancora in via di sviluppo; quindi, c’è un ampio spazio di sviluppo e un alto potenziale per le imprese europee, ma soprattutto italiane, per entrare nel mercato digitale in Cina.

Sempre facendo riferimento al report, è previsto un tasso di crescita del marketing attraverso i social media in Cina del 18% nel 2022: si prevede che quasi la totalità degli advertisers, sia dei brand emergenti che di quelli maturi, aumenterà l’uso dei social media come strumento di marketing, focalizzandosi sull’uso di video di breve durata e usando profili social ufficiali per far conoscere l’azienda.

Gli strumenti fondamentali per il marketing digitale in Cina

Per analizzare più nel vivo l’importanza che assumono gli strumenti di digital marketing nel commercio con la Cina, secondo “China Internet Watch”, se nel 2012 il 49, 4% degli utenti cinesi ha guardato video sul proprio smartphone, oggi questa cifra è salita al 76.7% ed è destinata a salire sempre di più.

Va da sé, quindi, che se le imprese vogliono entrare nel mercato cinese, il quale sta crescendo sempre di più, e di conseguenza offre sempre più opportunità alle imprese, devono puntare sugli strumenti che i social media offrono, i quali sono:

 

  1. Video: L’utilizzo di video funziona e riesce ad attrarre l’attenzione del consumatore: è efficace perché offre un’esperienza a trecentosessanta gradi, utilizzando la parte visiva, il testo e l’audio. È interessante riportare l’esempio concreto di Tiffany & Co, la quale è riuscita a conquistare un’ampia fetta di mercato grazie all’utilizzo di video per promuovere i suoi prodotti fornendo un’immagine che si basa sulla figura di una donna emancipata e forte nella vita di tutti i giorni.
  2. WeChat: Un’altra risorsa che è fondamentale tenere in considerazione per sviluppare il proprio digital marketing in Cina è “Wechat”, l’app di messaggistica più usata in Cina, con oltre un miliardo di utenti attivi mensilmente. Non solo è possibile inviare messaggi, ma anche seguire individui e soprattutto account ufficiali di aziende, che possono registrarsi gratuitamente. Wechat, in Cina, può essere vista come la piattaforma social più adatta per attuare l’e-commerce in Cina, in quanto potenzia allo stesso tempo le attività social e quelle di e-commerce. Difatti, i cinesi passano molto tempo su questo social, ed è proprio tramite questo che è possibile raggiungere la quota maggiore di clienti: conviene alle aziende, e in questo contesto gli utenti sono più propensi a ricevere messaggi pubblicitari. Molte imprese hanno aperto degli shop online all’interno di WeChat.
  3. O2O: Una altra tendenza che sta andando per la maggiore in Cina è “O2O, Online-to-Offline Commerce”, un marketplace sia digitale che fisico. È del tutto innovativo, in quanto permette di ottenere la convergenza tra online e offline, eliminando la divisione tra negozio fisico ed e-commerce, facendo vivere al consumatore un’esperienza più completa possibile. È possibile, ad esempio, che un annuncio online a livello locale mostri all’utente in mobilità dove trovare un certo prodotto che ha cercato online di recente all’interno di un punto vendita vicino alla sua posizione. I consumatori scoprono i prodotti online, selezionando i prodotti che preferiscono e possono ora valutarli offline nella showroom dedicata o presso i negozi, l’intero processo è connesso digitalmente con account interattivi di WeChat e siti web. Questo permette quindi anche alle aziende europee, ma soprattutto italiane, di entrare nel commercio cinese pur essendo fisicamente distanti.
  4. QQ: Questo canale è prima di tutto una piattaforma di messaggistica istantanea, ma offre anche servizi aggiuntivi come e-mail, giochi, blog e pagamenti online. È molto utile per le aziende, in quanto consente di creare gruppi di interesse con i quali condividere contenuti, inoltre offre strumenti per l’analisi di marketing sui fan delle pagine ed inoltre è molto adatto all’email marketing.
  5. Campagne marketing Partecipative: Un altro interessante spunto riguarda la diretta partecipazione dei consumatori nelle campagne di marketing, i quali devono essere incoraggiati a partecipare attivamente: emblematico è il caso di Ferrari, che, sempre nel mercato cinese, ha chiesto ai partecipanti di un concorso che ha indetto di comporre una poesia che rappresentasse il brand, per poi regalare un orologio Ferrari ai primi tre vincitori. In particolare, i consumatori sono sempre più attivi e forniscono un importante apporto nella creazione di contenuti, rappresentando un utile spunto per la creazione di nuove idee. Quindi, attraverso l’uso dei social media per le proprie campagne di marketing, le imprese ottengono un duplice vantaggio: non solo fidelizzano i consumatori, sponsorizzando così indirettamente il proprio brand e i propri prodotti, ma riescono anche a sviluppare idee innovative di marketing utilizzando i consumatori stessi, quindi arrivando a sviluppare soluzioni più vicine al cliente.

