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Brand e seconda mano

I Brand alla conquista del mercato di seconda mano con il digitale!

I Brand della moda puntano al mercato di seconda mano grazie al digitale!

Il mercato di seconda mano relativo al settore della moda è oramai un business multimiliardario di cui tutti hanno sentito parlare almeno una volta.

Senza da un lato, i privati hanno la possibilità di guadagnare qualcosina liberando allo stesso tempo spazio nell’armadio, dall’altro questo fenomeno non è rimasto inosservato al settore fashion.

Da fenomeno grassroots, nato dall’iniziatva dei singoli, il secondhand market rappresenta un’ottima strategia per i brand di raggiungere nuovi clienti e farsi conoscere sotto una luce differente.

Le strategie intraprese dai Brand più celebri

Notando il continuo incremento del fatturato e della popolarità del second hand clothes, alcuni brand si sono spinti oltre i loro obiettivi “standard”, decidendo di approdare in questo nuovo mercato.

Di solito, le strategie seguite per sfruttare le potenzialità di questa nuova frontiera del mercato del fashion:

  1. Appoggiandosi direttamente a siti o app specializzate, creando una pagina aziendale apposita;
  2. Realizzando i propri marketplace dedicati al commercio di seconda mano, con il fine di gestire internamente il flusso della compravendita;

Gli esempi sono numerosi, oggi ci soffermiamo lo sguardo su quattro esempi da manuale: due marchi d’alta moda e due marchi celebri, ma accessibili ad una clientela più ampia.

Il lusso sceglie “The RealReal”

“Stella McCartney” è il primo marchio di lusso ad aver portato a termine un accordo con “The RealReal”, un mercato online specializzato nella vendita di abiti di seconda mano di alta moda.

Credendo fortemente nell’economia circolare, “Stella McCartney” promuove un sistema di iniziative di sostenibilità per sensibilizzare i consumatori ad effettuare acquisti più consapevoli nel rispetto dell’ambiente.

Questa attenzione però va a braccetto con un’attenta strategia di marketing, al fine di incentivare gli acquisti nelle boutique.

Per esempio, spedendo a “The RealReal” un capo di abbigliamento firmato “Stella McCartney”, si ottiene la possibilità di ricevere un buon del valore di 100 dollari, da spendere online o in un negozio fisico, per comprare prodotti dello stesso brand.

Rimanendo invece in territorio nazionale, scopriamo la collaborazione, risalente al 2020, tra l’azienda italiana “Gucci” e  “The RealReal”.

Il marchio “Gucci” si è così avvicinato ulteriormente al concetto di economia circolare e di moda sostenibile, impegnandosi, per di più, per ogni articolo venduto su “The RealReal”a piantare un albero, tramite l’organizzazione no profit “One Tree Planted”.

“Asos” e “Levi’s” giocano in casa

“Asos” e “Levi’s”, invece, hanno puntato ad una strategia radicalmente differente.

Anziché appoggiarsi a marketplace dell’usato già esistenti, hanno deciso di creare le proprie piattaforme per vendere abbigliamento di seconda mano.

“Asos” è un sito web di origine britannica, esperto nella vendita di vestiti e cosmesi, che comprende diversi brand di moda che hanno deciso di affidare una parte dei loro traffici commerciali a questo canale di vendita molto in voga tra i giovani.Asos e il mercato di seconda mano online

Recentemente i proprietari dell’azienda hanno  creato all’interno del sito una sezione dedicata al second hand clothes: è nata così “Asos Marketplace”, che permette a chiunque di vendere vestiti usati trattenendo una commissione del 10% sul prezzo fissato.

La storica azienda di jeans “Levi’s” ha invece lanciato la piattaforma “Levi’s SecondHand” con l’obiettivo di “Mantenere l'ambito Levi's ® in circolazione e fuori dalle discariche”.

Il funzionamento è molto semplice: i clienti possono restituire jeans e giacche usati, ovviamente a marchio “Levi’s”, per ricevere in un secondo momento una carta regalo, il cui valore dipende dalle condizioni degli abiti consegnati, da spendere sul sito o nei negozi fisici “Levi’s”.

Per concludere

Attualmente non sono molti i brand che si sono affacciati a questo mondo; forse è una questione di tempo o magari preferiscono che piattaforme o applicazioni dedicate, come “Vinted” o “Depop”, se ne occupino.

Certo che incentivare i clienti a restituire abiti usati per ottenere in cambio gift card o sconti è un’ottima mossa strategica, facilmente realizzabile e... imitabile!

Il digitale si conferma come foriera di opportunità, l'importante è saperle cogliere!

Come diciamo noi di MC Marketing e Comunicazione, l'importante non è essere un'azienda grande ma un'azienda evoluta!


il blogging è importante

Blogging: perché la tua impresa non può farne a meno!

Blogging: perché non può mancare nel tuo piano di inbound marketing!

Oggi in occasione della giornata internazionale dei blogger, vogliamo approfondire il tema del blogging, una delle strategie cardine dell'inbound marketing!

La giornata mondiale dei blogger

La giornata mondiale dei blogger nasce nel 2010, su iniziativa del movimento World Blogger Day,a Cepu nelle Filippine.

L'obiettivo è quello di celebrare la categoria dei Blogger spesso sottovalutata ma che in realtà svolge un compito molto importante: quello di far girare conoscenza e informazioni.

Non soltanto a livello di business, ma anche a livello sociale: la giornata vuole celebrare anche quei blogger coraggiosi che hanno pagato con la vita l'aver diffuso opinioni e verità scomode in quei (purtroppo ancora troppo numerosi) dove la libertà d'espressione non è un diritto ma un crimine.

Perché fare blogging è importante?

La giornata mondiale è nata per celebrare la figura del blogger, che spesso viene sottovalutata ed irrisa.

Ma in realtà il blog ha un ruolo molto importante, quello di riuscire a far arrivare concetti, idee ed opinioni.

E anche per le aziende, avere un blogger o rivolgersi ad un blogger è un'azione da compiere, soprattutto se si è deciso di implementare una strategia di inbound marketing!

Per sapere di più sul metodo inbound, puoi cliccare qui e leggere un'approfondimento che abbiamo realizzato sul tema.

Adesso concentriamoci sui principali vantaggi che offre svolgere un'attività di blogging costante!

Un contenuto che mette i tuoi clienti (e potenziali tali) al centro!

L'obiettivo finale di un blog dovrebbe essere quello di creare uno spazio in cui il pubblico possa trovare le informazioni di cui ha bisogno.

Tramite lo studio delle tue buyer personas e uno studio attento delle parole chiave del tuo business, sarai in grado di offrire agli utenti un contenuto di qualità, in grado di rispondere alle loro esigenze.

