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    SMART WORKING: UNA MODALITÀ DI LAVORO INNOVATIVA MA ANCHE UNA MISURA DI PREVENZIONE

    La crisi scatenata dalla pandemia di Coronavirus e il conseguente lockdown, hanno portato alla ribalta modalità di organizzazione del lavoro innovative come lo Smart Working.

     

    Il DPCM dell’11 marzo 2020 ha imposto il massimo utilizzo, da parte delle imprese, di modalità di lavoro agile, per tutte le attività che possano essere svolte attraverso l’utilizzo del lavoro a distanza; rendendolo di fatto obbligatorio per le aziende che possono essere organizzate da remoto.

    Il lavoro agile è uno strumento efficace per la gestione dell’emergenza, in grado di ridurre il numero dei contagi e favorire il distanziamento sociale, ma vediamo meglio nel dettaglio di cosa si tratta.

    Smart Working cos’è e perché è importante

    Lo Smart Working o lavoro agile è una nuova modalità di lavoro fondata sulla restituzione di flessibilità e autonomia ai lavoratori.
    Consiste quindi nell’esecuzione di un rapporto di lavoro subordinato con modalità di organizzazione del lavoro innovative. 

    È caratterizzato dall’ assenza di vincoli orari o spaziali un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. 
    È basato sulla responsabilizzazione del lavoratore verso il raggiungimento dei risultati. È un ripensamento dell’organizzazione delle attività lavorative basato sui principi di flessibilità, personalizzazione e virtualità.

    La differenza tra Smart Working e Telelavoro

    Il lavoro agile non è paragonabile al telelavoro che è una modalità di lavoro ancora molto rigida. Lo Smart Working va oltre i confini imposti dal Telelavoro e non si configura come una vera e propria forma contrattuale, bensì come un accordo tra lavoratore e organizzazione all’interno del rapporto di lavoro subordinato. Nello Smart Working luoghi, orari di lavoro e tecnologie da utilizzare sono scelti liberamente dal dipendente mentre nel Telelavoro sono imposti in maniera rigida da contratto.

    L’organizzazione che abbraccia la modalità di lavoro agile non promuove semplicemente lo svolgimento di un’attività lavorativa da remoto, ma abbraccia un vero e proprio cambiamento culturale, un’evoluzione dei modelli organizzativi aziendali, l’utilizzo di tecnologie aziendali adeguate e una pianificazione dettagliata delle attività lavorative fase per fase e sulla base degli obiettivi da raggiungere.

    Lo Smart Working prevede anche cambiamenti nei modelli di leadership implementati in azienda, rafforza la collaborazione tra le persone e la condivisione degli spazi, favorisce la creatività e genera innovazione aumentando la produttività aziendale.

    Come progettare un sistema organizzativo in Smart Working 

    Sono quattro le leve di progettazione da implementare per sviluppare un sistema organizzativo in Smart Working e cioè:

    1. Tecnologie digitali: sono fondamentali in quanto atte a rendere virtuale lo spazio di lavoro e a favorire l’implementazione di nuovi modi di lavoro, comunicazione, interazione e collaborazione tra i dipendenti.
    2. Layout degli spazi di lavoro: è fondamentale definire la configurazione degli spazi di lavoro più adatta a favorire l’efficienza e l’efficacia delle modalità di lavoro stesse.
    3. Policy organizzative: sono linee guida volte a favorire l’implementazione del nuovo modello organizzativo del lavoro e ad individuare gli strumenti di lavoro necessarie.
    4. Smart leadership e comportamenti: entrambi vanno ripensati al fine di favorire il cambiamento culturale aziendale necessario all’implementazione del lavoro agile. Debbono essere rivisti seguendo i meccanismi di responsabilizzazione del dipendente e di raggiungimento degli obiettivi prefissati.
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