Un potenziale da non lasciarsi sfuggire

Alla luce delle riflessioni e dei dati presentati, è evidente come i canali social stiano diventando sempre più importanti per raggiungere un’ampia parte della clientela, e che quindi le imprese, per stare al passo con il mercato e la concorrenza, e soprattutto per poter entrare nel mercato cinese che offre molte potenzialità e opportunità di alti profitti, debbano affidarsi all’e-marketing e all’e-commerce.

MC Marketing e Comunicazione può vantare partnership con realtà prestigiose dello scenario del marketing digitale in Cina ed è a tua disposizione qualora avrai bisogno di un aiuto per gettare le basi della tua strategia e farti diventare protagonista di questo mondo straordinario!


e-commerce in Europa

L'e-commerce in Europa, un'opportunità per l'export.

Una premessa

Negli ultimi due anni l'e-commerce in Europa ha registrato una crescita importante, complice anche la pandemia che ha costretto il mondo intero ad acquistare via internet non potendo accedere ai negozi materiali.

Il cambiamento nelle abitudini d'acquisto è diventato un'abitudine regolare per molti consumatori che continuano ad acquistare online e le indagini sembrano indicare come nel Vecchio Continente questa preferenza per l'acquisto online continui a crescere e a interessare fette sempre più grandi del mercato.

Una panoramica sull'e-commerce in Europa

Il rapporto pubblicato nel 2021 sull'e-commerce in Europa mostra come, fra tutte le suddivisioni geografiche del Vecchio Continente, sia la  l’Europa occidentale è la regione più forte in termini di fatturato nell’e-commerce B2C, detenendo il 64% del fatturato totale nel 2020. Al secondo posto segue l’Europa meridionale con il 16% del fatturato totale, mentre l’Europa centrale (8%), l’Europa settentrionale e orientale (entrambe 6%) sono ultime.

L'e-commerce in Europa si configura come un mercato ampio ma anche molto diversificato: le digital skills e le infrastrutture digitali non sono distribuite uniformemente nei paesi che compongono l'Unione.

Altri risultati chiave mostrano che l’uso di Internet in Europa è aumentato all’89% nel 2020, rispetto all’87% nel 2019 e all’85% nel 2018, con l’Europa occidentale (95%) che ha recuperato terreno rispetto al Nord Europa (96%). Il numero di acquirenti online è aumentato più rapidamente nel corso del 2020 rispetto agli ultimi 4 anni, con il 71% della popolazione che ha acquistato da un e-store (rispetto al 66% nel 2019 e al 64% nel 2018).

Per quanto riguarda i paesi che si distinguono per la percentuale più alta di e-shoppers, ossia di clienti di e-commerce in Europa, nelle prime 5 posizioni svettano:

  1. Regno Unito, con il 92% della popolazione che compra quotidianamente online
  2. Paesi Bassi, con il 91%
  3. Svizzera e Danimarca con il 90%
  4. Germania e Norvegia con l'87%
  5. Svezia con l'86%

L'Italia, con il suo 54% di popolazione e-shopper, si colloca nella bottom ten dei paesi europei. Un dato che dovrebbe farci riflettere, dal momento che l'Italia è tuttora la terza economia dell'Unione Europea.

Per quanto riguarda i principali prodotti e servizi che vengono acquistati in Europa, in prima posizione si colloca il settore dell'abbigliamento e degli accessori, segue l'entertainement con il mondo film (sia come download che come abbonamento a servizi di streaming) e segue in terza posizione l'acquisto di mobili e arredamento casa-giardino.

