vendita 4.0

Brand e seconda mano

I Brand alla conquista del mercato di seconda mano con il digitale!

I Brand della moda puntano al mercato di seconda mano grazie al digitale!

Il mercato di seconda mano relativo al settore della moda è oramai un business multimiliardario di cui tutti hanno sentito parlare almeno una volta.

Senza da un lato, i privati hanno la possibilità di guadagnare qualcosina liberando allo stesso tempo spazio nell’armadio, dall’altro questo fenomeno non è rimasto inosservato al settore fashion.

Da fenomeno grassroots, nato dall’iniziatva dei singoli, il secondhand market rappresenta un’ottima strategia per i brand di raggiungere nuovi clienti e farsi conoscere sotto una luce differente.

Le strategie intraprese dai Brand più celebri

Notando il continuo incremento del fatturato e della popolarità del second hand clothes, alcuni brand si sono spinti oltre i loro obiettivi “standard”, decidendo di approdare in questo nuovo mercato.

Di solito, le strategie seguite per sfruttare le potenzialità di questa nuova frontiera del mercato del fashion:

  1. Appoggiandosi direttamente a siti o app specializzate, creando una pagina aziendale apposita;
  2. Realizzando i propri marketplace dedicati al commercio di seconda mano, con il fine di gestire internamente il flusso della compravendita;

Gli esempi sono numerosi, oggi ci soffermiamo lo sguardo su quattro esempi da manuale: due marchi d’alta moda e due marchi celebri, ma accessibili ad una clientela più ampia.

Il lusso sceglie “The RealReal”

“Stella McCartney” è il primo marchio di lusso ad aver portato a termine un accordo con “The RealReal”, un mercato online specializzato nella vendita di abiti di seconda mano di alta moda.

Credendo fortemente nell’economia circolare, “Stella McCartney” promuove un sistema di iniziative di sostenibilità per sensibilizzare i consumatori ad effettuare acquisti più consapevoli nel rispetto dell’ambiente.

Questa attenzione però va a braccetto con un’attenta strategia di marketing, al fine di incentivare gli acquisti nelle boutique.

Per esempio, spedendo a “The RealReal” un capo di abbigliamento firmato “Stella McCartney”, si ottiene la possibilità di ricevere un buon del valore di 100 dollari, da spendere online o in un negozio fisico, per comprare prodotti dello stesso brand.

Rimanendo invece in territorio nazionale, scopriamo la collaborazione, risalente al 2020, tra l’azienda italiana “Gucci” e  “The RealReal”.

Il marchio “Gucci” si è così avvicinato ulteriormente al concetto di economia circolare e di moda sostenibile, impegnandosi, per di più, per ogni articolo venduto su “The RealReal”a piantare un albero, tramite l’organizzazione no profit “One Tree Planted”.

“Asos” e “Levi’s” giocano in casa

“Asos” e “Levi’s”, invece, hanno puntato ad una strategia radicalmente differente.

Anziché appoggiarsi a marketplace dell’usato già esistenti, hanno deciso di creare le proprie piattaforme per vendere abbigliamento di seconda mano.

“Asos” è un sito web di origine britannica, esperto nella vendita di vestiti e cosmesi, che comprende diversi brand di moda che hanno deciso di affidare una parte dei loro traffici commerciali a questo canale di vendita molto in voga tra i giovani.Asos e il mercato di seconda mano online

Recentemente i proprietari dell’azienda hanno  creato all’interno del sito una sezione dedicata al second hand clothes: è nata così “Asos Marketplace”, che permette a chiunque di vendere vestiti usati trattenendo una commissione del 10% sul prezzo fissato.

La storica azienda di jeans “Levi’s” ha invece lanciato la piattaforma “Levi’s SecondHand” con l’obiettivo di “Mantenere l'ambito Levi's ® in circolazione e fuori dalle discariche”.

Il funzionamento è molto semplice: i clienti possono restituire jeans e giacche usati, ovviamente a marchio “Levi’s”, per ricevere in un secondo momento una carta regalo, il cui valore dipende dalle condizioni degli abiti consegnati, da spendere sul sito o nei negozi fisici “Levi’s”.

Per concludere

Attualmente non sono molti i brand che si sono affacciati a questo mondo; forse è una questione di tempo o magari preferiscono che piattaforme o applicazioni dedicate, come “Vinted” o “Depop”, se ne occupino.

