il blogging è importante

Blogging: perché la tua impresa non può farne a meno!

Blogging: perché non può mancare nel tuo piano di inbound marketing!

Oggi in occasione della giornata internazionale dei blogger, vogliamo approfondire il tema del blogging, una delle strategie cardine dell'inbound marketing!

La giornata mondiale dei blogger

La giornata mondiale dei blogger nasce nel 2010, su iniziativa del movimento World Blogger Day,a Cepu nelle Filippine.

L'obiettivo è quello di celebrare la categoria dei Blogger spesso sottovalutata ma che in realtà svolge un compito molto importante: quello di far girare conoscenza e informazioni.

Non soltanto a livello di business, ma anche a livello sociale: la giornata vuole celebrare anche quei blogger coraggiosi che hanno pagato con la vita l'aver diffuso opinioni e verità scomode in quei (purtroppo ancora troppo numerosi) dove la libertà d'espressione non è un diritto ma un crimine.

Perché fare blogging è importante?

La giornata mondiale è nata per celebrare la figura del blogger, che spesso viene sottovalutata ed irrisa.

Ma in realtà il blog ha un ruolo molto importante, quello di riuscire a far arrivare concetti, idee ed opinioni.

E anche per le aziende, avere un blogger o rivolgersi ad un blogger è un'azione da compiere, soprattutto se si è deciso di implementare una strategia di inbound marketing!

Per sapere di più sul metodo inbound, puoi cliccare qui e leggere un'approfondimento che abbiamo realizzato sul tema.

Adesso concentriamoci sui principali vantaggi che offre svolgere un'attività di blogging costante!

Un contenuto che mette i tuoi clienti (e potenziali tali) al centro!

L'obiettivo finale di un blog dovrebbe essere quello di creare uno spazio in cui il pubblico possa trovare le informazioni di cui ha bisogno.

Tramite lo studio delle tue buyer personas e uno studio attento delle parole chiave del tuo business, sarai in grado di offrire agli utenti un contenuto di qualità, in grado di rispondere alle loro esigenze.

Si tratta della quintessenza dell'inbound marketing, un approccio con in cui il cliente è al centro del messaggio e non il prodotto/servizio che vuoi vendere.

Grazie all'attività di blogging, gli utenti identificheranno la tua azienda come opinion leader del settore, interessata ad offrire soluzioni concrete e non a piazzare una vendita a tutti i costi.

In parole povere, si tratta di uno strumento in grado di aiutarti nel posizionamento digitale della tua azienda, mantiene il pubblico interessato e promuove il tuo brand.

Un blog è la base per sviluppare una content strategy coerente!

Se hai un blog, sai già di avere molte informazioni da condividere.

Ogni volta che pubblichiamo un nuovo post sul blog, stiamo creando un'ancora di contenuto che può essere riproposta in tanti modi diversi.

In questo periodo storico dove i contenuti video dominano la scena, il blog si reinventa per diventare la base della tua strategia video.

Come? Trasformando i blogpost di maggiore successo in una serie di video, più o meno lunghi da condividere nei diversi canali social.

E non ci sono solo video! Gli articoli possono essere reinterpretati in molti modi:

  • scomponendo il post in pezzi più piccoli,
  • prendere i punti principali e trasformarli in un e-book o in un'infografica;
  • utilizzando parti dell'articolo originale come introduzione a un nuovo argomento;
  • Puoi anche combinare due articoli insieme su argomenti correlati per creare un pezzo più completo.

Se inizi a considerare il tuo blog come punto di partenza per la creazione di contenuti, sarai in grado di trovare spunti da declinare in nuovi formati, senza mai perdere la coerenza.

Il blogging sfrutta la SEO per generare traffico di qualità​

Un buon post sul blog può convertire più clienti rispetto a pagine di destinazione dedicate da contenuti sponsorizzati.

Un blog post è un contenuto pensato direttamente per sfruttare la SEO: posizionandosi per parole chiave specifiche, è in grado di far arrivare un numero maggiori di utenti al tuo sito. Perché?

Pensaci, di solito un sito Web aziendale medio ha circa 5 pagine che spiegano di cosa tratta l'azienda, cosa fanno, chi lo gestisce, dove si trovano e altre informazioni di base.

Quindi, una volta pubblicate quelle pagine, il tuo sito è raggiungibile dalla SERP solo tramite delle ricerche specifiche (legate alle parole chiave del tuo settore o del tuo sito).

Invece, ogni nuovo blog post che pubblichi è un segnale che dice ai motori di ricerca che il tuo sito è attivo, capace di generare qualità e contenuti nuovi e interessanti.

Un'altra cosa importante da considerare è che molto spesso, il traffico di ricerca organico è ciò che converte meglio.