E da quali venditori ci si rivolge? In media i consumatori UE preferiscono acquistare dai venditori dello stesso stato d'appartenenza per poi preferire venditori di altri paesi UE (l'Italia pure rientra in questo trend: i consumatori italiani preferiscono acquistare principalmente da e-seller italiani e poi rivolgersi ad altri e-seller europei).

Ma se questi sono i comportamenti dei consumatori europei e le loro preferenze... cosa dire delle aziende europee? Occorre fare una distinzione tra piccole aziende e grandi aziende.

Piccole e medie imprese europee

Le piccole e medie imprese europee (si considerano piccole-medie imprese quelle realtà che impiegano dai 10 ai 249 dipendenti), mostrano più bassi livelli di implementazione di tecnologie digitali, nello specifico:

  • Solo il 20% circa delle pmi europee registra vendite con strumenti digitali;
  • Questo dato scende al 17% (per vendite B2C, per quanto riguarda le vendite B2B la percentuale si assesta al 14%)se si registrano solo vendite di web-sales, attraverso siti web, app o marketplaces;
  • Le PMI che fanno utilizzo di dati lavorati internamente tramite tecnologie di machine learning sono solo il 2%;
  • La percentuale di utilizzo di chatbot o assistenti virtuali per rispondere alle richieste dei clienti è del 2%;
  • Solo il 6% delle PMI fa utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale;

Grandi imprese

Le grandi imprese (si intendono quelle realtà con più di 250 dipendenti), la situazione cambia leggermente ma mostra sempre ampi margini di miglioramento:

  • Il 43% circa delle grandi imprese europee registra vendite con strumenti digitali;
  • Questo dato scende al 28% (per vendite B2C, per quanto riguarda le vendite B2B la percentuale si assesta al 18%)se si registrano solo vendite di web-sales, attraverso siti web, app o marketplaces;
  • Le grandi imprese che fanno utilizzo di dati lavorati internamente tramite tecnologie di machine learning sono solo il 11%;
  • La percentuale di utilizzo di chatbot o assistenti virtuali per rispondere alle richieste dei clienti è del 6%;
  • Mentre il 17% delle grandi imprese fa utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale;

Una panoramica sugli e-store del Mercato Unico

Abbiamo gettato una luce sull'andamento dell'ecommerce in Europa e abbiamo visto le caratteristiche digitali delle pmi e grandi imprese, ora gettiamo uno sguardo sui tratti distintivi degli e-seller europei.

Quali canali usano? Quali sono i principali trends? Analizziamoli insieme.

Metodi di contatto

Essere reperibili è importante per poter offrire al cliente l'assistenza di cui ha bisogno.

In un mondo sempre dove le tecnologie aumentano, aumentano anche i touchpoints a disposizione e questo si rispecchia anche nel numero medio di canali che gli e-store europei mettono a disposizione dei clienti.

Il numero medio di opzioni di contatto è 3.3 e a seconda del settore, possono variare (nel settore moda va forte come strumento l'instant messaging, mentre i servizi di chat sono poco utilizzati negli e-store di beni alimentari).

Al netto delle differenze che variano da settore in settore, a livello generale questa è la classifica dei metodi di contatto più comunemente impiegati:

  1.  Telefono, con il 90% degli e-store che offre il servizio
  2. Indirizzo di posta elettronica, con il 74%
  3. Moduli di contatto, con il 66%
  4. Chat, con il 47%
  5. Instant messaging e VoIP, con l'11&
  6. Fax, con l'8%

Uso dei social nell'e-commerce in Europa

I social media sono parte integrante della nostra quotidianità e per questo motivo anche gli e-store europei sono presenti con pagine dedicate nei diversi social.

In questo caso, differenze si possono riscontrare non solo tra settore e settore ma anche a seconda dei paesi di appartenenza, in Nord Europa si registra una minore presenza di e-store su YouTube e Instagram, mentre in Europa Occidentale e Meridionale l'utilizzo di Twitter è più comune.

