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    Cos'è il neuromarketing e perchè è utile per le aziende

     

    Significato e traduzione di neuromarketing

    Che vuol dire neuromarketing? Questa parola unisce insieme i due campi di interesse propri di questo settore: il marketing e la neurologia. Si tratta di una "branca di riferimento della cosiddetta neuroeconomia e indica una recente disciplina volta all'individuazione di canali di comunicazione più diretti ai processi decisionali d'acquisto, mediante l'utilizzo di metodologie legate alle scoperte delle neuroscienze."

    Perchè conoscere il neuromarketing può aiutare le aziende?

    Per sviluppare le giuste strategie di web marketing e conseguentemente creare contenuti (tramite content marketing) abbastanza accattivanti per il nostro potenziale cliente, è necessario conoscere l’identità psicologica del consumatore.

    Il neuromarketing serve proprio per questo scopo: studia i processi di pensiero, le reazioni emotive, utili per poter entrare nella mente dei consumatori e capire e scoprire ciò che li spinge all'acquisto, le emozioni e le sensazioni provate per arrivare alla meta finale del buyer's journey.

    Cosa influenza di più la mente del consumatore?

    Il fattore principale che influenza la decisione d'acquisto è l’aspetto visivo di un prodotto (per approfondire l'argomento sul visual marketing clicca qui).

    Noi dedichiamo il 50% dei processi cognitivi per elaborare contenuti visuali e il 70% dei nostri recettori a livello sensoriale è concentrato tutto negli occhi. Un’immagine viene interpretata dal cervello antico (lo usiamo soprattutto per i stimoli esterni e per compiti automatici) e dal cervello intermedio (utilizzato per elaborare le immagini ed anche esso non è sotto il nostro diretto controllo) in circa 100 millisecondi, il consumatore elabora la propria decisione in mondo inconscio in un minuto e mezzo.

    Una rapidità incredibile rispetto al pigro cervello recente (solo la razza umana lo possiede e si occupa di elaborare il linguaggio, la lettura ed in grado di produrre pensieri logici e pianificare operazioni). È per questo che nel web marketing le immagini sono gli elementi principali a cui pensare per catturare l’attenzione di un potenziale cliente!

    I colori

    Grande importanza viene data ai colori: ad esempio il rosso viene usato perchè spinge all'azione, è un colore deciso che incoraggia i consumatori ad acquistare (ecco perchè Coca Cola usa il rosso sempre e comunque!). I colori sono in grado di evocare un’ampia gamma di emozioni, e su queste emozioni deve cercare di fare leva il marketing.

    Presenza di volti umani

    Un altro elemento in grado di attirare l'attenzione, presente sia nel packaging di un prodotto sia nella pubblicità, è la presenza di volti umani. In particolare, è stato osservato che le immagini e i video con i bambini attirano di più l'attenzione dei potenziali clienti, che rimangono concentrati più a lungo.

    Con l'aiuto della tecnologia di eye tracking, è stato dimostrato che se il viso della persona/bambino è posizionato in maniere frontale questo distoglie l'attenzione dal prodotto presente sull'annuncio o sul pacco del prodotto. Invece se il viso del bambino/persona è rivolto verso il testo/prodotto sponsorizzato, ecco che lo spettatore si concentrerà sul contenuto pubblicitario!

     

    neuromarketing eye tracking

    Poche opzioni sono la scelta migliore!

    Davanti ad una grande quantità di opzioni il nostro cervello va in tilt perché non è in grado di fare paragoni fra tutte le informazioni che ha davanti! La presenza di tante varianti genera un aumento inconscio dell’aspettativa sulla qualità della nostra decisione finale, aspettativa che difficilmente potrà essere ripagata, e ci sentiremo frustrati. Ecco perché siti web e le pubblicità che vendono tipologie diverse di abbonamento al servizio che offrono, non esagerano mai nel numero di opzioni da scegliere.

    Gli studi indicano che 6 sia il numero massimo di opzioni che devono essere presentate affinchè ci sia alta probabilità di scelta da parte dell’utente.

    Avversione alla perdita

    Siamo più motivati a evitare di perdere qualcosa piuttosto che avere la possibilità di guadagnare qualcosa dello stesso valore. Il rischio di perdere qualcosa è innato sin dall'età preistorica, quando la vita era molto più difficile!
    Ad esempio nel marketing possimo applicare questo concetto così:

    • Invece di un titolo come “Gioca subito, potresti vincere fino a 1 milione di euro” meglio scrivere “Se non giochi subito, perderai l’opportunità di vincere 1 milione di euro”.
    • Invece di “Iscriviti al Master in Digital ecc , diventerai esperto di Digital Marketing”, meglio scrivere “Non rischiare di perdere l’occasione di diventare un esperto di Digital Marketing, iscriviti al Master Digital ecc..."
    • La sensazione di perdita è ciò che ha fatto la fortuna del Black Friday dove le risorse sono limitate e la paura della perdita ci mette in competizione con altri. Ciò suscita una tensione cognitiva altissima che ci induce all’azione, anche per il limitato tempo che abbiamo a disposizione!
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