Se vendi lacci per scarpe e il tuo sito ha contenuti pertinenti che si classificano in alto per gli utenti che cercano di acquistare lacci per scarpe, hai un'alta probabilità di convertire quelle persone in nuovi clienti.

Nel marketing digitale, lo chiamiamo "traffico caldo", perché quegli utenti sono già interessati a qualsiasi cosa tu stia vendendo.

Stanno eseguendo ricerche ad alto intento che probabilmente finiranno in una transazione e tu sei lì per mostrare loro quello che vogliono (un post sui lacci delle scarpe) nel momento esatto in cui lo vogliono (quando lo cercano usando i motori di ricerca).

Se pubblichi contenuti utili e freschi, dai alle persone la possibilità di condividerli con i loro amici e colleghi su piattaforme di social media come Facebook, Linkedin, etc. etc.

In questo modo, aumentano la portata del tuo marchio, mettendo il tuo sito di fronte a persone che potrebbero non conoscerti.

​Per concludere

Il blog rappresenta uno strumento veramente efficace per farsi conoscere, se non ne avevi già uno forse è arrivato il momento di realizzarlo!

E per qualsiasi supporto, puoi contare su di noi! Non esitare a contattarci!


Metaverse e web 3.0

Metaverse e Web 3.0: le differenze da conoscere!

Metaverse e web 3.0

Le parole del momento sono metaverse e web 3.0: parole che evocano un futuro prossimo dove le tecnologie digitali saranno sempre più presenti.

Ma i termini spesso si confondono e vengono presi come sinonimi, nonostante indichino concetti ben diversi.

Nell'articolo di oggi analizzeremo le differenze e i punti di unione di queste due parole sulla bocca di tutti, al fine di partecipare al dibattito sul futuro con consapevolezza.

Le ragioni della confusione

Perché tante persone sono tratte in confusione quando di parla di temi come il metaverse e web 3.0, al punto di considerarli come termini interscambiabili.

Uno dei motivi può essere rintracciato nel fatto che questi due termini sono proiettati in un futuro che, benché prossimo, non è ancora realtà.

Sono termini che cercano di dare un nome alle trasformazioni in atto (web 3.0) o che vogliono offrire una visione di un mondo nuovo, dove l'esperienze digitali saranno più pervasive (metaverso).

Un altro dei motivi che ha spinto tanti utenti in errore è il fatto che sia il metaverse che il web 3.0 si appoggino sulle stesse teconolgie (decentralizzate): blockchain, criptovalute basate su blockchain, nft... E molte altre.

Se da un lato queste teconolgie sono alla base del passaggio dal web 2.0 al web 3.0, giocano anche un ruolo determinante in quanto infrastrutture su qui si baserà la realtà parallela del Metaverse, determinando come interagiremo con gli spazi e gli oggetti in esso presenti.

Le differenze

Focalizziamoci quindi su cosa indicano questi termini e cosa li rende unici.

Il web 3.0 rappresenta una trasformazione in atto.

Una trasformazione dettata dalle voglia di offrire  soluzioni chiare a carenze specifiche di Internet Web 2.

È una reazione agli ecosistemi recintati creati da piattaforme come Facebook e YouTube, che hanno causato l'estrazione dei dati da parte delle persone, la violazione della privacy e la capacità di controllare i contenuti che creano oppressi.

Il Web 3 sovverte quel modello perché affronta direttamente le questioni della proprietà e del controllo.

Basandosi sulla blockchain, i dati sono aperti e distribuiti e di proprietà collettiva di reti peer-to-peer.

Di conseguenza, gli utenti possiedono i propri dati, le transazioni peer-to-peer possono aggirare gli intermediari e i dati vivono sulla blockchain come un bene pubblico a cui chiunque può contribuire e monetizzare.

Per quanto invece riguarda il Metaverse invece, ci troviamo davanti un termine che più che definire qualcosa in atto è più una visione.

La visione di un mondo dove realtà fisica e digitale siano in contatto continuo e costante, dove ogni individuo può passare da una all'altra dimensione a piacimento.

La realtà è che il metaverso richiederà il contributo e la partecipazione di tutti per prendere veramente forma.

La spinta di Meta Inc. è molto importante, ma non basta se si vuole costruire una realtà plurale, aperta e non controllata da un'unica azienda.

Per raggiungere questi obiettivi c'è la necessità di una confluenza di diversi sforzi iterativi e progressi tecnologici.

Come interagiranno il metaverse e web 3.0?

I due concetti, seppur identificano realtà ben distinte, non sono in contrapposizione tra loro, anzi.

Rappresentano uno il completamento dell'altro.

Se il metaverse vuole prosi come la dimensione digitale e parallela del mondo reale, c'è bisogno che questo mondo si basi su delle infrastrutture.

Le tecnologie decentralizzate del Web 3.0 possono assolvere a questo compito.