Un'altra particolarità risiede anche nella natura degli e-store stessi: quelli che sono multi canale e affiancano punti vendita al sito utilizzano in media più spesso Instagram e Youtube rispetto a chi è puramente dedicato alla vendita online.

A prescindere dalle differenze, però i canali social più utilizzati sono:

  1. Facebook, con il 93% degli e-store presenti
  2. Instagram, con il 77%
  3. Youtube, con il 66%
  4. Twittwr, con il 42&
  5. Pinterest, con il 20%
  6. Linkedin, con il 19%

Utilizzo di app

Quasi ogni persona nel Vecchio Continente ha a disposizione uno smartphone, ciò rappresenta un ulteriore canale per entrare in contatto diretto con potenziali clienti.

Non sorprende quindi che l'utilizzo di app sia diffuso tra gli e-store, soprattutto se è alto il numero di visitatori.

Circa il 93% di estore che vanta più di 200 milioni di visite annue, mettono a disposizione un app (46% su android, 45% ioS e 1% Huawei app).

L'utilizzo di app per dispositivi mobili nella scena dell'e-commerce in Europa è strettamente legato al settore, vediamo:

  • Beni alimentari, alcolici e cibo per animali, 72% degli e-store
  • Moda, accessori e calzature, 65%
  • Beni di consumo, 62%
  • Cura del corpo, igiene, farmaci, 55%
  • Libri, videogiochi, musica e film, 43%
  • Elettronica e accessori, 34%
  • Accessori sportivi, hobby e giocattoli, 31%
  • Utensili e oggettistica per la casa e il giardino, 28%
  • Accessori per i mezzi di trasporto (macchina, motocicli e biciclette), 21%

Riflessioni finali sull'e-commerce in Europa

Il mercato del e-commerce europeo rappresenta un ambiente dinamico dove si prospettano ampi margini di crescita. La popolazione è abituata ai canali digitali ed è generalmente abituata all'acquisto.

Immettersi in questo mercato con le giuste strategie di internazionalizzazione digitale può rappresentare un'occasione per sviluppare e diversificare l'export aziendale, sfruttando i vantaggi che il Mercato Unico offre alle imprese.

Noi di MC Marketing e Comunicazione lo sappiamo bene! Per questo siamo a tua disposizione per approfondire il tema, sia tramite contenuti gratuiti consultabili nella nostra Academy sia entrando in contatto direttamente con noi!


personal branding

Personal branding: perché metterci la faccia è importante!

Nelle piazze affollatissime del web e dei social distinguersi è una sfida! Ecco che il personal branding si rivela una strategia vincente!

Se è vero (come è vero), che nessuno è uguale all'altro, puntare sulle nostre caratteristiche uniche, personali, professionali e valoriali, ci permetterà di rendere unico e facilmente riconoscibile anche il nostro brand.

Ma per fare ciò, non bisogna avere paura di metterci la faccia!

Come creare un personal branding efficace

Cosa si intende per personal branding? Con questa espressione ci riferiamo a tutte quelle strategie e azioni volte a promuovere l’immagine di noi stessi, ponendo l’attenzione sia sulle nostre hard skills sia sulle nostre soft skills.

La parola branding ci suggerisce che la promozione del nostro profilo umano e professionale deve seguire le stesse logiche e strategie di promozione di qualsiasi brand: ciò comporta che la nostra immagine debba essere promossa, comunicata e posizionata nella mente del consumatore.

Facile a scriversi ma non a farsi, starai pensando! Non temere fai affidamento a questa lista di passaggi per costruire la tua strategia:

  1. Identificare il target di riferimento, magari tramite l'utilizzo di Buyer Personas;
  2. Selezionare gli strumenti da utilizzare per la tua strategia di personal branding;
  3. Definire i tratti peculiari che ti distinguono dai competitor evidenziando non solo le tue competenze professionali ma anche le tue attitudini e caratteristiche personali;
  4. Essere te stesso e non peccare di arroganza: per quanto la tua vita sia costellata di successi e soddisfazioni, il pubblico apprezza le persone che riescono a essere umili e amichevoli;
  5. Creare un’identità online coerente e che sia facilmente identificabile: utilizzare le stesse foto profilo, gli stessi colori, lo stesso claim sui diversi social (Instagram, LinkedIn, Facebook, ecc.);
  6. Creare contenuti originali e di valore per il pubblico target, condividendo la tua conoscenza ed esperienza;

Una volta aver fatto chiarezza su questi punti, sarà più semplice identificare in linguaggio adeguato e creare lo storytelling adatto per arrivare non solo alla mente ma anche al cuore del tuo pubblico.

