digitalizzazione

Marketing digitale come leva per l'export

IL MARKETING DIGITALE AL SERVIZIO DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE AZIENDALE. 

IL MARKETING DIGITALE AL SERVIZIO DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE AZIENDALE. 

Uno degli ambiti che muove sempre più l’interesse delle imprese è il marketing digitale, come leva di sviluppo dell’internazionalizzazione, ovvero il posizionamento della propria offerta commerciale in mercati che fino a ieri sembravano irraggiungibili.

La trasformazione digitale sta cambiando radicalmente il nostro mondo in tutti i settori, da quello della produzione industriale a quello della distribuzione e dell’approvvigionamento di beni e servizi, fino a toccare la nostra vita privata, i rapporti sociali e professionali.

Comunicare, raccontare, proporre e infine vendere i propri prodotti in un mondo globalizzato e “aperto” sfruttando il web e le nuove tecnologie è la sfida del futuro, o meglio del presente.Leggere di più


Il mondo Digital negli Stati Uniti

Alla scoperta del mondo digital negli Stati Uniti!

"Land of the free", prima economia del mondo... Gli USA sono una realtà straordinaria che pensiamo di conoscere bene ma che in realtà ci sfugge sempre un po'! Quando parliamo di digital negli Stati Uniti, quanto ne sappiamo veramente?

I canali di digital marketing sono diversi e numerosi e permettono di poter interagire o essere notato dal pubblico di destinazione.

Scegliere quale strumento usare o meno dipende soprattutto dalle caratteristiche mercato di riferimento. 

Ecco quindi che chi vende prodotti o servizi in un mercato frenetico e gigante come quello degli USA deve conoscere le caratteristiche basilari di questa realtà e seguire delle strategie di marketing, fondamentali per superare ostacoli e operare in un territorio molto diverso da quello italiano.

Nell'articolo di oggi, getteremo una prima luce sui canali e i metodi più utilizzati nel mondo digital a stelle e strisce!

Digital negli Stati Uniti: il Video Marketing

Il video marketing è un canale che sta riscontrando la crescita più rapida, infatti si stima che entro la fine del 2022, i video online rappresenteranno oltre l'82% di tutto il traffico Internet dei consumatori, 15 volte in più rispetto al 2017 (Cisco).

Rispetto agli altri strumenti digitali è probabilmente quello con il maggior potenziale. Il video va mantenuto breve e deve essere coinvolgente, per non far distogliere l’attenzione, soddisfare i tempi dei social media e fornendo comunque le informazioni necessarie in pochi secondi.

Non è un caso che il 72% delle persone ha affermato che preferirebbe conoscere un prodotto o servizio tramite video e l'84%, afferma di essere stato convinto ad acquistare un prodotto o servizio guardando il video di un brand (Optinmonster).

A confermare questo trend dell’importanza dei video nel social media marketing è insider intelligence, che ha recentemente pubblicato un articolo con le previsioni della spesa della pubblicità online. L’articolo evidenzia come i servizi AVOD (Advertisement based video on demand) abbiano avuto una crescita del 200% dal 2021 al 2022, confermando ancora il trend positivo per il formato video come principale mezzo di comunicazione e promozione online.

Digital negli Stati Uniti: Social Media Advertising

I social media sono una delle vie di comunicazione b2c e b2b principali per chiunque voglia far conoscere il proprio prodotto ad un pubblico interessato.

Negli Stati Uniti contiamo un pubblico di 270.1 milioni di persone che trascorrono mediamente 2h e 14m sulle piattaforme, dato in crescita se pensiamo che nel 2015 la media era di 1 ora e 50 minuti.

Ecco le piattaforme con i tempo di utilizzo più alti:

  • TikTok: 25 ore al mese
  • YouTube: 22 ore al mese
  • Facebook: 16 ore al mese
  • Instagram: 7 ore al mese
  • Messenger: 3 ore al mese

Stando ai dati, il 31.9% degli utenti utilizza i social per cercare nuovi brand e il 28.9% segue un brand sui social, per restare aggiornato e conoscere nuovi prodotti dei marchi. 

Inoltre la particolarità della pubblicità sui social media è la possibilità di personalizzare la pubblicità a seconda della categoria di utenti desiderata.

Questa selezione è possibile grazie all’enorme quantità di dati degli utenti che le piattaforme possiedono e che gli inserzionisti possono usare a proprio vantaggio.

Il mercato delle ads nei social media raggiungerà i 137 miliardi nel 2022 dopo avere già superato i 100 miliardi nel 202, questi numeri sono esemplificativi delle enormi potenzialità del mercato delle ads digitali.

Nel 2022 la spesa totale per la pubblicità sui social media da parte delle aziende statunitensi è prevista a poco meno di 63 miliardi di dollari. Ciò rappresenta un aumento dell'11,15% rispetto al 2021 e una leggera decelerazione del tasso di crescita rispetto all'anno precedente.
La spesa per i social media statunitensi è aumentata negli ultimi anni, registrando una crescita media annua del 24,6% dal 2017 al 2022.
Tutti i segnali indicano un'ulteriore, anche se più lenta, crescita della spesa pubblicitaria sui social media nei prossimi anni. Si prevede che la spesa supererà la soglia dei $ 70 miliardi nel 2024 prima di salire ulteriormente a $ 82 miliardi entro il 2025. Entro il 2026, è prevista a $ 88,3 miliardi. Nel quadriennio dal 2023 ad allora, tuttavia, i tassi di crescita medi annui dovrebbero rallentare all'8,8 per cento.

Digital negli Stati Uniti: Influencer Marketing

Chi sono gli influencer? Persone con un account social, che possiedono un ampio seguito di follower fedeli ai quali raccontano della loro vita con post, foto, video ecc..

E’ proprio il loro essere influenti che li rende un canale pubblicitario molto efficace che porta i prodotti di fronte a un mercato target altamente coinvolto.

