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Brand e seconda mano

I Brand alla conquista del mercato di seconda mano con il digitale!

I Brand della moda puntano al mercato di seconda mano grazie al digitale!

Il mercato di seconda mano relativo al settore della moda è oramai un business multimiliardario di cui tutti hanno sentito parlare almeno una volta.

Senza da un lato, i privati hanno la possibilità di guadagnare qualcosina liberando allo stesso tempo spazio nell’armadio, dall’altro questo fenomeno non è rimasto inosservato al settore fashion.

Da fenomeno grassroots, nato dall’iniziatva dei singoli, il secondhand market rappresenta un’ottima strategia per i brand di raggiungere nuovi clienti e farsi conoscere sotto una luce differente.

Le strategie intraprese dai Brand più celebri

Notando il continuo incremento del fatturato e della popolarità del second hand clothes, alcuni brand si sono spinti oltre i loro obiettivi “standard”, decidendo di approdare in questo nuovo mercato.

Di solito, le strategie seguite per sfruttare le potenzialità di questa nuova frontiera del mercato del fashion:

  1. Appoggiandosi direttamente a siti o app specializzate, creando una pagina aziendale apposita;
  2. Realizzando i propri marketplace dedicati al commercio di seconda mano, con il fine di gestire internamente il flusso della compravendita;

Gli esempi sono numerosi, oggi ci soffermiamo lo sguardo su quattro esempi da manuale: due marchi d’alta moda e due marchi celebri, ma accessibili ad una clientela più ampia.

Il lusso sceglie “The RealReal”

“Stella McCartney” è il primo marchio di lusso ad aver portato a termine un accordo con “The RealReal”, un mercato online specializzato nella vendita di abiti di seconda mano di alta moda.

Credendo fortemente nell’economia circolare, “Stella McCartney” promuove un sistema di iniziative di sostenibilità per sensibilizzare i consumatori ad effettuare acquisti più consapevoli nel rispetto dell’ambiente.

Questa attenzione però va a braccetto con un’attenta strategia di marketing, al fine di incentivare gli acquisti nelle boutique.

Per esempio, spedendo a “The RealReal” un capo di abbigliamento firmato “Stella McCartney”, si ottiene la possibilità di ricevere un buon del valore di 100 dollari, da spendere online o in un negozio fisico, per comprare prodotti dello stesso brand.

Rimanendo invece in territorio nazionale, scopriamo la collaborazione, risalente al 2020, tra l’azienda italiana “Gucci” e  “The RealReal”.

Il marchio “Gucci” si è così avvicinato ulteriormente al concetto di economia circolare e di moda sostenibile, impegnandosi, per di più, per ogni articolo venduto su “The RealReal”a piantare un albero, tramite l’organizzazione no profit “One Tree Planted”.

“Asos” e “Levi’s” giocano in casa

“Asos” e “Levi’s”, invece, hanno puntato ad una strategia radicalmente differente.

Anziché appoggiarsi a marketplace dell’usato già esistenti, hanno deciso di creare le proprie piattaforme per vendere abbigliamento di seconda mano.

“Asos” è un sito web di origine britannica, esperto nella vendita di vestiti e cosmesi, che comprende diversi brand di moda che hanno deciso di affidare una parte dei loro traffici commerciali a questo canale di vendita molto in voga tra i giovani.Asos e il mercato di seconda mano online

Recentemente i proprietari dell’azienda hanno  creato all’interno del sito una sezione dedicata al second hand clothes: è nata così “Asos Marketplace”, che permette a chiunque di vendere vestiti usati trattenendo una commissione del 10% sul prezzo fissato.

La storica azienda di jeans “Levi’s” ha invece lanciato la piattaforma “Levi’s SecondHand” con l’obiettivo di “Mantenere l'ambito Levi's ® in circolazione e fuori dalle discariche”.

Il funzionamento è molto semplice: i clienti possono restituire jeans e giacche usati, ovviamente a marchio “Levi’s”, per ricevere in un secondo momento una carta regalo, il cui valore dipende dalle condizioni degli abiti consegnati, da spendere sul sito o nei negozi fisici “Levi’s”.