Alcuni strumenti per fare Personal Branding nel mondo digitale

Implementare strategie di personal branding nel mondo digital a primo acchito, potrebbe non essere l’attività più facile del mondo e causare un certo spaesamento!

Fortunatamente, gli strumenti che possono aiutarci a rendere questo compito meno complicato, ci sono! I più utilizzati sono:

Brand storytelling

La narrazione del brand è una tecnica molto valida per il personal branding.

 

Questa strategia di comunicazione ha come obiettivo quello di promuovere la persona/azienda, trasmettendo ciò che fa e ciò in cui crede, riuscendo a creare un collegamento emotivo con il pubblico.

La strategia di brand storytelling non si propone di promuovere un’azienda o una persona affinché rimanga nelle menti delle persone, ma affinché rimanga nel loro cuore.

È risaputo, infatti, che la memoria è emozionale: il nostro cervello tende a ricordare, in modo più vivido e duraturo, circostanze ed eventi che hanno suscitato una reazione emotiva.

Un esempio efficace di brand storytelling è quello di IKEA Next Generation.

Ikea ha sempre dovuto gestire il problema dell’associazione del marchio alla bassa qualità; per risolverlo, la multinazionale svedese ha deciso di realizzare uno spot in cui vengono mostrati momenti di vita di persone comuni, focalizzandosi sulla longevità dei prodotti.

Lo spot fa leva sul sentimento di nostalgia, suscitato da una poltrona che passa di generazione in generazione: da economico e di breve durata, il prodotto Ikea diventa un valore da tramandare.

SEO (Search Engine Optimization)

Per fare personal branding è fondamentale far sì che le persone trovino il tuo sito. Il nome del tuo brand diventa così una keyword e si sa, più una keyword è generica e semplice più essere difficile scavalcare i competitor e farsi trovare facilmente nei motori di ricerca.

Le tecniche di SEO permettono di aumentare la visibilità del tuo sito web e migliorarne il posizionamento tra i risultati organici.

Studio di parole chiave secondarie, creazione di contenuti ad hoc sulle parole chiave, ottimizzazione in ottica SEO di ogni pagina e contenuto del sito... tutte queste attività ti aiuteranno a posizionare al meglio il tuo brand nelle prime pagine dei motori di ricerca!

E se  qualora il posizionamento organico non ti dovesse bastare... puoi sempre optare per gli annunci a pagamento attraverso le tecniche di SEM, come vedremo tra poco!

Search Engine Marketing

Il Search Engine Marketing (SEM) è un’altra strategia molto valida per aumentare la visibilità del tuo sito web. Si tratta di un’attività di

 

advertising online che si occupa della realizzazione di annunci a pagamento, sia sui motori di ricerca sia sui siti partner che sui social media:

  • Se si parla di annunci nei social network parliamo di Social ADS
  • Se si parla di annunci nei motori di ricerca parliamo di Search Engine Advertising (SEA)

Vale la pena fare un breve approfondimento sui due tipi principali di SEA che sono:

  1. keyword advertising
  2. display advertising

Il keyword advertising è un tipo di pubblicità basata sulla scelta di parole chiave. Quando il cliente cerca una parola chiave acquistata dall’inserzionista, il motore di ricerca restituisce come risultati i contenuti organici affiancati a quelli a pagamento proposti dall’inserzionista.

Invece, il display advertising utilizza spazi acquistati dall’inserzionista all’interno di una pagina di interesse per l’utente al quale l’inserzionista vuole promuovere un contenuto o prodotto/servizio.

Il vantaggio di utilizzare la SEA è che permette di generare traffico verso il sito o profili social in maniera estremamente più rapida che con la SEO, a patto però che si sia disposti a investire un po'.

I vantaggi di ricorrere al Personal Branding

Dopo aver chiarito cos’è il personal branding e visto gli strumenti che possono aiutarci a realizzare una strategia volta a promuovere la nostra immagine e quella del nostro brand, andiamo a vedere i vantaggi legati al personal branding!