Si tratta della quintessenza dell'inbound marketing, un approccio con in cui il cliente è al centro del messaggio e non il prodotto/servizio che vuoi vendere.

Grazie all'attività di blogging, gli utenti identificheranno la tua azienda come opinion leader del settore, interessata ad offrire soluzioni concrete e non a piazzare una vendita a tutti i costi.

In parole povere, si tratta di uno strumento in grado di aiutarti nel posizionamento digitale della tua azienda, mantiene il pubblico interessato e promuove il tuo brand.

Un blog è la base per sviluppare una content strategy coerente!

Se hai un blog, sai già di avere molte informazioni da condividere.

Ogni volta che pubblichiamo un nuovo post sul blog, stiamo creando un'ancora di contenuto che può essere riproposta in tanti modi diversi.

In questo periodo storico dove i contenuti video dominano la scena, il blog si reinventa per diventare la base della tua strategia video.

Come? Trasformando i blogpost di maggiore successo in una serie di video, più o meno lunghi da condividere nei diversi canali social.

E non ci sono solo video! Gli articoli possono essere reinterpretati in molti modi:

  • scomponendo il post in pezzi più piccoli,
  • prendere i punti principali e trasformarli in un e-book o in un'infografica;
  • utilizzando parti dell'articolo originale come introduzione a un nuovo argomento;
  • Puoi anche combinare due articoli insieme su argomenti correlati per creare un pezzo più completo.

Se inizi a considerare il tuo blog come punto di partenza per la creazione di contenuti, sarai in grado di trovare spunti da declinare in nuovi formati, senza mai perdere la coerenza.

Il blogging sfrutta la SEO per generare traffico di qualità​

Un buon post sul blog può convertire più clienti rispetto a pagine di destinazione dedicate da contenuti sponsorizzati.

Un blog post è un contenuto pensato direttamente per sfruttare la SEO: posizionandosi per parole chiave specifiche, è in grado di far arrivare un numero maggiori di utenti al tuo sito. Perché?

Pensaci, di solito un sito Web aziendale medio ha circa 5 pagine che spiegano di cosa tratta l'azienda, cosa fanno, chi lo gestisce, dove si trovano e altre informazioni di base.

Quindi, una volta pubblicate quelle pagine, il tuo sito è raggiungibile dalla SERP solo tramite delle ricerche specifiche (legate alle parole chiave del tuo settore o del tuo sito).

Invece, ogni nuovo blog post che pubblichi è un segnale che dice ai motori di ricerca che il tuo sito è attivo, capace di generare qualità e contenuti nuovi e interessanti.

Un'altra cosa importante da considerare è che molto spesso, il traffico di ricerca organico è ciò che converte meglio.

Se vendi lacci per scarpe e il tuo sito ha contenuti pertinenti che si classificano in alto per gli utenti che cercano di acquistare lacci per scarpe, hai un'alta probabilità di convertire quelle persone in nuovi clienti.

Nel marketing digitale, lo chiamiamo "traffico caldo", perché quegli utenti sono già interessati a qualsiasi cosa tu stia vendendo.

Stanno eseguendo ricerche ad alto intento che probabilmente finiranno in una transazione e tu sei lì per mostrare loro quello che vogliono (un post sui lacci delle scarpe) nel momento esatto in cui lo vogliono (quando lo cercano usando i motori di ricerca).

Se pubblichi contenuti utili e freschi, dai alle persone la possibilità di condividerli con i loro amici e colleghi su piattaforme di social media come Facebook, Linkedin, etc. etc.

In questo modo, aumentano la portata del tuo marchio, mettendo il tuo sito di fronte a persone che potrebbero non conoscerti.

​Per concludere

Il blog rappresenta uno strumento veramente efficace per farsi conoscere, se non ne avevi già uno forse è arrivato il momento di realizzarlo!

E per qualsiasi supporto, puoi contare su di noi! Non esitare a contattarci!


Second hand Market

Il second hand market diventa una risorsa con il digitale!

L’esplosione del second hand market nel settore dell’abbigliamento: il futuro sostenibile del settore moda è alla portata di tutti con un semplice click!

Impossibile, negli ultimi tempi, non aver sentito parlare di second hand market, ovvero del mercato di seconda mano o mercato dell’usato.

Un fenomeno che si sta imponendo in maniera significativa, in particolar modo nel mondo online, grazie anche ai social, usati come mezzo di diffusione dalle principali piattaforme protagoniste di questo settore.

Grazie allo sviluppo di app apposite, questo mercato rappresenta un canale di vendita da non sottovalutare, soprattutto per le piccole attività della Moda!Leggere di più


I metaversi: alla scoperta delle 5 principali piattaforme!

Non solo Meta! Alla scoperta degli altri metaversi.

Quando si parla di metaverso, Meta Inc. non è l'unico attore in campo: sono numerosi infatti i metaversi nati e in crescita, da quando nel lontano 1995 il videogioco Active Worlds metteva a disposizione degli utenti il primo mondo virtuale.

Certo, a Zuckerberg va dato il merito di aver fatto entrare il termine nel lessico quotidiano, ma se vogliamo cogliere appieno le potenzialità di questa nuova tecnologia è necessario gettare uno sguardo anche agli altri!

Ed è quello che faremo in questo articolo, dove troverai le informazioni relative alle piattaforme di metaverso più famose!

Una premessa

i metaversiIl Metaverse come segmento tecnologico ha registrato un'importante crescita negli ultimi due anni, alimentato da investimenti di aziende come Meta Platforms, Microsoft, Epic Games e altre.

Nel 2020, il mercato globale del Metaverse valeva $ 47,69 miliardi di dollari e raggiungerà $ 829 miliardi di dollari entro il 2028, secondo un rapporto del 2021 di Emergen Research.

 

Ma oltre a Meta, quali sono le società che guidano l'avanzata su questo settore? Eccole:

  • Decentraland
  • The Sandbox
  • Cryptovoxels
  • Somnuim Space
  • Roblox

Decentraland

Tra i metaversi si distingue Decentraland.

Decentraland è stata una delle prime aziende a presentare una valida prova di concetto per il Metaverse e apre la strada in termini di implementazione del mercato.

Fondata nel 2017, la società ha lanciato la sua piattaforma Metaverse al pubblico nel 2020 e ha visto un recente aumento di popolarità.i metaversi: decentralandDecentraland è uno spazio di realtà virtuale (VR) in cui gli utenti possono creare contenuti, interagire tra loro e guadagnare denaro, principalmente attraverso investimenti in token non fungibili (NFT), immobili VR e altre risorse digitali.