Non è infatti un caso che in queste discussioni, un ruolo da protagonista lo giocano le criptovalute, che vengono considerate dai più come le basi del sistema economico nel metaverse.

Questo perché le criptovalute offrono una piattaforma già pronta per farlo; non hanno bisogno di banche, stanze di compensazione, intermediari o scambi (nel senso tradizionale) per consentire alle persone di effettuare transazioni e investire in token di valuta di loro proprietà.

Per concludere

Questo non è altro che uno dei primi e più ovvi esempi di come metaverse e web 3.0 entrano in sinergia.

Certo, si tratta di concetti che sono ancora in una fase di delineazione, che stanno cercando una loro identità.

Ma quello che prospettano rappresentano una rivoluzione che non possiamo ignorare, e per questo motivo è importante restare informati e partecipare al dibattito con consapevolezza.

Le opportunità del futuro non sono a disposizione del più forte o del più intelligente, ma di chi è capace di evolvere e adattarsi al mondo in continuo cambiamento.


web 3.0

Web 3.0, la Rete si evolve al passo con le tecnologie!

Web 3.0, il web sta assumendo una nuova forma!

Il termine web 3.0 comincia ad uscire dagli spazi riservati agli addetti ai lavori, configurandosi quasi come la nuova "parola del momento".

Ma perché se ne parla proprio ora? E con tanta insistenza? troverai le risposte a queste domande (e tante altre informazioni interessanti) in questo articolo!

Perché proprio 3.0?

La prima reazione che abbiamo leggendo web 3.0, se non siamo esperti del settore, è la seguente: "Ah... Siamo già a 3? E il 2?"

Questo perché siamo abituati a pensare al web come qualcosa di dato, immutabile, più che uno strumento in sé lo concepiamo come qualcosa di metafisico  e trascendente.

Nel nostro immaginario, a cambiare non è il  web in sé ma gli strumenti che utilizziamo per accedere a questa "altra-dimensione".

Il web però non è una dimensione parallela quanto in realtà uno spazio digitale che vive e prospera basandosi su determinate tecnologie, al cambiare di esse cambia lo spazio.

web 3.0Il web non è qualcosa di immutabile, ma per sua natura è dentro un ciclo di nascita-sviluppo-morte-rinascita, al passo con gli strumenti a disposizione.

Certo questi cicli non sono eclatanti e distruttivi, anzi noi stessi viviamo i momenti di transizione in uno stato di "beata ignoranza" e, mentre il web si rivoluziona, noi continuiamo ad usarlo senza notare le differenze, dandoci l'impressione che ha cambiare sono solo i computer o i telefoni.

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I cicli del web

Ma visto che ormai abbiamo capito che il web vive e si evolve, è utile fare un ripasso sulla sua storia, per meglio capire da dove siamo arrivati e quali sono le opportunità che si aprono con i cambiamenti in atto.

Web 1.0

La nostra storia comincia agli inizi degli anni '90 (anche se chi dice già dal 1989... Comunque per capirci nell'ultima decade del Secondo Millennio), gli anni in cui nasceva il World Wide Web e cominciava ad entrare nel quotidiano delle nostre vite.

Se vi ricordate, all'epoca i siti erano molto semplici e limitati nello scopo.

Erano strumenti utilizzati per far passare messaggi e infatti nel mondo anglosassone il Web 1.0 è conosciuto anche con il  termine di "the read-only web" ossia "il web solo da leggere [e basta n.d.r.]".

Questo perché gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia al grande pubblico erano semplici e dalle capacità limitate.

Web 2.0

Anche se le capacità della tecnologia di inizio anni '90 erano limitate, non significa che non fossero rivoluzionarie e infatti, nel corso di 10 anni, hanno messo le basi per la prima evoluzione del Web!

Il termine Web 2.0 comincia ad essere di dominio pubblico dal 2005, ed identifica la seconda fase dell'era Internet.

Una fase basata sull'interazione tra sito e utente ma non solo! Anche sulla maggiore partecipazione degli stessi nella creazione dei contenuti.

web 3.0È l'internet dei blog, dei social network come MSN e Myspace prima, Facebook, Youtube e Tumblr dopo.

In questo web, che in alcuni circoli chiamano "read/write web" ("web leggi e scrivi"), è quello che ha visto nascere anche i marketplace e ha dato alle aziende l'opportunità di crescere nella Rete.

Tuttavia non è tutto rosa e fiori: le grandi opportunità che questo Web offre sono comunque limitate dalla regolamentazione delle Big Tech, le grandi aziende informatiche che mettono a disposizione le piattaforme digitali in cui muoversi in questo web.

Web 3.0

E arriviamo ora alla trasformazione in atto ora, quella del Web 3.0.

Alla base di questa trasformazione c'è una tecnologia di cui si sente molto parlare ma che sembra ancora avvolta nel mistero, la blockchain.