  1. Visibilità> realizzare contenuti mirati sul proprio sito web e sulle proprie pagine social garantisce una maggiore esposizione sul web, e quindi un aumento di contatti e interazioni;
  2. Reputazione> grazie alle azioni di personal branding, utenti e clienti hanno la possibilità di sapere tutto di te: i tuoi punti di forza, i valori, i successi, e le aspirazioni.
  3. Awareness (consapevolezza)> una maggiore notorietà e reputazione porterà il pubblico a provare un maggior senso di fiducia nei tuoi confronti.
  4. Partnership> l’aumento dei contatti e delle interazioni porta a intrattenere delle collaborazioni con altri professionisti e imprese.
  5. Competenze> implementare strategie di personal branding comporta l’acquisizione di nuove conoscenze nell’ambito del marketing e del digital, e il miglioramento delle proprie doti comunicative e relazionali.
  6. Competitività> non tutti sono interessati o riescono a implementare strategie di personal branding; pertanto, chi investe in questo ambito ha un vantaggio competitivo sugli altri.
  7. Professionalità > gli utenti/clienti percepiscono la serietà e la voglia di fare della persona/brand.

Per concludere

In conclusione, il personal branding permette la creazione di un’immagine di noi stessi coerente e incisiva, capace di far risaltare le nostre peculiarità e i tratti che ci distinguono dalla concorrenza.

Inoltre ci offre la possibilità di intrattenere un rapporto diretto con gli utenti che diventano protagonisti di una relazione non soltanto commerciale ma umana.

Il personal branding infatti focalizza l’attenzione sull’emozione, sull’empatia, e la reciprocità, ed è tutto questo che la rende una delle strategie di marketing più importanti ed efficaci.

Alla luce di quanto detto, possiamo affermare – senza riserve – che il personal branding è un ottimo alleato per noi stessi e il nostro brand.


Guida Pinterest azienda

Pinterest: una guida al social per le aziende

Che cos’è Pinterest

 

Pinterest è una piattaforma social basata sulla condivisione di contenuti, chiamati Pin, nella quale i creatori/utenti sono chiamati Pinner. Il nome del social network deriva dall'unione delle parole inglesi pin (spillo, puntina) e interest (interesse). Leggere di più


Second hand Market

Il second hand market diventa una risorsa con il digitale!

L’esplosione del second hand market nel settore dell’abbigliamento: il futuro sostenibile del settore moda è alla portata di tutti con un semplice click!

Impossibile, negli ultimi tempi, non aver sentito parlare di second hand market, ovvero del mercato di seconda mano o mercato dell’usato.

Un fenomeno che si sta imponendo in maniera significativa, in particolar modo nel mondo online, grazie anche ai social, usati come mezzo di diffusione dalle principali piattaforme protagoniste di questo settore.

Grazie allo sviluppo di app apposite, questo mercato rappresenta un canale di vendita da non sottovalutare, soprattutto per le piccole attività della Moda!Leggere di più


Social commerce: quando lo shopping si fa nei social

Una definizione di Social Commerce

I social network svolgono un ruolo sempre più centrale nel nostro quotidiano.

Da luoghi virtuali di puro svago si sono trasformati in canali di socializzazione, condivisione di notizie, ricerca di informazioni, di ogni genere: da quelle più triviali a quelle più legati ad un'intenzione d'acquisto.

Lo studio condotto dal report “Digital in 2021” di ‘We Are Social’, il report più importante sul tema del digitale nel mondo pubblicato ogni anno verso la fine di gennaio, ci mostra come in media nel mondo vengono dedicate almeno 2 ore e 25 minuti all'utilizzo dei social media, sia che si tratti di partecipazione attiva alle conversazioni, restare in contatto con amici o parenti, scroll dettato dalla noia o persino... fare acquisti.

La tendenza ad acquistare online tramite piattaforme di e-commerce è infatti aumentata sempre di più, anche sulla spinta delle restrizioni dovute dalla pandemia in corso, comportando un'accelerazione nel cambiamento del comportamento di acquisto dei consumatori.