Certo che incentivare i clienti a restituire abiti usati per ottenere in cambio gift card o sconti è un’ottima mossa strategica, facilmente realizzabile e... imitabile!

Il digitale si conferma come foriera di opportunità, l'importante è saperle cogliere!

Come diciamo noi di MC Marketing e Comunicazione, l'importante non è essere un'azienda grande ma un'azienda evoluta!


Social commerce: quando lo shopping si fa nei social

Una definizione di Social Commerce

I social network svolgono un ruolo sempre più centrale nel nostro quotidiano.

Da luoghi virtuali di puro svago si sono trasformati in canali di socializzazione, condivisione di notizie, ricerca di informazioni, di ogni genere: da quelle più triviali a quelle più legati ad un'intenzione d'acquisto.

Lo studio condotto dal report “Digital in 2021” di ‘We Are Social’, il report più importante sul tema del digitale nel mondo pubblicato ogni anno verso la fine di gennaio, ci mostra come in media nel mondo vengono dedicate almeno 2 ore e 25 minuti all'utilizzo dei social media, sia che si tratti di partecipazione attiva alle conversazioni, restare in contatto con amici o parenti, scroll dettato dalla noia o persino... fare acquisti.

La tendenza ad acquistare online tramite piattaforme di e-commerce è infatti aumentata sempre di più, anche sulla spinta delle restrizioni dovute dalla pandemia in corso, comportando un'accelerazione nel cambiamento del comportamento di acquisto dei consumatori.

Richiedi consulenza inound marketing

Da utenti passivi siamo diventati molto più attivi, divenendo noi stessi creatori di contenuti e i social network si sono adattati di conseguenza, per venire in contro a questo tipo di clientela e capirne più a fondo i gusti.

Nasce così il social commerce che offre la possibilità di acquistare prodotti o servizi tramite piattaforme social.

Si intende una forma di vendita di prodotti o servizi che avviene attraverso il web e utilizza i social network e piattaforme virtuali per effettuare le transazioni online.

L’acquisto online diviene infatti una attività sociale e l’utente è portato a condividere la sua esperienza e consigliarla ad altri tramite il passaparola, facendo lui stesso pubblicità al prodotto o al servizio, attraverso recensioni, commenti, o pubblicando post sui social.

L'acquisto si fa ancora più rapido rispetto anche all'acquisto da un sito e-commerce: l'utente può fare tutto dal social network, senza dover cambiare sito e navigare tra le sue pagine.

Questo rende molto più agevole e veloce il processo di funnel marketing.
Sono molti i social media che fanno uso del social commerce, vediamo insieme i principali!

Prenota ora la tua consulenza di Inbound Marketing con noi!

social commerce in instagramSocial commerce: lo stato attuale nei principali social network

Meta Inc. (ossia Facebook, Instagram e Whatsapp)

Facebook aveva già permesso agli utenti di vendere già dal 2017 attraverso il Marketplace, una funzionalità che permetteva la compravendita di prodotti da parte dei privati anche attraverso la messaggistica di Messenger.

Nel 2020 è stato introdotto Facebook Shops, che permette a chi possiede una pagina aziendale di vendere direttamente da Facebook e da Instagram e di creare un vero e proprio e-commerce senza costi di gestione, in maniera semplice e intuitiva e gratuitamente.

Le aziende possono scegliere i prodotti da inserire nel loro catalogo, e personalizzare il look generale del negozio impostando una immagine di copertina.

Inoltre non è prevista la transazione ma solamente un contatto tra venditore e acquirente. Attualmente si stanno testando nuove funzioni dello shop, come ad esempio la possibilità di mostrare il proprio negozio su Whatsapp o di lanciare campagne pubblicitarie mirate basate sulle preferenze delle persone.

Per Instagram si tratta di utilizzare il tool “Shopping”, disponibile per gli utenti di Instagram business.

Diventa possibile creare dei post in cui taggare i propri prodotti, che si identifica tramite un tag a forma di borsetta.

L’utente, cliccando sul post, potrà visualizzare il prezzo e ogni informazione relativa ai prodotti, e grazie al tasto “acquista ora” può essere indirizzato direttamente verso la pagina di acquisto.