Questa forte fiducia convince le persone ad acquistare prodotti e servizi, che ascolteranno le opinioni degli influencer, agendo in base alle loro raccomandazioni.

Come utilizzare gli influencer per le proprie campagne?

L'influencer marketing, può essere un vantaggio per il tuo marchio in diversi modi:

  • Puoi chiedere agli influencer di fare un video sponsorizzato o pubblicare sui loro canali promozionali;
  • Puoi inviare gratuitamente i tuoi prodotti affinché vengano promossi;
  • Lanciare prodotti o contenuti collaborativi;
  • Sollecitare recensioni inviando omaggi agli influencer;
  • Organizzare concorsi e omaggi e pubblicizzarli con gli influencer o aggiungere i prodotti al loro concorso di omaggi;
  • Avere un influencer che "prenda il controllo" delle piattaforme social;
  • Coinvolgere gli influencer come ambasciatori del marchio a lungo termine;

Queste persone possono rendere la percezione del marchio più accessibile e riconoscibile, aiutando così ad ottenere nuovi follower di alta qualità e comunicare in modo efficace i tuoi valori.

Negli Stati Uniti il mercato ha avuto una crescita costante, arrivando a 9,7 miliardi di dollari nel 2020 e 13,8 miliardi di dollari nel 2021.Quest'anno, si prevede che il mercato si espanderà a un enorme settore da 16,4 miliardi di dollari. 

Ma a cosa si deve esattamente questa crescita? La risposta è nei social media.

La crescente popolarità dei formati video brevi su piattaforme come TikTok, Facebook e YouTube, sommati all'effetto della pandemia globale sui consumatori, sono la causa principale dell'enorme crescita di questo canale di promozione.

Email Marketing

Questo canale marketing non è sicuramente tra i più recenti, ma non per questo perde la sua efficacia.

A differenza dei social media, la mail è un canale più stabile, poiché non presenta algoritmi, e dunque viene ricevuta dall’85% delle persone a cui si invia. 

Offre la possibilità di comunicare direttamente con gli utenti, di inviare materiale personalizzato e dispone di uno dei più alti ritorni sull'investimento (ROI) di qualsiasi canale di marketing.

I numeri dell'email marketing negli USA

Oltre il 91% degli utenti Internet americani possiede un account di posta elettronica e questo ci induce a non trascurare questo canale di mercato. Inoltre i rispetto al tasso di coinvolgimento dello 0,6% dei social media (Facebook, Instagram e Twitter), le mail aperte in media sono pari al 22% delle inviate.

Le attività che si possono svolgere con l’email marketing sono:

  • Crea newsletter per condividere informazioni rilevanti o educare il pubblico;
  • E-mail di follow-up per ricordare ai visitatori del sito Web, gli articoli lasciati nei propri carrelli oppure confermare gli acquisti con le ricevute;
  • Email di benvenuto per i nuovi clienti;
  • Contenuti promozionali che annunciano nuovi lanci, eventi speciali, sconti o omaggi;
  • Richiedere/condividere recensioni e Feedback;

 


il digital export manager

Cogli le opportunità del digitale con un Digital Export Manager!

Una premessa necessaria

Perché trattiamo di Digital Export Manager? Perché per l’Italia l’export rappresenta il vero motore dell’economia, con il valore del ‘made in Italy’ è ad oggi riconosciuto in tutto il mondo.

L’Italia è passata negli ultimi dal decimo posto all’ottavo nella classifica dei Paesi esportatori con una quota di mercato dell’2,8%. Un grande risultato che sottolinea sempre l’importanza per tutte le aziende, PMI comprese, di affacciarsi nei mercati internazionali. 

Per fare ciò alle imprese serve avviare una strategia di internazionalizzazione sui mercati esteri o affermare la presenza di un’azienda nei mercati esteri di riferimento, sfruttando anche le occasioni offerte dalle tecnologie digitali.

Ma soprattutto le PMI spesso possono essere in difficoltà ed andare contro ad una serie di problematiche nell’affacciarsi nei mercati esteri come il fatto che potrebbero non riuscire a raggiungere determinati mercati o il fatto di non disporre di un ufficio estero. Leggere di più


essere wanghong

ESSERE WANGHONG PER COGLIERE LE OPPORTUNITÀ DELLA CINA

ESSERE WANGHONG PER COGLIERE LE OPPRTUNITÀ DEL MERCATO DIGITALE CINESE

Essere wanghong  (dal mandarino  "wangluo hongren", letteralmente essere caldi nella rete) è ormai un must per il mercato digitale cinese.

Questo perché la Cina è il mercato di riferimento per quanto riguarda l’innovazione digitale e detta le abitudini dagli alti livelli fino al consumatore finale - basti pensare che sono cinesi le innovazioni del messaggio vocale e del QR code-.

Al giorno d’oggi app come ad esempio WeChat sono usate da centinaia di milioni di persone, un numero enorme di potenziali consumatori.

Senza considerare le app di social commerce come DouYin, TaoBao e Kuaishou che uniscono contenuti di e-commerce e segmenti di live streaming risultanfo sempre più attrattive per i consumatori cinesi.

Per questo le aziende devono capire come utilizzare queste app per cercare di promuovere i loro business, diventando appunto wanghong.

COSA SIGNIFICA ESSERE WANGHONG E CHI SONO

Il termine wanghong è una parola davvero interessante.

Il neologismo è composto da due caratteri: quello di “rete” e quello di “rosso” ma anche e sopratutto “caldo”.

Ecco quindi che wanghong è diventato il neologismo per identificare il contenuto più in del web, ma non solo.

Wanghong ha seppellito il termine “cool” in cinese, tanto per cui wanghong ormai lo si può dire di tutto, da un prodotto ad una città.

E quando qualcosa viene definita come wanghong, significa che si parla di qualcosa di celebre e invidiabile.

Obiettivo di un brand in Cina è quindi, quello di diventare wanghong.