Questo nuovo tipo di Web nasce dalla volontà di un numero sempre maggiore di utenti di poter aggirare i limiti delle Big Tech, e poter usufruire dei contenuti che creano nel web anche nella veste di proprietari (perché adesso, tutto quello che facciamo e/o condividiamo sui social network non è di nostra proprietà ed e soggetto ai termini di utilizzo delle piattaforme).

Il web 3.0 vuole porsi come il web del "read/write/own" ("leggi/scrivi/possiedi" ossia consulta, crea contenuti e sii proprietario dei tuoi dati).

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L'unicità di questa nuova forma di web

Questa nuova fase si differenzia dalle precedenti perché anziché utilizzare solo piattaforme tecnologiche gratuite in cambio dei nostri dati, gli utenti possono partecipare alla governance e al funzionamento dei protocolli stessi.

Ciò significa che le persone possono diventare partecipanti e azionisti, non solo clienti o prodotti.

Anziché utilizzare solo piattaforme tecnologiche gratuite in cambio dei nostri dati, gli utenti possono partecipare alla governance e al funzionamento dei protocolli stessi.

Ciò significa che le persone possono diventare partecipanti e azionisti, non solo clienti o prodotti.

In Web 3, queste condivisioni sono chiamate token o criptovalute e rappresentano la proprietà di reti decentralizzate note come blockchain.

Se possiedi abbastanza di questi token, hai voce in capitolo sulla rete.

I titolari di token di governance possono spendere i loro beni per votare sul futuro, ad esempio, di un protocollo di prestito decentralizzato.

web 3.oI fautori di questo nuovo Web stressano questa maggiore democraticità, rispetto al web 2.0, dove le decisioni sul funzionamento del sistema e cosa sia lecito o meno è a discrezione delle singole aziende.

Che il web nella sua terza dimensione rappresenti un ecosistema digitale meno verticale e più orizzontale è innegabile, ma dobbiamo sempre fare attenzione: non necessariamente si arriverà ad una democrazia dell’uno vale uno.

Se l’accesso e la voce in capitolo sulle decisioni da prendere sono vincolate al possesso di una certa quantità di token, più che una democrazia avremmo un suffragio censitario.

E se da una parte è  sempre meglio di un oligarchia di aziende, dall’altra è ancora molto lontano da una forma di democrazia genuina.

Ma qui si apre una riflessione filosofico-politica del web che, seppur necessaria, non può essere trattata in questa breve e semplice introduzione al tema.

Cosa si può fare nel Web 3

Il Web 3 rende possibile la proliferazione di strutture di governance cooperativa per prodotti un tempo centralizzati. 

Qualsiasi cosa può essere tokenizzata (ossia ridotti in un token o codice), che si tratti di un meme, un'opera d'arte, l'output dei social media di una persona o i biglietti per un evento.

E a cosa serve un token, ti chiederai giustamente.

Beh, innanzitutto il token risolve il problema dei diritti d'autore, perché esso sarà legato al portafoglio digitale dell'utente del web 3.0 che essendone il proprietario potrà godere dell'aumento di valore del token, anziché lasciare questa rendita passiva al proprietario della piattaforma social, come avviane ora nel web 2.0, soprattutto sotto forma di dati profilazione che vengono rivenduti.

Le funzionalità del Web 3.0 giocano molto sul concetto di identità digitale e immediatezza, si stanno sviluppando sistemi di smart contract per rendere più spedite le attività finanziarie.

L'identità digitale legata al portafoglio elettronico invece, ci da la possibilità di accedere a tutti gli account e siti costruiti sul web 3, liberandoci dal vincolo delle password.

I vantaggi del Web 3.0

  • Interoperabilità: Noi utenti saremo in grado di accedere ai dati su molte app utilizzando le tecnologie Web 3.0 anziché essere limitati a un'unica piattaforma. 
  • Permissionless Blockchain: Con la tecnologia Web 3.0, non sarà necessario avere un'autorità centrale per una blockchain. Chiunque può aderire e partecipare alla rete. Ciò eliminerebbe la possibilità che alle persone venga negato l'accesso in base al sesso, al reddito, all'orientamento sessuale, alla posizione geografica, ecc.
  • Pro-privacy e anti-monopolio: L'attenzione ad una rete decentralizzata che mette al centro l'utente come proprietario invece che semplice utilizzatore, toglie potere alle realtà che si basano sulla centralizzazione e il possesso dei dati degli utenti, promuovendo pratiche di business anti-monopolio.

Conclusioni... per ora!

Il web 3.0 è una realtà in formazione e le possibilità sono numerose e non finiscono certo qui! Ma noi di MC Marketing e Comunicazione crediamo sia importante far nascere un dibattito.

Perché soltanto con un dibatto serio e consapevole, saremo in grado di indirizzare il cambiamento nella giusta direzione!

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