La piattaforma è completamente decentralizzata e opera tramite la propria criptovaluta chiamata MANA.

È anche uno dei preferiti da grandi investitori, imprese e governi, in particolare dopo aver ospitato un'ambasciata ufficiale delle Barbados e una nuova mini-città Samsung.

Decentraland in pillole:

  • piattaforma decentralizzata lanciata nel 2020 in cui la community gestisce il” territorio” traendo benefici dalle loro azioni e creazioni;
  • la realtà virtuale unisce la potenza dei social a quella dei videogiochi;
  • si possono scambiare lotti di terreno virtuale, oggetti, beni, tra cui accessori gadget e indumenti NFT e servizi registrati sulla blockchain Ethereum;
  • criptovaluta usata: token MANA.

The Sandbox

Questa piattaforma di punta Metaverse è stata originariamente lanciata nel 2012 come gioco multiplayer per telefoni cellulari e dispositivi Microsoft Windows.

La società che sviluppa Sandbox, PIXOWL Inc., è stata acquisita da Animoca Brands nel 2018, dopodiché è gradualmente passata al Metaverse.

Sandbox è un ambiente di gioco in cui gli utenti possono creare giochi, partecipare a eventi, navigare in mondi VR utilizzando mappe e acquistare terreni, in modo simile a Decentraland.

i metaversi: sandboxHa anche il suo token di criptovaluta chiamato SAND.

Anche Sandbox si è rivelato uno dei metaversi preferiti da investitori e marchi.

Gucci ha recentemente aperto un negozio VR sulla piattaforma Metaverse dell'azienda, dove gli utenti possono acquistare, possedere e mostrare i propri acquisti digitali dal marchio.

L'azienda ha anche collaborato con la società di videogiochi Ubisoft per introdurre elementi di franchise di gioco come Assassin's Creed e Prince of Persia nel Metaverse.

The Sandbox in pillole:

  • piattaforma lanciata nel 2012 con l'obiettivo primario di capitalizzare l'industria dei videogiochi abbinandola alla blockchain  in un momento in cui blockchain e crypto non erano così popolari.
  •  gli utenti avatar possono creare giochi, partecipare a eventi, navigare in mondi VR utilizzando mappe e acquistare  lands, cioè terreni virtuali che possono essere anche venduti come immobili NFT su un marketplace.
  • Inoltre le lands  possono essere affittate per eventi la cui partecipazione prevede una quota di ammissione, oppure unificate per creare un distretto per attirare più utenti paganti. 
  • criptovaluta usata: Sand

Cryptovoxels

Cryptovoxels è una piattaforma Metaverse costruita sul protocollo blockchain di Ethereum che offre un mondo di gioco virtuale che supporta sia le esperienze VR che l'uso del PC, dove la sua comunità organizza eventi regolari per gli utenti.

Si può anche creare immobili Metaverse sulla piattaforma e metterli in vendita, inclusi sia appezzamenti di terreno vuoti che edifici prefabbricati come porti, strade, spazi di collaborazione e gallerie d'arte.i metaversi: cryptovoxels

Oltre ai lotti di terreno virtuale, la piattaforma ha un ampio mercato per l'acquisto e la vendita di oggetti da collezione digitali come NFT, che vanno da dispositivi indossabili e oggetti di gioco a opere d'arte e abbigliamento.

Cryptovoxels in pillole:

  • è compatibile con supporto VR Oculus Quest, Oculus Rift e HTC Vive;
  • Origin City è una “island” ( in seguito sono state create altre islands) dove è possibile interagire con altri avatar e i lotti di terreno su cui costruire sono chiamati “parcel”;
  • tramite l’elemento costitutivo “voxel” si possono erigere negozi, edifici, infrastrutture di vario genere e gallerie d’arte utilizzando NFT, ma anche aggiungere immagini, gif, file audio etc... ;
  • gli altri due elementi costitutivi sono strade (di proprietà) e pacchi (aperti alla vendita pubblica e acquistabili su Opensea, il più grande marketplace di NFT del mondo).

Somnium Space

Somnium Space è una piattaforma Metaverse cross-device a cui gli utenti possono accedere tramite interfacce VR, PC, Web e mobili.

È basato sui protocolli blockchain di Ethereum e Solana e dispone di un proprio mercato delle risorse.

somnium spacesGli utenti dovranno installare l'estensione MetaMask o Dapper prima di eseguire Somnium Space, ma è relativamente facile da usare e non richiede visori VR per godere di tutte le sue funzionalità.

Somnium Space ha diverse capacità uniche che lo distinguono in un mercato competitivo.

Ad esempio, gli utenti possono scegliere di "vivere per sempre", dove vengono automaticamente registrati sulla loro proprietà virtuale per future analisi dell'IA.

Anche quando gli utenti non potranno più accedere alla piattaforma, l'intelligenza artificiale darà vita ai loro avatar.

Somnium è anche un mondo completamente programmabile, che consente agli utenti di programmare le proprie esperienze e sviluppare risorse monetizzabili.

Somnium Space in pillole:

  • esperienza virtuale con visori VR;
  • ambiente completamente aperto di realtà virtuale dove gli utenti possono acquistare terreni, case e altre risorse online ma anche esplorare le creazioni di altri giocatori; 
  • gli NFT possono essere creati e messi in vendita  nel proprio spazio virtuale di gioco oppure su Opensea;
  • un esempio di NFT è il biglietto venduto per partecipare ad un evento, ma la posizione in cui si svolgerà sarà visibile solo da chi l’ha acquistato;
  • play-to-earn è l’obiettivo futuro, cioè chi guiderà altri utenti nel gioco sarà premiato in criptovaluta;
  • criptovaluta: CUBE .

Roblox

Roblox è un sistema di gioco e creazione di giochi online che si è gradualmente evoluto in una piattaforma Metaverse che offre un'ampia varietà di esperienze virtuali ai suoi utenti, comprese quelle VR.

La società ha recentemente collaborato con la NFL per lanciare un gioco Metaverse prima del Super Bowl del 2022.

Roblox ha milioni di utenti in tutto il mondo e mira a riunire la sua enorme base di utenti e la raccolta di esperienze sotto un unico tetto.

Roblox è gratuito, anche se potrebbe essere necessario acquistare ulteriori oggetti di gioco e risorse digitali e offre una gamma di esperienze VR in diversi generi come anime, horror, giochi di ruolo, azione e simulazioni di vita reale.

Nel 2022 prevede di aggiungere una serie di nuove zone di disponibilità e data center per supportare la crescita futura, è tra i metaversi, uno di quelli più di successo.