Chi sono gli wanghong?

Il termine è nato per designare le cosidette “celebrità di internet”.

Queste sono una sorta di influencer che usano la loro popolarità per pubblicizzare ai loro fan beni o servizi.

Gli strumenti più importanti per loro sono le piattaforme di social media cinesi: gli Wanghong si presentano su WeChat, Sina Weibo, Tik Tok (solo per citarne alcune).

L’enorme numero di fedeli seguaci e fan viene mobilitato ed è pronto ad acquistare qualsiasi prodotto consigliato dal loro influencer di riferimento.

Questo perché gli Wanghong sono in grado di mettere un volto e un allure ai prodotti, invece di puntare tutto sulla forza di un brand che di per sé è anonimo e impersonale.

Pubblicando immagini o video in streaming utilizzando o indossando un prodotto, gli Wanghong convincono i loro follower ad acquistare questi prodotti grazie ad una relazione che si instaura tra celebrità e fan.

Un Wanghong per essere tale, può giocare su diversi aspetti quale l’aspetto, il carisma, la personalità e il senso dell’umorismo e ottengono il loro successo attraverso la condivisione di contenuti appositamente creati per le diverse piattaforme social (Weibo, Wechat, Taobao). 

BUSINESS MODEL: ONLINE RETAILING E SOCIAL MEDIA ADVERTSING

Sono due i modelli di business che un wanghong può utilizzare nella sua attività: online retailing e social media advertising.

Online retailing

Per quanto riguardo il primo modello di business dell’online retailing, gli Wanghong vendono i loro stessi prodotti, pubblicizzandoli soprattutto tramite live.

A volte possono anche collaborare con brand che creano i prodotti che loro stessi hanno progettato. Poi li pubblicano sui loro social media o e-commerce affinchè i loro fan possano acquistarli.

Questi ovviamente sono molti influenzati nel comprare questi prodotti perché comprandoli è come se si sentissero di potersi relazionare di più con prodotti creati da persone come loro.

Allo stesso anche gli Wanghong sono influenzati nella creazione del prodotto dai loro fan in quanto avendo un forte rapporto con loro, sanno cosa gli piace e ne tengono conto nella creazione dei loro prodotti.

Social media advertising

Per quanto riguardo il modello del social media advertising gli Wanghong lavorano con marchi affermati per pubblicizzarne prodotti o servizi ai loro fan

. I brand pagano gli Wanghong che in cambio creano contenuti accattivanti per ispirare la loro fan base ad acquistare questi prodotti o servizi.

In questo caso è importante che le aziende scelgano un Wanghong adatto, con uno stile simile ai prodotti che vogliono pubblicizzare, cioè identificare quelli che possano comunicare con la nicchia di mercato a cui è rivolto il prodotto.

IL DIGITALE CINESE, UN MONDO IN CONTINUA EVOLUZIONE

Il mercato digitale cinese, è un mondo in continuo sviluppo, dove nascono nuove figure e i coni d’ombra non mancano... Analizziamoli insieme.

Non solo Wanghong: ad ogni utente il suo influencer

Per questo affianco agli Wanghong, man mano che il mercato digitale andava evolvendosi, sono nati anche altri tipi di influencer come i KOL (Key Opinion Leaders) e i KOC (Key Opinion Consumers).

Qual’è la differenza? Possiamo dire che gli Wanghong sono influencer professionisti, mentre i KOL hanno spesso altri lavori.

Questi sono infatti in primis figure esperte in un determinato settore, diventate poi famose nel web.

La maggior parte di loro è nata dopo gli anni 80 e 90 quindi il loro pubblico in genere è giovane quanto loro, solitamente si tratta di Millenials o della Generazione Z, e li percepiscono come più credibili e vicini a loro rispetto ad uno spot pubblicitario creato a tavolino.

Invece i KOC sono veri e propri consumatori, che forniscono le loro opinioni e raccomandazioni.

Anche se hanno un numero di iscritti minore, hanno comunque un grande impatto sul loro pubblico in quanto nelle recensioni dei prodotti non sono pagati dal brand e ciò li rende genuini agli occhi di chi li segue.

Inoltre questi avendo meno follower posso entrare meglio in contatto con la propria community e le persone sembrano più che parlano con un amico che con un brand ambassador risultando loro più autentici e affidabili.

Ogni influencer ha uno stile comunicativo e modi di fare differenti, oltre che un pubblico differente; per questo è fondamentale che le aziende scelgano il giusto influencer coerente con ciò che vuole mostrare al pubblico e riuscire ad essere così veramente wanghong.

Le Big Tech cinesi investono nel metaverso

Il mercato digitale cinese è un mercato in fermento e sempre pronto all'innovazione. Si è anche molto parlato di metaverso in Cina: pare che il metaverso cinese potrebbe separarsi da quello globale e secondo Morgan Stanley il mercato del metaverso potrebbe assumere il valore complessivo di 52 trilioni di yuan, vale a dire oltre 7,2 trilioni di euro.

Infatti sei dei giganti della tecnologia cinese, tra cui Baidu, Alibaba e Tencent (collettivamente noti come BAT), sono entrati tra le prime 10 aziende al mondo che hanno depositato il maggior numero di domande di brevetto VR/AR negli ultimi due anni.

A cominciare fu Baidu alla fine del 2021 che lanciò la sua app “Land of Hope” con cui attraverso la creazione di avatar, il software consente agli utenti di entrare in un ambiente virtuale che combina storia cinese ed ambienti futuristici.

Ad inizio 2022 è stata poi lanciata un’applicazione di nome “Jelly”, che permette all’utente di creare una versione virtuale di sé e interagire con un massimo di 50 amici in uno spazio condiviso e che ha superato addirittura WeChat sull’iOS App Store cinese per diventare la più scaricata della settimana.