 

Da utenti passivi siamo diventati molto più attivi, divenendo noi stessi creatori di contenuti e i social network si sono adattati di conseguenza, per venire in contro a questo tipo di clientela e capirne più a fondo i gusti.

Nasce così il social commerce che offre la possibilità di acquistare prodotti o servizi tramite piattaforme social.

Si intende una forma di vendita di prodotti o servizi che avviene attraverso il web e utilizza i social network e piattaforme virtuali per effettuare le transazioni online.

L’acquisto online diviene infatti una attività sociale e l’utente è portato a condividere la sua esperienza e consigliarla ad altri tramite il passaparola, facendo lui stesso pubblicità al prodotto o al servizio, attraverso recensioni, commenti, o pubblicando post sui social.

L'acquisto si fa ancora più rapido rispetto anche all'acquisto da un sito e-commerce: l'utente può fare tutto dal social network, senza dover cambiare sito e navigare tra le sue pagine.

Questo rende molto più agevole e veloce il processo di funnel marketing.
Sono molti i social media che fanno uso del social commerce, vediamo insieme i principali!

 

Social commerce: lo stato attuale nei principali social network

Meta Inc. (ossia Facebook, Instagram e Whatsapp)

Facebook aveva già permesso agli utenti di vendere già dal 2017 attraverso il Marketplace, una funzionalità che permetteva la compravendita di prodotti da parte dei privati anche attraverso la messaggistica di Messenger.

Nel 2020 è stato introdotto Facebook Shops, che permette a chi possiede una pagina aziendale di vendere direttamente da Facebook e da Instagram e di creare un vero e proprio e-commerce senza costi di gestione, in maniera semplice e intuitiva e gratuitamente.

Le aziende possono scegliere i prodotti da inserire nel loro catalogo, e personalizzare il look generale del negozio impostando una immagine di copertina.

Inoltre non è prevista la transazione ma solamente un contatto tra venditore e acquirente. Attualmente si stanno testando nuove funzioni dello shop, come ad esempio la possibilità di mostrare il proprio negozio su Whatsapp o di lanciare campagne pubblicitarie mirate basate sulle preferenze delle persone.

Per Instagram si tratta di utilizzare il tool “Shopping”, disponibile per gli utenti di Instagram business.

Diventa possibile creare dei post in cui taggare i propri prodotti, che si identifica tramite un tag a forma di borsetta.

L’utente, cliccando sul post, potrà visualizzare il prezzo e ogni informazione relativa ai prodotti, e grazie al tasto “acquista ora” può essere indirizzato direttamente verso la pagina di acquisto.

Attualmente negli Stati Uniti si sta testando la possibilità di fare concludere il pagamento direttamente da Instagram.

Tik Tok

Anche Tik Tok ha pensato al social commerce nel 2020, ma ha preferito seguire la strada di una partnership con la piattaforma di e-commerce Shopify.

Attraverso un accordo europeo (che comprende i principali paesi: Francia, Spagna, Germania anche l’Italia) le imprese europee che utilizzano Shopify come piattaforma e-commerce possono vendere i loro prodotti utilizzando le Shoppable Ads, vere e proprie video campagne pubblicitarie lanciate su Tik Tok, in grado di collegare l'utente alla pagina d’acquisto dei prodotti su Shopify.

Pinterest

Anche Pinterest, il social che permette la realizzazione di bacheche di interessi, ha scelto di realizzare una partneship con Shopify.

Ben 27 paesi, tra cui l’Italia, hanno aderito all’iniziativa.

I merchant (ossia i venditori) grazie a questa unione hanno la possibilità di connettere il proprio account Shopify e di trasferire i propri prodotti su Pinterest trasformandoli in Pin Acquistabili, visibili sulla piattaforma.

Attraverso il canale Shopify-Pinterest è possibile connettere l’app di Pinterest all’interno della propria dashboard e posizionare automaticamente un tag, creare un catalogo, e lanciare campagne di traffico e conversione.

È possibile anche coinvolgere nuovamente gli utenti che hanno già espresso interesse per un determinato prodotto su Pinterest realizzando delle vere e proprie campagne di retargeting!

Google

Google, tramite la campagna Shopping di Google ADS (lo strumento per realizzare campagne SEM) è in grado di trasformare al pagina dei risultati in una vetrina per i tuoi prodotti.