Roblox in pillole:

  • la piattaforma Roblox è centralizzata legalmente sotto Roblox Corporation, ma è decentralizzata sotto il lato creativo;
  • è gratuita, ma è sicuramente necessario accrescere gli oggetti tramite acquisti;
  • offre un’ampia varietà di esperienze VR;
  • più di 50 mln di utenti attivi ogni giorno, con una fascia di età prevalentemente giovane;
  • molti ragazzi imparano  a programmare mentre  sviluppano i propri giochi sulla piattaforma;
  • nel 2021 i ricavi sono aumentati del 108% rispetto al 2020;
  • una delle caratteristiche più uniche di questo metaverso dalle grandi opportunità commerciali è che invita i giocatori stessi a creare il metaverso, partendo dai propri avatar che possono addirittura avere un outfit brandizzato e personalizzato.

Qualche parola conclusiva su questi metaversi

Concludiamo qui questa panoramica sui principali metaversi oltre quello reso celebre da Meta.

Restare aggiornato e conoscere le caratteristiche di queste piattaforme è utile per sapere come muoversi in questo settore dove le trasformazioni radicali sono all'ordine del giorno!

 

 

 


Moda e metaverse

Moda e Metaverse: due mondi sempre più vicini!

I marchi della moda puntano sul metaverse

In questo periodo di  trasformazioni, il mondo della moda e Metaverse sembrano avvicinarsi sempre più.

In concomitanza con la Milano Fashion Week, il gruppo Benetton annuncia l'apertura di un punto vendita nel Metaverso, un riflesso del punto vendita in Corso Vittorio Emanuele, pronto ad offrire un'esperienza di acquisto radicalmente diversa.

Ma perché Benetton ha fatto questa scelta? E come si muovono gli altri Brand della moda? Scopriamolo insieme.Leggere di più


Metaverse e web 3.0

Metaverse e Web 3.0: le differenze da conoscere!

Metaverse e web 3.0

Le parole del momento sono metaverse e web 3.0: parole che evocano un futuro prossimo dove le tecnologie digitali saranno sempre più presenti.

Ma i termini spesso si confondono e vengono presi come sinonimi, nonostante indichino concetti ben diversi.

Nell'articolo di oggi analizzeremo le differenze e i punti di unione di queste due parole sulla bocca di tutti, al fine di partecipare al dibattito sul futuro con consapevolezza.

Le ragioni della confusione

Perché tante persone sono tratte in confusione quando di parla di temi come il metaverse e web 3.0, al punto di considerarli come termini interscambiabili.

Uno dei motivi può essere rintracciato nel fatto che questi due termini sono proiettati in un futuro che, benché prossimo, non è ancora realtà.

metaverse e web 3.0Sono termini che cercano di dare un nome alle trasformazioni in atto (web 3.0) o che vogliono offrire una visione di un mondo nuovo, dove l'esperienze digitali saranno più pervasive (metaverso).

Un altro dei motivi che ha spinto tanti utenti in errore è il fatto che sia il metaverse che il web 3.0 si appoggino sulle stesse teconolgie (decentralizzate): blockchain, criptovalute basate su blockchain, nft... E molte altre.

Se da un lato queste teconolgie sono alla base del passaggio dal web 2.0 al web 3.0, giocano anche un ruolo determinante in quanto infrastrutture su qui si baserà la realtà parallela del Metaverse, determinando come interagiremo con gli spazi e gli oggetti in esso presenti.

Le differenze

Focalizziamoci quindi su cosa indicano questi termini e cosa li rende unici.

Il web 3.0 rappresenta una trasformazione in atto.

Una trasformazione dettata dalle voglia di offrire  soluzioni chiare a carenze specifiche di Internet Web 2.

È una reazione agli ecosistemi recintati creati da piattaforme come Facebook e YouTube, che hanno causato l'estrazione dei dati da parte delle persone, la violazione della privacy e la capacità di controllare i contenuti che creano oppressi.

Il Web 3 sovverte quel modello perché affronta direttamente le questioni della proprietà e del controllo.

Basandosi sulla blockchain, i dati sono aperti e distribuiti e di proprietà collettiva di reti peer-to-peer.

metaverse e web 3.0 2Di conseguenza, gli utenti possiedono i propri dati, le transazioni peer-to-peer possono aggirare gli intermediari e i dati vivono sulla blockchain come un bene pubblico a cui chiunque può contribuire e monetizzare.

Per quanto invece riguarda il Metaverse invece, ci troviamo davanti un termine che più che definire qualcosa in atto è più una visione.

La visione di un mondo dove realtà fisica e digitale siano in contatto continuo e costante, dove ogni individuo può passare da una all'altra dimensione a piacimento.

La realtà è che il metaverso richiederà il contributo e la partecipazione di tutti per prendere veramente forma.

La spinta di Meta Inc. è molto importante, ma non basta se si vuole costruire una realtà plurale, aperta e non controllata da un'unica azienda.

Per raggiungere questi obiettivi c'è la necessità di una confluenza di diversi sforzi iterativi e progressi tecnologici.

Come interagiranno il metaverse e web 3.0?

I due concetti, seppur identificano realtà ben distinte, non sono in contrapposizione tra loro, anzi.

Rappresentano uno il completamento dell'altro.

metaverse e web 3.0 3Se il metaverse vuole prosi come la dimensione digitale e parallela del mondo reale, c'è bisogno che questo mondo si basi su delle infrastrutture.

Le tecnologie decentralizzate del Web 3.0 possono assolvere a questo compito.

Non è infatti un caso che in queste discussioni, un ruolo da protagonista lo giocano le criptovalute, che vengono considerate dai più come le basi del sistema economico nel metaverse.

Questo perché le criptovalute offrono una piattaforma già pronta per farlo; non hanno bisogno di banche, stanze di compensazione, intermediari o scambi (nel senso tradizionale) per consentire alle persone di effettuare transazioni e investire in token di valuta di loro proprietà.

Per concludere

Questo non è altro che uno dei primi e più ovvi esempi di come metaverse e web 3.0 entrano in sinergia.

Certo, si tratta di concetti che sono ancora in una fase di delineazione, che stanno cercando una loro identità.

Ma quello che prospettano rappresentano una rivoluzione che non possiamo ignorare, e per questo motivo è importante restare informati e partecipare al dibattito con consapevolezza.

Le opportunità del futuro non sono a disposizione del più forte o del più intelligente, ma di chi è capace di evolvere e adattarsi al mondo in continuo cambiamento.


social network

Social network e web nel report Digital 2022!