Forse è ancora troppo presto per sapere come lo sviluppo del metaverso influenzerà il modo di essere wanghong nel digitale cinese, ma senza dubbio non mancheranno le sorprese!

E mentre le trasformazioni avvengono, il nostro compito è quello di rimanere aggiornati sull'evoluzioni del mercato digitale più grande del mondo, al fine di poter apprendere nuove lezioni!

 

 

 


Brand e seconda mano

I Brand alla conquista del mercato di seconda mano con il digitale!

I Brand della moda puntano al mercato di seconda mano grazie al digitale!

Il mercato di seconda mano relativo al settore della moda è oramai un business multimiliardario di cui tutti hanno sentito parlare almeno una volta.

Senza da un lato, i privati hanno la possibilità di guadagnare qualcosina liberando allo stesso tempo spazio nell’armadio, dall’altro questo fenomeno non è rimasto inosservato al settore fashion.

Da fenomeno grassroots, nato dall’iniziatva dei singoli, il secondhand market rappresenta un’ottima strategia per i brand di raggiungere nuovi clienti e farsi conoscere sotto una luce differente.

Le strategie intraprese dai Brand più celebri

Notando il continuo incremento del fatturato e della popolarità del second hand clothes, alcuni brand si sono spinti oltre i loro obiettivi “standard”, decidendo di approdare in questo nuovo mercato.

Di solito, le strategie seguite per sfruttare le potenzialità di questa nuova frontiera del mercato del fashion:

  1. Appoggiandosi direttamente a siti o app specializzate, creando una pagina aziendale apposita;
  2. Realizzando i propri marketplace dedicati al commercio di seconda mano, con il fine di gestire internamente il flusso della compravendita;

Gli esempi sono numerosi, oggi ci soffermiamo lo sguardo su quattro esempi da manuale: due marchi d’alta moda e due marchi celebri, ma accessibili ad una clientela più ampia.

Il lusso sceglie “The RealReal”

“Stella McCartney” è il primo marchio di lusso ad aver portato a termine un accordo con “The RealReal”, un mercato online specializzato nella vendita di abiti di seconda mano di alta moda.

Credendo fortemente nell’economia circolare, “Stella McCartney” promuove un sistema di iniziative di sostenibilità per sensibilizzare i consumatori ad effettuare acquisti più consapevoli nel rispetto dell’ambiente.

Questa attenzione però va a braccetto con un’attenta strategia di marketing, al fine di incentivare gli acquisti nelle boutique.

Per esempio, spedendo a “The RealReal” un capo di abbigliamento firmato “Stella McCartney”, si ottiene la possibilità di ricevere un buon del valore di 100 dollari, da spendere online o in un negozio fisico, per comprare prodotti dello stesso brand.

Rimanendo invece in territorio nazionale, scopriamo la collaborazione, risalente al 2020, tra l’azienda italiana “Gucci” e  “The RealReal”.

Il marchio “Gucci” si è così avvicinato ulteriormente al concetto di economia circolare e di moda sostenibile, impegnandosi, per di più, per ogni articolo venduto su “The RealReal”a piantare un albero, tramite l’organizzazione no profit “One Tree Planted”.

“Asos” e “Levi’s” giocano in casa

“Asos” e “Levi’s”, invece, hanno puntato ad una strategia radicalmente differente.

Anziché appoggiarsi a marketplace dell’usato già esistenti, hanno deciso di creare le proprie piattaforme per vendere abbigliamento di seconda mano.

“Asos” è un sito web di origine britannica, esperto nella vendita di vestiti e cosmesi, che comprende diversi brand di moda che hanno deciso di affidare una parte dei loro traffici commerciali a questo canale di vendita molto in voga tra i giovani.Asos e il mercato di seconda mano online

Recentemente i proprietari dell’azienda hanno  creato all’interno del sito una sezione dedicata al second hand clothes: è nata così “Asos Marketplace”, che permette a chiunque di vendere vestiti usati trattenendo una commissione del 10% sul prezzo fissato.

La storica azienda di jeans “Levi’s” ha invece lanciato la piattaforma “Levi’s SecondHand” con l’obiettivo di “Mantenere l'ambito Levi's ® in circolazione e fuori dalle discariche”.

Il funzionamento è molto semplice: i clienti possono restituire jeans e giacche usati, ovviamente a marchio “Levi’s”, per ricevere in un secondo momento una carta regalo, il cui valore dipende dalle condizioni degli abiti consegnati, da spendere sul sito o nei negozi fisici “Levi’s”.

Per concludere

Attualmente non sono molti i brand che si sono affacciati a questo mondo; forse è una questione di tempo o magari preferiscono che piattaforme o applicazioni dedicate, come “Vinted” o “Depop”, se ne occupino.

Certo che incentivare i clienti a restituire abiti usati per ottenere in cambio gift card o sconti è un’ottima mossa strategica, facilmente realizzabile e... imitabile!

Il digitale si conferma come foriera di opportunità, l'importante è saperle cogliere!

Come diciamo noi di MC Marketing e Comunicazione, l'importante non è essere un'azienda grande ma un'azienda evoluta!


Second hand Market

Il second hand market diventa una risorsa con il digitale!

L’esplosione del second hand market nel settore dell’abbigliamento: il futuro sostenibile del settore moda è alla portata di tutti con un semplice click!

Impossibile, negli ultimi tempi, non aver sentito parlare di second hand market, ovvero del mercato di seconda mano o mercato dell’usato.

Un fenomeno che si sta imponendo in maniera significativa, in particolar modo nel mondo online, grazie anche ai social, usati come mezzo di diffusione dalle principali piattaforme protagoniste di questo settore.

Grazie allo sviluppo di app apposite, questo mercato rappresenta un canale di vendita da non sottovalutare, soprattutto per le piccole attività della Moda!Leggere di più


I metaversi: alla scoperta delle 5 principali piattaforme!

Non solo Meta! Alla scoperta degli altri metaversi.