Per concludere

Attualmente non sono molti i brand che si sono affacciati a questo mondo; forse è una questione di tempo o magari preferiscono che piattaforme o applicazioni dedicate, come “Vinted” o “Depop”, se ne occupino.

Certo che incentivare i clienti a restituire abiti usati per ottenere in cambio gift card o sconti è un’ottima mossa strategica, facilmente realizzabile e... imitabile!

Il digitale si conferma come foriera di opportunità, l'importante è saperle cogliere!

Come diciamo noi di MC Marketing e Comunicazione, l'importante non è essere un'azienda grande ma un'azienda evoluta!


Second hand Market

Il second hand market diventa una risorsa con il digitale!

L’esplosione del second hand market nel settore dell’abbigliamento: il futuro sostenibile del settore moda è alla portata di tutti con un semplice click!

Impossibile, negli ultimi tempi, non aver sentito parlare di second hand market, ovvero del mercato di seconda mano o mercato dell’usato.

Un fenomeno che si sta imponendo in maniera significativa, in particolar modo nel mondo online, grazie anche ai social, usati come mezzo di diffusione dalle principali piattaforme protagoniste di questo settore.

Grazie allo sviluppo di app apposite, questo mercato rappresenta un canale di vendita da non sottovalutare, soprattutto per le piccole attività della Moda!Leggere di più


Moda e metaverse

Moda e Metaverse: due mondi sempre più vicini!

I marchi della moda puntano sul metaverse

In questo periodo di  trasformazioni, il mondo della moda e Metaverse sembrano avvicinarsi sempre più.

In concomitanza con la Milano Fashion Week, il gruppo Benetton annuncia l'apertura di un punto vendita nel Metaverso, un riflesso del punto vendita in Corso Vittorio Emanuele, pronto ad offrire un'esperienza di acquisto radicalmente diversa.

Ma perché Benetton ha fatto questa scelta? E come si muovono gli altri Brand della moda? Scopriamolo insieme.Leggere di più


Il Made in Italy cavalca il Dragone Digitale

Made in Italy: il futuro sta nel mercato digitale del Dragone!

Il Made in Italy gode, oggi, di un'ottima reputazione ed è in grado di collocarsi in maniera eccellente nel mercato internazionale.

Ma non per questo possiamo riposarci sugli allori! Implementare una strategia di internazionalizzazione studiata a tavolino è una necessità, per evitare di lasciare inespresso il potenziale di un marchio Made in Italy.

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La chiave di tutto questo è il digitale!

Secondo lo studio Ice-Prometeia, la ripresa per gli cambi mondiali post-Covid sarà guidata dall’Asia, il 10,3% nel 2021 e l’8,2% nel 2022, con la Cina, che svetta in prima posizione.

Il largo ricorso all’e-commerce nei paesi del Far East e del Sud Est Asiatico rappresenta una buona opportunità per  affermare le eccellenze del Made in Italy anche in questa fetta di mondo.

I principali settori interessati per la ripresa dell’export italiano saranno: tessile, abbigliamento, pelli e accessori, metalli, mezzi di trasporto, alimentari, farmaceutici e macchinari.

Ma perché puntare sul Made in Italy?

Perché rappresenta tutto il bello della cultura e delle tradizioni del Bel Paese: materie prime, qualità, design, artigianalità, attenzione nei dettagli rendono il brand famoso in tutto il mondo.

Si tratta dei migliori frutti del tessuto imprenditoriale Italiano. Un tessuto di imprese operose ma che per larghissima parte è formato da piccole realtà, che spesso non hanno la possibilità di farsi conoscere fuori dal loro territorio.

Per fare fronte a questo problema, il governo italiano negli ultimi due anni ha fatto passi da gigante per studiare opportunità di ripresa e di crescita delle importazioni ed esportazioni, e sul come rafforzare il posizionamento strategico del Mady in Italy nei mercati orientali. Il frutto di queste riflessioni è il Patto per l’Export.

La strategia più ovvia sembra essere quella di vendere i prodotti italiani nei marketplace.