Social network e Internet. I dati raccolti da We are social nel 2021

L'uscita del Digital 2022 Global Overview Report, il consueto report realizzato da We are social in collaborazione con Hootsuite, è per noi di MC Marketing e Comunicazione un appuntamento immancabile, un evento che ufficializza l'inizio, o quasi, del nuovo anno dei digital marketer così come di tutti gli appassionati di social network.

Questa corposa ricerca e analisi del panorama digitale, ci offre un resoconto completo dall'anno appena concluso con i dati sull'utilizzo di Internet, sui comportamenti delle persone in rete, le statistiche dei social network nel mondo e degli utenti dei social media in Italia.

Si registrano crescite importanti per YouTube, Instagram e TikTok, l'ascesa progressiva del social commerce e con essi i budget e i costi delle campagne sui social.

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I cittadini del mondo digital

Fino al mese scorso sono state contate quasi 8 miliardi di persone che popolano il mondo offline. Il 62,5%, 4,95 miliardi di persone, può accedere ad Internet, con un incremento degli ultimi 10 anni più che raddoppiato.

social networkQuanto tempo passiamo in rete?

Ognuno di noi passa 6 ore e 58 minuti al giorno collegato sulla rete. Un lasso di tempo in crescita, complice il lockdown prima e le diverse restrizioni anti Covid poi.

Anche quest'anno i siti più ricercati rimangono Google e YouTube, rispettivamente al primo e al secondo posto in classifica, e al 18° posto notiamo Zoom.

Gli utenti globali dei social network

Sono 4,62 miliardi le persone che utilizzano le piattaforme social, circa il 58,4% della popolazione mondiale.

La popolazione mondiale spende circa 2 ore e 27 minuti al giorno, 35% del tempo totale passato online, sui social network. Facebook rimane il social più utilizzato. Seguono YouTube, WhatsApp e Instagram, il quale il suo suo newsfeed raggiunge circa il 97% dell’utenza attiva su base mensile.

Più budget per le campagne a pagamento nei social network

Solo nel 2021 si sono spesi 150 miliardi di dollari. Soldi ben spesi a quanto pare, in quanto più di 1 persona su 4 scopre nuovi brand, prodotti o servizi proprio tramite adv su piattaforme social. Inoltre 4 persone su 10 dichiarano di aprire i social network per ricercare brand e prodotti hanno intenzione di acquistare.

Bene anche per ecommerce, social commerce e re-commerce

Il 58,4% della popolazione mondiale, tra i 16 e i 64 anni, compra qualcosa online una volta alla settimana e 1 persona su 7 fa acquisti anche prodotti usati.

Incoraggiante anche il fatto che con le Meta Ads che puntano all'Instagram Shop si possono raggiungere mensilmente 190 milioni di persone, prevalentemente di sesso femminile.

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E le cryptovalute?

Fanno un grande balzo in avanti! +37,8%. Una persona su 10 nel mondo dichiara di essere in possesso di cryptovalute. Per la maggior parte (15,5%) sono uomini tra i 25 e 34 anni.

La percentuale di proprietari più alta spetta alla Thailandia (20,1%) seguita dalla Nigeria e dalle Filippine (entrambe 19,4%).

Veniamo a noi: il digital in Italia

In Italia sono ben evidenti due trend. Offline, si registra un calo demografico dello 0,2%, in rete, nel 2020, invece sono oltre un milione le persone che per la prima volta si connettono ad Internet, con un incremento del 2,2%.

I social network nel 2020 si aggiudicano un +5,7% di utenti attivi sulle piattaforme, vale a dire più di 2 milioni di persone, per un totale di 41 milioni.

Quanto tempo passiamo connessi?

6 ore e 22 minuti è il tempo speso su Internet ogni giorno da ciascuno di noi.

1 ora e 52 minuti è invece è il tempo passato quotidianamente sui Newsfeed dei nostri social network preferiti.

Amiamo leggere libri sia attraverso il supporto di un e-reader o della carta stampata e ascoltare la musica sulle piattaforme in streaming.

Le nostre attività preferite in rete sono:

  • Guardare video, 92,6%
  • Guardare video blog, 30,4%
  • Ascoltare musica, 60,8%
  • Ascoltare stazioni radio, 39,2%
  • Ascoltare podcast, 25,1%

I social network in Italia

Il 67,9% della popolazione italiana utilizza i social network e quasi la totalità accede ai social dal proprio smartphone (98,2%).

A fare da padroni nello scenario social rimangono il portfolio Meta e i servizi Google. YouTube, WhatsApp e Facebook superano tutti l’80% di coinvolgimento, seguiti da Instagram e Messenger. TikTok raddoppia il numero degli utenti che hanno aperto un profilo personale e Telegram lentamente inizia a scalare la classifica dei social network preferiti dagli italiani.

social networkLe spese online degli italiani

Nel 2020 in Italia online si è speso il 24% in più rispetto al 2019. Il 79,7% di noi italiani nell'ultimo mese ha comprato un prodotto online, dopo un'attenta analisi del sito del brand, e il 46,7% l'ha fatto da uno smartphone.

E sapete qual è  il gruppo di persone che ha acquistato di più in rete? I ragazzi dai 25 ai 34 anni, di poco sopra al gruppo di età più adulto che ha tra i 45 e i 54 anni.

I motori di ricerca per il 61,8% gioca un ruolo fondamentale ed è la prima fonte di ricerca di informazioni per scoprire e conoscere più a fondo un brand. Il 41,1% degli italiani si fida delle recensioni e delle valutazioni lasciate da chi ha già fatto esperienza dei prodotti e ha avuto un contatto con il brand. La comparazione dei prezzi da un sito all'altro è la fonte di conoscenza, inseguita dai social network con il 33,3% di chi li consulta prima di effettuare un acquisto.

Tutti i dati delle ricerche condotte da We are social potete trovarli online sul loro sito: qui potete consultare i dati italiani  mentre qui quelli globali.

 


web 3.0

Web 3.0, la Rete si evolve al passo con le tecnologie!

Web 3.0, il web sta assumendo una nuova forma!

Il termine web 3.0 comincia ad uscire dagli spazi riservati agli addetti ai lavori, configurandosi quasi come la nuova "parola del momento".

Ma perché se ne parla proprio ora? E con tanta insistenza? troverai le risposte a queste domande (e tante altre informazioni interessanti) in questo articolo!

Perché proprio 3.0?

La prima reazione che abbiamo leggendo web 3.0, se non siamo esperti del settore, è la seguente: "Ah... Siamo già a 3? E il 2?"

Questo perché siamo abituati a pensare al web come qualcosa di dato, immutabile, più che uno strumento in sé lo concepiamo come qualcosa di metafisico  e trascendente.

Nel nostro immaginario, a cambiare non è il  web in sé ma gli strumenti che utilizziamo per accedere a questa "altra-dimensione".