Quando si parla di metaverso, Meta Inc. non è l'unico attore in campo: sono numerosi infatti i metaversi nati e in crescita, da quando nel lontano 1995 il videogioco Active Worlds metteva a disposizione degli utenti il primo mondo virtuale.

Certo, a Zuckerberg va dato il merito di aver fatto entrare il termine nel lessico quotidiano, ma se vogliamo cogliere appieno le potenzialità di questa nuova tecnologia è necessario gettare uno sguardo anche agli altri!

Ed è quello che faremo in questo articolo, dove troverai le informazioni relative alle piattaforme di metaverso più famose!

Una premessa

Il Metaverse come segmento tecnologico ha registrato un'importante crescita negli ultimi due anni, alimentato da investimenti di aziende come Meta Platforms, Microsoft, Epic Games e altre.

Nel 2020, il mercato globale del Metaverse valeva $ 47,69 miliardi di dollari e raggiungerà $ 829 miliardi di dollari entro il 2028, secondo un rapporto del 2021 di Emergen Research.

 

Ma oltre a Meta, quali sono le società che guidano l'avanzata su questo settore? Eccole:

  • Decentraland
  • The Sandbox
  • Cryptovoxels
  • Somnuim Space
  • Roblox

Decentraland

Tra i metaversi si distingue Decentraland.

Decentraland è stata una delle prime aziende a presentare una valida prova di concetto per il Metaverse e apre la strada in termini di implementazione del mercato.

Fondata nel 2017, la società ha lanciato la sua piattaforma Metaverse al pubblico nel 2020 e ha visto un recente aumento di popolarità.Decentraland è uno spazio di realtà virtuale (VR) in cui gli utenti possono creare contenuti, interagire tra loro e guadagnare denaro, principalmente attraverso investimenti in token non fungibili (NFT), immobili VR e altre risorse digitali.

La piattaforma è completamente decentralizzata e opera tramite la propria criptovaluta chiamata MANA.

È anche uno dei preferiti da grandi investitori, imprese e governi, in particolare dopo aver ospitato un'ambasciata ufficiale delle Barbados e una nuova mini-città Samsung.

Decentraland in pillole:

  • piattaforma decentralizzata lanciata nel 2020 in cui la community gestisce il” territorio” traendo benefici dalle loro azioni e creazioni;
  • la realtà virtuale unisce la potenza dei social a quella dei videogiochi;
  • si possono scambiare lotti di terreno virtuale, oggetti, beni, tra cui accessori gadget e indumenti NFT e servizi registrati sulla blockchain Ethereum;
  • criptovaluta usata: token MANA.

The Sandbox

Questa piattaforma di punta Metaverse è stata originariamente lanciata nel 2012 come gioco multiplayer per telefoni cellulari e dispositivi Microsoft Windows.

La società che sviluppa Sandbox, PIXOWL Inc., è stata acquisita da Animoca Brands nel 2018, dopodiché è gradualmente passata al Metaverse.

Sandbox è un ambiente di gioco in cui gli utenti possono creare giochi, partecipare a eventi, navigare in mondi VR utilizzando mappe e acquistare terreni, in modo simile a Decentraland.

Ha anche il suo token di criptovaluta chiamato SAND.

Anche Sandbox si è rivelato uno dei metaversi preferiti da investitori e marchi.

Gucci ha recentemente aperto un negozio VR sulla piattaforma Metaverse dell'azienda, dove gli utenti possono acquistare, possedere e mostrare i propri acquisti digitali dal marchio.

L'azienda ha anche collaborato con la società di videogiochi Ubisoft per introdurre elementi di franchise di gioco come Assassin's Creed e Prince of Persia nel Metaverse.

The Sandbox in pillole:

  • piattaforma lanciata nel 2012 con l'obiettivo primario di capitalizzare l'industria dei videogiochi abbinandola alla blockchain  in un momento in cui blockchain e crypto non erano così popolari.
  •  gli utenti avatar possono creare giochi, partecipare a eventi, navigare in mondi VR utilizzando mappe e acquistare  lands, cioè terreni virtuali che possono essere anche venduti come immobili NFT su un marketplace.
  • Inoltre le lands  possono essere affittate per eventi la cui partecipazione prevede una quota di ammissione, oppure unificate per creare un distretto per attirare più utenti paganti. 
  • criptovaluta usata: Sand

Cryptovoxels

Cryptovoxels è una piattaforma Metaverse costruita sul protocollo blockchain di Ethereum che offre un mondo di gioco virtuale che supporta sia le esperienze VR che l'uso del PC, dove la sua comunità organizza eventi regolari per gli utenti.

Si può anche creare immobili Metaverse sulla piattaforma e metterli in vendita, inclusi sia appezzamenti di terreno vuoti che edifici prefabbricati come porti, strade, spazi di collaborazione e gallerie d'arte.

Oltre ai lotti di terreno virtuale, la piattaforma ha un ampio mercato per l'acquisto e la vendita di oggetti da collezione digitali come NFT, che vanno da dispositivi indossabili e oggetti di gioco a opere d'arte e abbigliamento.

Cryptovoxels in pillole:

  • è compatibile con supporto VR Oculus Quest, Oculus Rift e HTC Vive;
  • Origin City è una “island” ( in seguito sono state create altre islands) dove è possibile interagire con altri avatar e i lotti di terreno su cui costruire sono chiamati “parcel”;
  • tramite l’elemento costitutivo “voxel” si possono erigere negozi, edifici, infrastrutture di vario genere e gallerie d’arte utilizzando NFT, ma anche aggiungere immagini, gif, file audio etc... ;
  • gli altri due elementi costitutivi sono strade (di proprietà) e pacchi (aperti alla vendita pubblica e acquistabili su Opensea, il più grande marketplace di NFT del mondo).

Somnium Space

Somnium Space è una piattaforma Metaverse cross-device a cui gli utenti possono accedere tramite interfacce VR, PC, Web e mobili.