Per poter utilizzare le campagne shopping c'è bisogno di utilizzare lo strumento Google Merchant Center. Il Merchant Center è quello strumento che consente di caricare su Google le informazioni relative ai negozi e ai prodotti e a renderle disponibili per gli acquirenti ovunque in Google.

Ma le novità riguardano anche Youtube, la piattaforma di condivisione video di proprietà di Google: sta infatti venendo testando una funzionalità di e-commerce.

L'idea è quella di dare ai creators (ossia a coloro che creano e realizzano contenuti su YouTube) la possibilità di aggiungere determinati prodotti ai loro video e taggarli, mentre gli spettatori potranno, cliccando sull’icona di una borsetta che comparirà in un angolo dello schermo, visualizzare l’elenco in primo piano ed esplorare la pagina di ogni prodotto per visualizzare ulteriori informazioni, le opzioni d’acquisto o i video correlati.

Questa funzione tuttavia è ancora in fase di sperimentazione al momento, coinvolgendo solo un numero ristretto di content creators negli Stati Uniti d'America.

La situazione in Cina

In Cina il social commerce riscuote un enorme successo e negli ultimi anni ha visto una crescita imponente, anche a causa della situazione sanitaria.

Secondo il rapporto McKinsey&Co rappresenta già l'11,6% delle vendite di e-commerce al dettaglio, raggiungendo una stima prevista di 442,68 miliardi di dollari di vendite lorde alla fine del 2021.

In Cina, le piattaforme di social commerce sono un potente mezzo per condividere le caratteristiche e le qualità di vari prodotti e si stanno trasformando nell’ottica di ottenere le stesse funzioni di un social network, come la possibilità per gli utenti di scrivere post o di effettuare una diretta streaming.

Le app cinesi che vanno per la maggiore sono:

  • WeChat,
  • Taobao,
  • Douyin,
  • Pinduoduo

L’acquisto il più delle volte avviene direttamente in-App.

Ad influenzare gli utenti ci pensano anche i vari KOL, i Key Opinion Leader che godono di una grandissima popolarità e che presentano e pubblicizzano i prodotti sui loro profili social o attraverso dirette live che attirano un vastissimo pubblico.

Di fatto diventano brand ambassador di determinate aziende, in grado di influenzare un mercato target.
Il social commerce diventa quindi una modalità di vendita che rende la user experience stimolante come un social network e soddisfa anche il bisogno di socialità e condivisione dell’utente.

 

Sfrutta anche tu il social commerce!

La cosa bella è che il qualsiasi tipo di azienda... anche la tua! Ecco qualche consiglio per muovere i primi passi:

  1. Gestisci promozioni e offerte di vario tipo (concorsi, omaggi speciali, giveaways). In questo modo renderai più varia la tua offerta e coinvolgerai gran parte del tuo pubblico
  2. Coinvolgi il tuo pubblico. Incoraggia il passaparola online e la condivisione dei contenuti che stimolino la conversazione (sondaggi, hashtag specifici, recensioni). Gli utenti, creando contenuti e condividendo sulle loro pagine social possono diventare dei portavoce del tuo marchio.
  3. Porta dalla tua parte gli influencer, che siano piccoli o grandi personaggi del web.
    Gli influencer creano un largo seguito, per questo una loro sponsorizzazione può attirare molta attenzione al tuo brand. È stato stimato infatti che il 49% delle persone che comprano su piattaforme social si affidano ai consigli degli influencer.
  4. Crea contenuti video, sopratutto se il pubblico a cui ti rivolgi è piuttosto giovane. La maggior parte dei Millenials e della Gen-Z tende a preferire il video ad altre forme di contenuto.

In conclusione, il social commerce rappresenta un canale di vendita destinato a ricoprire un ruolo sempre più importante nei giorni a venire.

E considerando che ogni azienda ha a disposizione almeno una pagina social in uno dei canali che abbiamo visto, si tratta di un canale di vendita già presente in azienda che può essere sfruttato da subito per sviluppare le vendite e anche l'export!

E se avrai bisogno di aiuto, puoi sempre contare su noi di MC Marketing e Comunicazione!