Il web però non è una dimensione parallela quanto in realtà uno spazio digitale che vive e prospera basandosi su determinate tecnologie, al cambiare di esse cambia lo spazio.

web 3.0Il web non è qualcosa di immutabile, ma per sua natura è dentro un ciclo di nascita-sviluppo-morte-rinascita, al passo con gli strumenti a disposizione.

Certo questi cicli non sono eclatanti e distruttivi, anzi noi stessi viviamo i momenti di transizione in uno stato di "beata ignoranza" e, mentre il web si rivoluziona, noi continuiamo ad usarlo senza notare le differenze, dandoci l'impressione che ha cambiare sono solo i computer o i telefoni.

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I cicli del web

Ma visto che ormai abbiamo capito che il web vive e si evolve, è utile fare un ripasso sulla sua storia, per meglio capire da dove siamo arrivati e quali sono le opportunità che si aprono con i cambiamenti in atto.

Web 1.0

La nostra storia comincia agli inizi degli anni '90 (anche se chi dice già dal 1989... Comunque per capirci nell'ultima decade del Secondo Millennio), gli anni in cui nasceva il World Wide Web e cominciava ad entrare nel quotidiano delle nostre vite.

Se vi ricordate, all'epoca i siti erano molto semplici e limitati nello scopo.

Erano strumenti utilizzati per far passare messaggi e infatti nel mondo anglosassone il Web 1.0 è conosciuto anche con il  termine di "the read-only web" ossia "il web solo da leggere [e basta n.d.r.]".

Questo perché gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia al grande pubblico erano semplici e dalle capacità limitate.

Web 2.0

Anche se le capacità della tecnologia di inizio anni '90 erano limitate, non significa che non fossero rivoluzionarie e infatti, nel corso di 10 anni, hanno messo le basi per la prima evoluzione del Web!

Il termine Web 2.0 comincia ad essere di dominio pubblico dal 2005, ed identifica la seconda fase dell'era Internet.

Una fase basata sull'interazione tra sito e utente ma non solo! Anche sulla maggiore partecipazione degli stessi nella creazione dei contenuti.

web 3.0È l'internet dei blog, dei social network come MSN e Myspace prima, Facebook, Youtube e Tumblr dopo.

In questo web, che in alcuni circoli chiamano "read/write web" ("web leggi e scrivi"), è quello che ha visto nascere anche i marketplace e ha dato alle aziende l'opportunità di crescere nella Rete.

Tuttavia non è tutto rosa e fiori: le grandi opportunità che questo Web offre sono comunque limitate dalla regolamentazione delle Big Tech, le grandi aziende informatiche che mettono a disposizione le piattaforme digitali in cui muoversi in questo web.

Web 3.0

E arriviamo ora alla trasformazione in atto ora, quella del Web 3.0.

Alla base di questa trasformazione c'è una tecnologia di cui si sente molto parlare ma che sembra ancora avvolta nel mistero, la blockchain.

Questo nuovo tipo di Web nasce dalla volontà di un numero sempre maggiore di utenti di poter aggirare i limiti delle Big Tech, e poter usufruire dei contenuti che creano nel web anche nella veste di proprietari (perché adesso, tutto quello che facciamo e/o condividiamo sui social network non è di nostra proprietà ed e soggetto ai termini di utilizzo delle piattaforme).

Il web 3.0 vuole porsi come il web del "read/write/own" ("leggi/scrivi/possiedi" ossia consulta, crea contenuti e sii proprietario dei tuoi dati).

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L'unicità di questa nuova forma di web

Questa nuova fase si differenzia dalle precedenti perché anziché utilizzare solo piattaforme tecnologiche gratuite in cambio dei nostri dati, gli utenti possono partecipare alla governance e al funzionamento dei protocolli stessi.

Ciò significa che le persone possono diventare partecipanti e azionisti, non solo clienti o prodotti.

Anziché utilizzare solo piattaforme tecnologiche gratuite in cambio dei nostri dati, gli utenti possono partecipare alla governance e al funzionamento dei protocolli stessi.

Ciò significa che le persone possono diventare partecipanti e azionisti, non solo clienti o prodotti.

In Web 3, queste condivisioni sono chiamate token o criptovalute e rappresentano la proprietà di reti decentralizzate note come blockchain.

Se possiedi abbastanza di questi token, hai voce in capitolo sulla rete.

I titolari di token di governance possono spendere i loro beni per votare sul futuro, ad esempio, di un protocollo di prestito decentralizzato.

web 3.oI fautori di questo nuovo Web stressano questa maggiore democraticità, rispetto al web 2.0, dove le decisioni sul funzionamento del sistema e cosa sia lecito o meno è a discrezione delle singole aziende.

Che il web nella sua terza dimensione rappresenti un ecosistema digitale meno verticale e più orizzontale è innegabile, ma dobbiamo sempre fare attenzione: non necessariamente si arriverà ad una democrazia dell’uno vale uno.

Se l’accesso e la voce in capitolo sulle decisioni da prendere sono vincolate al possesso di una certa quantità di token, più che una democrazia avremmo un suffragio censitario.

E se da una parte è  sempre meglio di un oligarchia di aziende, dall’altra è ancora molto lontano da una forma di democrazia genuina.

Ma qui si apre una riflessione filosofico-politica del web che, seppur necessaria, non può essere trattata in questa breve e semplice introduzione al tema.

Cosa si può fare nel Web 3

Il Web 3 rende possibile la proliferazione di strutture di governance cooperativa per prodotti un tempo centralizzati. 

Qualsiasi cosa può essere tokenizzata (ossia ridotti in un token o codice), che si tratti di un meme, un'opera d'arte, l'output dei social media di una persona o i biglietti per un evento.

E a cosa serve un token, ti chiederai giustamente.

Beh, innanzitutto il token risolve il problema dei diritti d'autore, perché esso sarà legato al portafoglio digitale dell'utente del web 3.0 che essendone il proprietario potrà godere dell'aumento di valore del token, anziché lasciare questa rendita passiva al proprietario della piattaforma social, come avviane ora nel web 2.0, soprattutto sotto forma di dati profilazione che vengono rivenduti.

Le funzionalità del Web 3.0 giocano molto sul concetto di identità digitale e immediatezza, si stanno sviluppando sistemi di smart contract per rendere più spedite le attività finanziarie.

L'identità digitale legata al portafoglio elettronico invece, ci da la possibilità di accedere a tutti gli account e siti costruiti sul web 3, liberandoci dal vincolo delle password.