È basato sui protocolli blockchain di Ethereum e Solana e dispone di un proprio mercato delle risorse.

Gli utenti dovranno installare l'estensione MetaMask o Dapper prima di eseguire Somnium Space, ma è relativamente facile da usare e non richiede visori VR per godere di tutte le sue funzionalità.

Somnium Space ha diverse capacità uniche che lo distinguono in un mercato competitivo.

Ad esempio, gli utenti possono scegliere di "vivere per sempre", dove vengono automaticamente registrati sulla loro proprietà virtuale per future analisi dell'IA.

Anche quando gli utenti non potranno più accedere alla piattaforma, l'intelligenza artificiale darà vita ai loro avatar.

Somnium è anche un mondo completamente programmabile, che consente agli utenti di programmare le proprie esperienze e sviluppare risorse monetizzabili.

Somnium Space in pillole:

  • esperienza virtuale con visori VR;
  • ambiente completamente aperto di realtà virtuale dove gli utenti possono acquistare terreni, case e altre risorse online ma anche esplorare le creazioni di altri giocatori; 
  • gli NFT possono essere creati e messi in vendita  nel proprio spazio virtuale di gioco oppure su Opensea;
  • un esempio di NFT è il biglietto venduto per partecipare ad un evento, ma la posizione in cui si svolgerà sarà visibile solo da chi l’ha acquistato;
  • play-to-earn è l’obiettivo futuro, cioè chi guiderà altri utenti nel gioco sarà premiato in criptovaluta;
  • criptovaluta: CUBE .

Roblox

Roblox è un sistema di gioco e creazione di giochi online che si è gradualmente evoluto in una piattaforma Metaverse che offre un'ampia varietà di esperienze virtuali ai suoi utenti, comprese quelle VR.

La società ha recentemente collaborato con la NFL per lanciare un gioco Metaverse prima del Super Bowl del 2022.

Roblox ha milioni di utenti in tutto il mondo e mira a riunire la sua enorme base di utenti e la raccolta di esperienze sotto un unico tetto.

Roblox è gratuito, anche se potrebbe essere necessario acquistare ulteriori oggetti di gioco e risorse digitali e offre una gamma di esperienze VR in diversi generi come anime, horror, giochi di ruolo, azione e simulazioni di vita reale.

Nel 2022 prevede di aggiungere una serie di nuove zone di disponibilità e data center per supportare la crescita futura, è tra i metaversi, uno di quelli più di successo.

Roblox in pillole:

  • la piattaforma Roblox è centralizzata legalmente sotto Roblox Corporation, ma è decentralizzata sotto il lato creativo;
  • è gratuita, ma è sicuramente necessario accrescere gli oggetti tramite acquisti;
  • offre un’ampia varietà di esperienze VR;
  • più di 50 mln di utenti attivi ogni giorno, con una fascia di età prevalentemente giovane;
  • molti ragazzi imparano  a programmare mentre  sviluppano i propri giochi sulla piattaforma;
  • nel 2021 i ricavi sono aumentati del 108% rispetto al 2020;
  • una delle caratteristiche più uniche di questo metaverso dalle grandi opportunità commerciali è che invita i giocatori stessi a creare il metaverso, partendo dai propri avatar che possono addirittura avere un outfit brandizzato e personalizzato.

Qualche parola conclusiva su questi metaversi

Concludiamo qui questa panoramica sui principali metaversi oltre quello reso celebre da Meta.

Restare aggiornato e conoscere le caratteristiche di queste piattaforme è utile per sapere come muoversi in questo settore dove le trasformazioni radicali sono all'ordine del giorno!

 

 

 


Moda e metaverse

Moda e Metaverse: due mondi sempre più vicini!

I marchi della moda puntano sul metaverse

In questo periodo di  trasformazioni, il mondo della moda e Metaverse sembrano avvicinarsi sempre più.

In concomitanza con la Milano Fashion Week, il gruppo Benetton annuncia l'apertura di un punto vendita nel Metaverso, un riflesso del punto vendita in Corso Vittorio Emanuele, pronto ad offrire un'esperienza di acquisto radicalmente diversa.

Ma perché Benetton ha fatto questa scelta? E come si muovono gli altri Brand della moda? Scopriamolo insieme.Leggere di più


Metaverse e web 3.0

Metaverse e Web 3.0: le differenze da conoscere!

Metaverse e web 3.0

Le parole del momento sono metaverse e web 3.0: parole che evocano un futuro prossimo dove le tecnologie digitali saranno sempre più presenti.

Ma i termini spesso si confondono e vengono presi come sinonimi, nonostante indichino concetti ben diversi.

Nell'articolo di oggi analizzeremo le differenze e i punti di unione di queste due parole sulla bocca di tutti, al fine di partecipare al dibattito sul futuro con consapevolezza.

Le ragioni della confusione

Perché tante persone sono tratte in confusione quando di parla di temi come il metaverse e web 3.0, al punto di considerarli come termini interscambiabili.

Uno dei motivi può essere rintracciato nel fatto che questi due termini sono proiettati in un futuro che, benché prossimo, non è ancora realtà.

Sono termini che cercano di dare un nome alle trasformazioni in atto (web 3.0) o che vogliono offrire una visione di un mondo nuovo, dove l'esperienze digitali saranno più pervasive (metaverso).

Un altro dei motivi che ha spinto tanti utenti in errore è il fatto che sia il metaverse che il web 3.0 si appoggino sulle stesse teconolgie (decentralizzate): blockchain, criptovalute basate su blockchain, nft... E molte altre.

Se da un lato queste teconolgie sono alla base del passaggio dal web 2.0 al web 3.0, giocano anche un ruolo determinante in quanto infrastrutture su qui si baserà la realtà parallela del Metaverse, determinando come interagiremo con gli spazi e gli oggetti in esso presenti.