Proprio per questo si sono messe in atto una serie di procedure e metodi che si basano sull’ascolto dei bisogni delle imprese con lo scopo di preparare un piano d’azione che si sviluppa in sei ambiti:

  1. Comunicazione
  2. Promozione
  3. Formazione
  4. E-commerce
  5. Fiere
  6. Finanza

Ad oggi i programmi sono attivi nel piano di comunicazione per quanto riguarda la promozione ed il rilancio del Brand Made in Italy; programmi che incentivano e facilitano le imprese a partecipare a forum, mostre, eventi online e offline con operatori di altri Paesi; programmi di e-commerce che offre la possibilità al brand Made in Italy di essere presente nei marketplace locali e globali.

A tutto questo si aggiunge lo studio del profilo del consumatore orientale in cui emerge delle notevoli differenze con il consumatore occidentale.

A tutto questo si aggiunge lo studio del profilo del consumatore orientale in cui emerge delle notevoli differenze con il consumatore occidentale.

Vuoi sviluppare il tuo export digitale in Cina? Ti aiutiamo noi, contattaci!

 Il segreto per entrare nel mercato Cinese

Il mercato digitale cinese è una realtà che lascia esterrefatti, per crescita, numeri e capillarità.

Sembrerebbe essere quello di creare una forma di e-commerce orientata al divertimento e all’intrattenimento a differenza dell’occidentale che utilizza il web per un mero uso di ricerca di un qualcosa che non conosce. 

La motivazione a tale comportamento va ricercata nelle origini della cultura del consumo cinese online.

Il mercato digitale cinese è nato e basato sullo smartphone, strumento che i consumatori possono usare per fare tutto.

Ecco quindi che bisogna impostare la propria presenza online in modo da offrire un contenuto in grado di fermare l'attenzione dell'utente, magari utilizzando canali che in occidente sono impensabili: come una diretta live streaming

L'e-commerce con caratteristiche cinesi

Il funzionamento dell’e-commerce cinese segue le logiche su cui poggia l’economia cinese dell'ultimo Ventennio:

  1. Promuovere la crescita dal basso: ossia dare la possibilità a tutti gli abitanti, anche a quelli delle zone rurali, di commercializzare in tutto il paese senza avere per forza un luogo fisico in cui produrre.
  2. Creare un mondo iperconnesso: la diffusione degli smart device hanno sostituito la mancanza di infrastrutture dedicate al commercio.
  3. Shopping come esperienza social: la creazione di piattaforme come WeChat, hanno permesso la diffusione di dialogare e scambiarsi feedback sui prodotti.

Dove si può collocare il Made in Italy in tutto questo?

Il consumatore cinese è molto più istruito negli acquisti online rispetto al consumatore occidentale, complice il tasso di digitalizzazione cinese che aumenta quasi il triplo ogni anno.

Negli ultimi anni è cambiata la concezione della cultura del lusso della medio-alta borghesia cinese, caratterizzata da una maggiore attenzione alla qualità e alla celebrità dei prodotti esteri: comprare marchi del lusso stranieri è, per gli acquirenti del Regno di Mezzo, uno status symbol.

 

Il consumatore orientale infatti è alla ricerca di prodotti certificati e di un giusto rapporto di qualità/prezzo.

In questo contesto si può inserire il Made in Italy, fra bisogni e desideri dei consumatori cinesi, disposti ad acquistare prodotti italiani purché prodotti dalla qualità certificata, sia che si tratti di esemplari all'avanguardia del sapere tecnologico e manifatturiero italiano o della nostra celebre produzione eno-gastronomica (solo per citare due settori).

La Cina, con la sua cultura millenaria, è un Paese affascinante che può rappresentare un'opportunità di crescita per le nostre aziende, non solo in termini di fatturato ma anche di evoluzione e conoscenza delle nuove tecnologie!

Ma per fare ciò, bisogna avere la pazienza di conoscere e studiare questo mercato così diverso che spesso sembra uscito direttamente dal Futuro.

Noi di MC siamo a tua disposizione, se desiderai percorrere la strada di quest'avventura.


Riparti con l'Export Digitale

L’Export Digitale come chiave per la ripresa del Made in Italy

Le statistiche parlano chiaro: la pandemia ha favorito l’export digitale, spingendo aziende e consumatori a fare un uso maggiore di questo canale, favorendo così quel troppo spesso rimandato processo di digitalizzazione e globalizzazione delle nostre realtà produttive.

Grazie alle opportunità che si aprono con la svolta digitale, anche le micro e PMI possono ritagliarsi un ruolo da protagoniste nei mercati internazionali.