I vantaggi del Web 3.0

  • Interoperabilità: Noi utenti saremo in grado di accedere ai dati su molte app utilizzando le tecnologie Web 3.0 anziché essere limitati a un'unica piattaforma. 
  • Permissionless Blockchain: Con la tecnologia Web 3.0, non sarà necessario avere un'autorità centrale per una blockchain. Chiunque può aderire e partecipare alla rete. Ciò eliminerebbe la possibilità che alle persone venga negato l'accesso in base al sesso, al reddito, all'orientamento sessuale, alla posizione geografica, ecc.
  • Pro-privacy e anti-monopolio: L'attenzione ad una rete decentralizzata che mette al centro l'utente come proprietario invece che semplice utilizzatore, toglie potere alle realtà che si basano sulla centralizzazione e il possesso dei dati degli utenti, promuovendo pratiche di business anti-monopolio.

Conclusioni... per ora!

Il web 3.0 è una realtà in formazione e le possibilità sono numerose e non finiscono certo qui! Ma noi di MC Marketing e Comunicazione crediamo sia importante far nascere un dibattito.

Perché soltanto con un dibatto serio e consapevole, saremo in grado di indirizzare il cambiamento nella giusta direzione!

Quindi aspettatevi altre comunicazioni da parte nostra su questo tema! Iscrivetevi alla newsletter per non perdervi le novità!


Le vetrine digitali: uno strumento per aumentare le vendite e la visibilità!

Aumentare le vendite e la visibilità del Made in Italy è più facile grazie alle vetrine digitali!

Il mercato di oggi pone molte sfide alle pmi del Made in Italy... aumentare le vendite in mercati in continua crescita, come quelli del Far-East, è molto più complicato di quanto poteva esserlo 20 o anche 10 anni fa.

Questo perché le nuove tecnologie se da un lato accorciano le distanze e le comunicazioni, dall'altro rendono più profonde le differenze in fatto di costumi.

I mercati dell'Estremo Oriente si caratterizzano per un utilizzo più pervasivo dei dispositivi mobili, il computer, a differenza dell'Occidente, non è lo strumento utilizzato per connettersi al web.

Se le imprese del made in Italy vogliono raggiungere questi nuovi clienti e aumentare le vendite, devono essere in grado di farsi trovare e conoscere in spazi digitali spesso sconosciuti in Europa.

Il mercato digitale asiatico ha dimensioni immense (soprattutto quello cinese), in continua crescita ed evoluzione... Un enorme labirinto fatto di opportunità e rischi di perdersi nell'enorme flusso di informazioni e messaggi.

La buona notizia è che le imprese italiane non sono da sole! L'agenzia ICE (l'agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane) mette a disposizione le vetrine digitali, per facilitare la presenza online dei marchi del Made in Italy sulle piattaforme digitali asiatiche (e non solo!)

 

 

Vetrine digitali? Ma di che si tratta concretamente?

L'ICE offre diverse opportunità di promozione digitale orientata ai mercati esteri, alcune di queste opportunità richiedono l'adesione al progetto entro un termine limite, altre invece sono sempre accessibili.

Come il servizio Vetrine Digitali che si configura come un ottimo strumento per entrare in contatto con partner esteri, offrendo opportunità per aumentare le vendite e la presenza nei mercati obiettivo.

In sostanza cosa offre questo servizio? Offre uno spazio virtuale sul sito internazionale (in lingua inglese) di ICE-Agenzia, per presentare l’impresa e tutte le informazioni che desidera promuovere sul web.

La pubblicazione della vetrina aumenta la visibilità della propria impresa e favorisce i contatti generati dalla Rete.

L'adesione al servizio è gratuita e consente la creazione autonoma di una vetrina, con la presentazione aziendale, i prodotti, il logo e brand, immagini e video, documenti e catalogo, proposte d’affari, sito e canali social, ecc.

Ovviamente i dati da inserire dovranno essere messi in lingua inglese.

L’intervento ICE nasce da un’esigenza che sta alla base delle PMI italiane, colmare il deficit sull’export così da tenere il passo con i competitor europei e offrire un supporto valido per aumentare le vendite.

Collaborazioni con i principali marketplace

Per riassumere il ruolo dell'ICE, quest'agenzia intende stringere accordi con i marketplace globali leader al fine di creare vetrine dedicate al Made in Italy.

Le PMI che partecipano a questi accordi avranno a disposizione uno spazio dedicato all'interno del marketplace, godendo di una posizione privilegiata all'interno di quei mercati.

 L’ingresso all’interno di questi contesti digitali avverrà attraverso un accompagnamento con lo scopo di portare le aziende a sviluppare un processo che passa per quattro punti chiave:

  • Promozione
  • Ordine
  • Logistica
  • Post vendita

Ad oggi l’Agenzia ICE comprende 12 piattaforme operative in cui spiccano i colossi mondiali dell’e-commerce: Amazon, Alibaba, WeChat, Tmall, JD.com.

Una delle storie di maggior successo è il "Made in Italy Pavillion" frutto dell'accordo tra ICE e il colosso Alibaba apre la possibilità per le pmi italiane di accedere alla piattaforma B2B leader mondiale, con una sezione dedicata all'offerta di prodotti unici per portare il Made in Italy nel mondo!

Costruire una presenza nei mercati digitali esteri

Il primo passo per accedere e dare l'avvio ad una presenza stabile è quello di  studiare accuratamente il mercato obiettivo.

Quindi è necessario circoscrivere un target dentro questo mercato, così da definire il proprio posizionamento nel mercato.

A questo punto si può osservare le potenzialità delle piattaforme che si hanno a disposizione per capire sia le soluzioni innovative che propongono, le opportunità di farti o meno raggiungere il tuo target e in definitiva le possibilità che ti possa aiutare a fare aumentare le vendite.

Qualche esempio da conoscere per promuovere il Made in Italy e aumentare le vendite all'estero:

  • JD.COM: è uno dei principali player del gruppo Alibaba, infatti è un nome che molto citato quando si tratta di vendere prodotti online in Cina. Offre un’ampia selezione di prodotti merceologici che vanno dall’elettronica all’abbigliamento e ai prodotti alimentari. Inoltre gode di un’efficiente rete logistica JD logistic.
  • WeChat: forse la più celebre delle App cinesi. Le funzionalità che offre sono talmente vaste che si è meritata il titolo di app per tutto. Ti consigliamo di leggere il nostro articolo sul tema per scoprirne il motivo.
  • Tmall: è il più grande player del gruppo Alibaba. Il mercato al quale si fa riferimento quando si parla di Tmall è prevalentemente il mercato di lussoLuxury Pavilion –sia per l’abbigliamento che per i cosmetici.
  • Amazon: Le opportunità per il Made in Italy non arrivano solo da Oriente. Amazon oltre a mettere a disposizione i suoi spazi in quello che è marketplace in Occidente, punta anche ad aumentare le conoscenze dei piccoli e medi imprenditori italiani con il corso Accellera con Amazon, un'opportunità per ottenere competenze nel mondo dell'ecommerce.