Le differenze

Focalizziamoci quindi su cosa indicano questi termini e cosa li rende unici.

Il web 3.0 rappresenta una trasformazione in atto.

Una trasformazione dettata dalle voglia di offrire  soluzioni chiare a carenze specifiche di Internet Web 2.

È una reazione agli ecosistemi recintati creati da piattaforme come Facebook e YouTube, che hanno causato l'estrazione dei dati da parte delle persone, la violazione della privacy e la capacità di controllare i contenuti che creano oppressi.

Il Web 3 sovverte quel modello perché affronta direttamente le questioni della proprietà e del controllo.

Basandosi sulla blockchain, i dati sono aperti e distribuiti e di proprietà collettiva di reti peer-to-peer.

Di conseguenza, gli utenti possiedono i propri dati, le transazioni peer-to-peer possono aggirare gli intermediari e i dati vivono sulla blockchain come un bene pubblico a cui chiunque può contribuire e monetizzare.

Per quanto invece riguarda il Metaverse invece, ci troviamo davanti un termine che più che definire qualcosa in atto è più una visione.

La visione di un mondo dove realtà fisica e digitale siano in contatto continuo e costante, dove ogni individuo può passare da una all'altra dimensione a piacimento.

La realtà è che il metaverso richiederà il contributo e la partecipazione di tutti per prendere veramente forma.

La spinta di Meta Inc. è molto importante, ma non basta se si vuole costruire una realtà plurale, aperta e non controllata da un'unica azienda.

Per raggiungere questi obiettivi c'è la necessità di una confluenza di diversi sforzi iterativi e progressi tecnologici.

Come interagiranno il metaverse e web 3.0?

I due concetti, seppur identificano realtà ben distinte, non sono in contrapposizione tra loro, anzi.

Rappresentano uno il completamento dell'altro.

Se il metaverse vuole prosi come la dimensione digitale e parallela del mondo reale, c'è bisogno che questo mondo si basi su delle infrastrutture.

Le tecnologie decentralizzate del Web 3.0 possono assolvere a questo compito.

Non è infatti un caso che in queste discussioni, un ruolo da protagonista lo giocano le criptovalute, che vengono considerate dai più come le basi del sistema economico nel metaverse.

Questo perché le criptovalute offrono una piattaforma già pronta per farlo; non hanno bisogno di banche, stanze di compensazione, intermediari o scambi (nel senso tradizionale) per consentire alle persone di effettuare transazioni e investire in token di valuta di loro proprietà.

Per concludere

Questo non è altro che uno dei primi e più ovvi esempi di come metaverse e web 3.0 entrano in sinergia.

Certo, si tratta di concetti che sono ancora in una fase di delineazione, che stanno cercando una loro identità.

Ma quello che prospettano rappresentano una rivoluzione che non possiamo ignorare, e per questo motivo è importante restare informati e partecipare al dibattito con consapevolezza.

Le opportunità del futuro non sono a disposizione del più forte o del più intelligente, ma di chi è capace di evolvere e adattarsi al mondo in continuo cambiamento.


web 3.0

Web 3.0, la Rete si evolve al passo con le tecnologie!

Web 3.0, il web sta assumendo una nuova forma!

Il termine web 3.0 comincia ad uscire dagli spazi riservati agli addetti ai lavori, configurandosi quasi come la nuova "parola del momento".

Ma perché se ne parla proprio ora? E con tanta insistenza? troverai le risposte a queste domande (e tante altre informazioni interessanti) in questo articolo!

Perché proprio 3.0?

La prima reazione che abbiamo leggendo web 3.0, se non siamo esperti del settore, è la seguente: "Ah... Siamo già a 3? E il 2?"

Questo perché siamo abituati a pensare al web come qualcosa di dato, immutabile, più che uno strumento in sé lo concepiamo come qualcosa di metafisico  e trascendente.

Nel nostro immaginario, a cambiare non è il  web in sé ma gli strumenti che utilizziamo per accedere a questa "altra-dimensione".

Il web però non è una dimensione parallela quanto in realtà uno spazio digitale che vive e prospera basandosi su determinate tecnologie, al cambiare di esse cambia lo spazio.

web 3.0Il web non è qualcosa di immutabile, ma per sua natura è dentro un ciclo di nascita-sviluppo-morte-rinascita, al passo con gli strumenti a disposizione.

Certo questi cicli non sono eclatanti e distruttivi, anzi noi stessi viviamo i momenti di transizione in uno stato di "beata ignoranza" e, mentre il web si rivoluziona, noi continuiamo ad usarlo senza notare le differenze, dandoci l'impressione che ha cambiare sono solo i computer o i telefoni.

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I cicli del web

Ma visto che ormai abbiamo capito che il web vive e si evolve, è utile fare un ripasso sulla sua storia, per meglio capire da dove siamo arrivati e quali sono le opportunità che si aprono con i cambiamenti in atto.

Web 1.0

La nostra storia comincia agli inizi degli anni '90 (anche se chi dice già dal 1989... Comunque per capirci nell'ultima decade del Secondo Millennio), gli anni in cui nasceva il World Wide Web e cominciava ad entrare nel quotidiano delle nostre vite.

Se vi ricordate, all'epoca i siti erano molto semplici e limitati nello scopo.

Erano strumenti utilizzati per far passare messaggi e infatti nel mondo anglosassone il Web 1.0 è conosciuto anche con il  termine di "the read-only web" ossia "il web solo da leggere [e basta n.d.r.]".

Questo perché gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia al grande pubblico erano semplici e dalle capacità limitate.

Web 2.0

Anche se le capacità della tecnologia di inizio anni '90 erano limitate, non significa che non fossero rivoluzionarie e infatti, nel corso di 10 anni, hanno messo le basi per la prima evoluzione del Web!

Il termine Web 2.0 comincia ad essere di dominio pubblico dal 2005, ed identifica la seconda fase dell'era Internet.