E se a frenare i nostri imprenditori è il timore di dover impiegare risorse consistenti, ci pensa lo Stato a venire in supporto delle attività.

Il MISE ovviamente agevola questo processo di transizione, sottolineando la necessità di alfabetizzare le aziende e fornendo voucher per l’internazionalizzazione, con l'obiettivo di ricorrere ai servizi di un Digital Temporary Export Manager che possano accompagnarle nella realizzazione di strategie commerciali adatte al nuovo mercato digitale. 

Tra le agenzie certificate da Invitalia, in grado di offrire servizi di Digital Export Manager ci siamo noi di MC Marketing e Comunicazione. Offriamo da 40 anni le tecniche più innovative di analisi di marketing ed inserimento nel mercato, mentre l'esperienza che abbiamo maturato nel web comincia dal lontano 1997, coinvolgendo la nostra rete di partner mondiale.

L'e-commerce come primo passo per l’Export Digitale

Da un punto di vista tecnico, l’export digitale parte da una piena accettazione e familiarità della tecnologia dell’e-commerce, che si è dimostrato fondamentale per il cambiamento dei processi di acquisto. 

Con l’apertura ad un commercio online in mercati esteri si può inoltre rafforzare un settore già esistente oppure aprirsi a nuove opportunità. 

Fondamentale poi l’attitudine ad incontrare nuove realtà burocratiche e culturali, non possiamo certo aspettarci che le strategie che utilizziamo per vendere tramite il nostro e-commerce nel mercato nazionale possano essere adatte anche ai mercati esteri.

L'esempio da manuale è rappresentato dal mercato digitale in Cina: per accedervi è necessario un attento e scrupoloso iter preventivo a cui segue un costante lavoro di negoziazione ed etichetta che possono influenzare molto i rapporti commerciali B2B e B2C.

Avere un'e-commerce è un ottimo primo passo, perché ci rende già avvezzi agli strumenti e alle procedure del digitale, ma se vogliamo far evolvere questa strategia in una di Export Digitale, abbiamo la necessità di affrontare una fase di analisi approfondita, sia del mercato in cui si vuole entrare che dell’azienda da proporre, per essere certi che si tratti della giusta soluzione e per poter redigere una giusta strategia di marketing.

Sviluppo vendite ma non solo

L’export dunque non è solo “farsi trovare dai clienti” ma anche una strategia per consolidare la brand trust tramite un'esperienza di acquisto di qualità.

L’Export digitale si può organizzare in quattro aree di intervento:

  1. analisi interna e del mercato obiettivo
  2. definizione di obiettivi, risorse, strategie e scelta dei canali distributivi digitali (individuare i modelli di export digitale: diretto, marketplace, online retailer)
  3. implementazione delle azioni previste dalla strategia (= fase operativa), l’importanza dell'inbound marketing, lead generation.
  4. fase di monitoraggio e controllo delle attività

Uno dei valori aggiunti dell’e-commerce è la possibilità, tramite l’utilizzo della tecnologia della blockchain, di gestire lo shop in sicurezza e persino di fornire un certificato di tracciabilità, che rende ancora più appetibile il marchio Made in Italy.

Con le tecnologie più avanzate, si sta inoltre entrando nel mondo virtuale dei Non Fungible Token, che stanno diventando dei veri e propri status symbol del metaverso e del luxury. Ma qui stiamo entrando in una frontiera in continua evoluzione!

L'importante è rendersi conto che le trasformazioni del digitale sono realmente in grado di offrire opportunità irraggiungibili con i canali offline.

Quello che serve per coglierle non è tanto l'essere un'azienda grande o piccola quanto... L'essere evoluti e riconoscere che la svolta digitale fa ormai parte del nostro "new normal".


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Si tratta della prima volta che senti parlare di predictive marketing e non hai idea di cosa stiamo parlando? Allora questo è il blogpost che fa per te!

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Nell'articolo di oggi ti parleremo della più importante di queste app, WeChat, conosciuta in occidente con il titolo erroneo di "Facebook cinese", in realtà è un social network unico nel suo genere che devi assolutamente conoscere se desideri approcciarti al mercato digitale cinese.

 

 

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