 

Allora, cosa ne pensi? Sapevi che potevi aumentare le vendite all'estero senza doverti allontanare da casa?  Questa è una delle potenzialità che il digitale mette a disposizione.

Noi di MC lo sappiamo bene perché da anni affianchiamo le aziende a cogliere queste opportunità!

L'importante è non smettere mai di informarsi e soprattutto... Di evolversi!


Il Made in Italy cavalca il Dragone Digitale

Made in Italy: il futuro sta nel mercato digitale del Dragone!

Il Made in Italy gode, oggi, di un'ottima reputazione ed è in grado di collocarsi in maniera eccellente nel mercato internazionale.

Ma non per questo possiamo riposarci sugli allori! Implementare una strategia di internazionalizzazione studiata a tavolino è una necessità, per evitare di lasciare inespresso il potenziale di un marchio Made in Italy.

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La chiave di tutto questo è il digitale!

Secondo lo studio Ice-Prometeia, la ripresa per gli cambi mondiali post-Covid sarà guidata dall’Asia, il 10,3% nel 2021 e l’8,2% nel 2022, con la Cina, che svetta in prima posizione.

Il largo ricorso all’e-commerce nei paesi del Far East e del Sud Est Asiatico rappresenta una buona opportunità per  affermare le eccellenze del Made in Italy anche in questa fetta di mondo.

I principali settori interessati per la ripresa dell’export italiano saranno: tessile, abbigliamento, pelli e accessori, metalli, mezzi di trasporto, alimentari, farmaceutici e macchinari.

Ma perché puntare sul Made in Italy?

Perché rappresenta tutto il bello della cultura e delle tradizioni del Bel Paese: materie prime, qualità, design, artigianalità, attenzione nei dettagli rendono il brand famoso in tutto il mondo.

Si tratta dei migliori frutti del tessuto imprenditoriale Italiano. Un tessuto di imprese operose ma che per larghissima parte è formato da piccole realtà, che spesso non hanno la possibilità di farsi conoscere fuori dal loro territorio.

Per fare fronte a questo problema, il governo italiano negli ultimi due anni ha fatto passi da gigante per studiare opportunità di ripresa e di crescita delle importazioni ed esportazioni, e sul come rafforzare il posizionamento strategico del Mady in Italy nei mercati orientali. Il frutto di queste riflessioni è il Patto per l’Export.

La strategia più ovvia sembra essere quella di vendere i prodotti italiani nei marketplace.

Proprio per questo si sono messe in atto una serie di procedure e metodi che si basano sull’ascolto dei bisogni delle imprese con lo scopo di preparare un piano d’azione che si sviluppa in sei ambiti:

  1. Comunicazione
  2. Promozione
  3. Formazione
  4. E-commerce
  5. Fiere
  6. Finanza

Ad oggi i programmi sono attivi nel piano di comunicazione per quanto riguarda la promozione ed il rilancio del Brand Made in Italy; programmi che incentivano e facilitano le imprese a partecipare a forum, mostre, eventi online e offline con operatori di altri Paesi; programmi di e-commerce che offre la possibilità al brand Made in Italy di essere presente nei marketplace locali e globali.

A tutto questo si aggiunge lo studio del profilo del consumatore orientale in cui emerge delle notevoli differenze con il consumatore occidentale.

A tutto questo si aggiunge lo studio del profilo del consumatore orientale in cui emerge delle notevoli differenze con il consumatore occidentale.

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 Il segreto per entrare nel mercato Cinese

Il mercato digitale cinese è una realtà che lascia esterrefatti, per crescita, numeri e capillarità.

Sembrerebbe essere quello di creare una forma di e-commerce orientata al divertimento e all’intrattenimento a differenza dell’occidentale che utilizza il web per un mero uso di ricerca di un qualcosa che non conosce. 

La motivazione a tale comportamento va ricercata nelle origini della cultura del consumo cinese online.

Il mercato digitale cinese è nato e basato sullo smartphone, strumento che i consumatori possono usare per fare tutto.

Ecco quindi che bisogna impostare la propria presenza online in modo da offrire un contenuto in grado di fermare l'attenzione dell'utente, magari utilizzando canali che in occidente sono impensabili: come una diretta live streaming

L'e-commerce con caratteristiche cinesi

Il funzionamento dell’e-commerce cinese segue le logiche su cui poggia l’economia cinese dell'ultimo Ventennio:

  1. Promuovere la crescita dal basso: ossia dare la possibilità a tutti gli abitanti, anche a quelli delle zone rurali, di commercializzare in tutto il paese senza avere per forza un luogo fisico in cui produrre.
  2. Creare un mondo iperconnesso: la diffusione degli smart device hanno sostituito la mancanza di infrastrutture dedicate al commercio.
  3. Shopping come esperienza social: la creazione di piattaforme come WeChat, hanno permesso la diffusione di dialogare e scambiarsi feedback sui prodotti.

Dove si può collocare il Made in Italy in tutto questo?

Il consumatore cinese è molto più istruito negli acquisti online rispetto al consumatore occidentale, complice il tasso di digitalizzazione cinese che aumenta quasi il triplo ogni anno.

Negli ultimi anni è cambiata la concezione della cultura del lusso della medio-alta borghesia cinese, caratterizzata da una maggiore attenzione alla qualità e alla celebrità dei prodotti esteri: comprare marchi del lusso stranieri è, per gli acquirenti del Regno di Mezzo, uno status symbol.

 

Il consumatore orientale infatti è alla ricerca di prodotti certificati e di un giusto rapporto di qualità/prezzo.

In questo contesto si può inserire il Made in Italy, fra bisogni e desideri dei consumatori cinesi, disposti ad acquistare prodotti italiani purché prodotti dalla qualità certificata, sia che si tratti di esemplari all'avanguardia del sapere tecnologico e manifatturiero italiano o della nostra celebre produzione eno-gastronomica (solo per citare due settori).

La Cina, con la sua cultura millenaria, è un Paese affascinante che può rappresentare un'opportunità di crescita per le nostre aziende, non solo in termini di fatturato ma anche di evoluzione e conoscenza delle nuove tecnologie!

Ma per fare ciò, bisogna avere la pazienza di conoscere e studiare questo mercato così diverso che spesso sembra uscito direttamente dal Futuro.

Noi di MC siamo a tua disposizione, se desiderai percorrere la strada di quest'avventura.