Una fase basata sull'interazione tra sito e utente ma non solo! Anche sulla maggiore partecipazione degli stessi nella creazione dei contenuti.

web 3.0È l'internet dei blog, dei social network come MSN e Myspace prima, Facebook, Youtube e Tumblr dopo.

In questo web, che in alcuni circoli chiamano "read/write web" ("web leggi e scrivi"), è quello che ha visto nascere anche i marketplace e ha dato alle aziende l'opportunità di crescere nella Rete.

Tuttavia non è tutto rosa e fiori: le grandi opportunità che questo Web offre sono comunque limitate dalla regolamentazione delle Big Tech, le grandi aziende informatiche che mettono a disposizione le piattaforme digitali in cui muoversi in questo web.

Web 3.0

E arriviamo ora alla trasformazione in atto ora, quella del Web 3.0.

Alla base di questa trasformazione c'è una tecnologia di cui si sente molto parlare ma che sembra ancora avvolta nel mistero, la blockchain.

Questo nuovo tipo di Web nasce dalla volontà di un numero sempre maggiore di utenti di poter aggirare i limiti delle Big Tech, e poter usufruire dei contenuti che creano nel web anche nella veste di proprietari (perché adesso, tutto quello che facciamo e/o condividiamo sui social network non è di nostra proprietà ed e soggetto ai termini di utilizzo delle piattaforme).

Il web 3.0 vuole porsi come il web del "read/write/own" ("leggi/scrivi/possiedi" ossia consulta, crea contenuti e sii proprietario dei tuoi dati).

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L'unicità di questa nuova forma di web

Questa nuova fase si differenzia dalle precedenti perché anziché utilizzare solo piattaforme tecnologiche gratuite in cambio dei nostri dati, gli utenti possono partecipare alla governance e al funzionamento dei protocolli stessi.

Ciò significa che le persone possono diventare partecipanti e azionisti, non solo clienti o prodotti.

Anziché utilizzare solo piattaforme tecnologiche gratuite in cambio dei nostri dati, gli utenti possono partecipare alla governance e al funzionamento dei protocolli stessi.

Ciò significa che le persone possono diventare partecipanti e azionisti, non solo clienti o prodotti.

In Web 3, queste condivisioni sono chiamate token o criptovalute e rappresentano la proprietà di reti decentralizzate note come blockchain.

Se possiedi abbastanza di questi token, hai voce in capitolo sulla rete.

I titolari di token di governance possono spendere i loro beni per votare sul futuro, ad esempio, di un protocollo di prestito decentralizzato.

web 3.oI fautori di questo nuovo Web stressano questa maggiore democraticità, rispetto al web 2.0, dove le decisioni sul funzionamento del sistema e cosa sia lecito o meno è a discrezione delle singole aziende.

Che il web nella sua terza dimensione rappresenti un ecosistema digitale meno verticale e più orizzontale è innegabile, ma dobbiamo sempre fare attenzione: non necessariamente si arriverà ad una democrazia dell’uno vale uno.

Se l’accesso e la voce in capitolo sulle decisioni da prendere sono vincolate al possesso di una certa quantità di token, più che una democrazia avremmo un suffragio censitario.

E se da una parte è  sempre meglio di un oligarchia di aziende, dall’altra è ancora molto lontano da una forma di democrazia genuina.

Ma qui si apre una riflessione filosofico-politica del web che, seppur necessaria, non può essere trattata in questa breve e semplice introduzione al tema.

Cosa si può fare nel Web 3

Il Web 3 rende possibile la proliferazione di strutture di governance cooperativa per prodotti un tempo centralizzati. 

Qualsiasi cosa può essere tokenizzata (ossia ridotti in un token o codice), che si tratti di un meme, un'opera d'arte, l'output dei social media di una persona o i biglietti per un evento.

E a cosa serve un token, ti chiederai giustamente.

Beh, innanzitutto il token risolve il problema dei diritti d'autore, perché esso sarà legato al portafoglio digitale dell'utente del web 3.0 che essendone il proprietario potrà godere dell'aumento di valore del token, anziché lasciare questa rendita passiva al proprietario della piattaforma social, come avviane ora nel web 2.0, soprattutto sotto forma di dati profilazione che vengono rivenduti.

Le funzionalità del Web 3.0 giocano molto sul concetto di identità digitale e immediatezza, si stanno sviluppando sistemi di smart contract per rendere più spedite le attività finanziarie.

L'identità digitale legata al portafoglio elettronico invece, ci da la possibilità di accedere a tutti gli account e siti costruiti sul web 3, liberandoci dal vincolo delle password.

I vantaggi del Web 3.0

  • Interoperabilità: Noi utenti saremo in grado di accedere ai dati su molte app utilizzando le tecnologie Web 3.0 anziché essere limitati a un'unica piattaforma. 
  • Permissionless Blockchain: Con la tecnologia Web 3.0, non sarà necessario avere un'autorità centrale per una blockchain. Chiunque può aderire e partecipare alla rete. Ciò eliminerebbe la possibilità che alle persone venga negato l'accesso in base al sesso, al reddito, all'orientamento sessuale, alla posizione geografica, ecc.
  • Pro-privacy e anti-monopolio: L'attenzione ad una rete decentralizzata che mette al centro l'utente come proprietario invece che semplice utilizzatore, toglie potere alle realtà che si basano sulla centralizzazione e il possesso dei dati degli utenti, promuovendo pratiche di business anti-monopolio.

Conclusioni... per ora!

Il web 3.0 è una realtà in formazione e le possibilità sono numerose e non finiscono certo qui! Ma noi di MC Marketing e Comunicazione crediamo sia importante far nascere un dibattito.

Perché soltanto con un dibatto serio e consapevole, saremo in grado di indirizzare il cambiamento nella giusta direzione!

Quindi aspettatevi altre comunicazioni da parte nostra su questo tema! Iscrivetevi alla newsletter per non perdervi le novità!