Attualmente negli Stati Uniti si sta testando la possibilità di fare concludere il pagamento direttamente da Instagram.

social commerceTik Tok

Anche Tik Tok ha pensato al social commerce nel 2020, ma ha preferito seguire la strada di una partnership con la piattaforma di e-commerce Shopify.

Attraverso un accordo europeo (che comprende i principali paesi: Francia, Spagna, Germania anche l’Italia) le imprese europee che utilizzano Shopify come piattaforma e-commerce possono vendere i loro prodotti utilizzando le Shoppable Ads, vere e proprie video campagne pubblicitarie lanciate su Tik Tok, in grado di collegare l'utente alla pagina d’acquisto dei prodotti su Shopify.

Pinterest

Anche Pinterest, il social che permette la realizzazione di bacheche di interessi, ha scelto di realizzare una partneship con Shopify.

Ben 27 paesi, tra cui l’Italia, hanno aderito all’iniziativa.

I merchant (ossia i venditori) grazie a questa unione hanno la possibilità di connettere il proprio account Shopify e di trasferire i propri prodotti su Pinterest trasformandoli in Pin Acquistabili, visibili sulla piattaforma.

Attraverso il canale Shopify-Pinterest è possibile connettere l’app di Pinterest all’interno della propria dashboard e posizionare automaticamente un tag, creare un catalogo, e lanciare campagne di traffico e conversione.

È possibile anche coinvolgere nuovamente gli utenti che hanno già espresso interesse per un determinato prodotto su Pinterest realizzando delle vere e proprie campagne di retargeting!

social commerce Google

Google, tramite la campagna Shopping di Google ADS (lo strumento per realizzare campagne SEM) è in grado di trasformare al pagina dei risultati in una vetrina per i tuoi prodotti.

Per poter utilizzare le campagne shopping c'è bisogno di utilizzare lo strumento Google Merchant Center. Il Merchant Center è quello strumento che consente di caricare su Google le informazioni relative ai negozi e ai prodotti e a renderle disponibili per gli acquirenti ovunque in Google.

Ma le novità riguardano anche Youtube, la piattaforma di condivisione video di proprietà di Google: sta infatti venendo testando una funzionalità di e-commerce.

L'idea è quella di dare ai creators (ossia a coloro che creano e realizzano contenuti su YouTube) la possibilità di aggiungere determinati prodotti ai loro video e taggarli, mentre gli spettatori potranno, cliccando sull’icona di una borsetta che comparirà in un angolo dello schermo, visualizzare l’elenco in primo piano ed esplorare la pagina di ogni prodotto per visualizzare ulteriori informazioni, le opzioni d’acquisto o i video correlati.

Questa funzione tuttavia è ancora in fase di sperimentazione al momento, coinvolgendo solo un numero ristretto di content creators negli Stati Uniti d'America.

social commerce in cinaLa situazione in Cina

In Cina il social commerce riscuote un enorme successo e negli ultimi anni ha visto una crescita imponente, anche a causa della situazione sanitaria.

Secondo il rapporto McKinsey&Co rappresenta già l'11,6% delle vendite di e-commerce al dettaglio, raggiungendo una stima prevista di 442,68 miliardi di dollari di vendite lorde alla fine del 2021.

In Cina, le piattaforme di social commerce sono un potente mezzo per condividere le caratteristiche e le qualità di vari prodotti e si stanno trasformando nell’ottica di ottenere le stesse funzioni di un social network, come la possibilità per gli utenti di scrivere post o di effettuare una diretta streaming.

Le app cinesi che vanno per la maggiore sono:

  • WeChat,
  • Taobao,
  • Douyin,
  • Pinduoduo

L’acquisto il più delle volte avviene direttamente in-App.

Ad influenzare gli utenti ci pensano anche i vari KOL, i Key Opinion Leader che godono di una grandissima popolarità e che presentano e pubblicizzano i prodotti sui loro profili social o attraverso dirette live che attirano un vastissimo pubblico.

Di fatto diventano brand ambassador di determinate aziende, in grado di influenzare un mercato target.
Il social commerce diventa quindi una modalità di vendita che rende la user experience stimolante come un social network e soddisfa anche il bisogno di socialità e condivisione dell’utente.

Vuoi sviluppare il tuo export digitale in Cina? Ti aiutiamo noi, contattaci!

Sfrutta anche tu il social commerce!

La cosa bella è che il qualsiasi tipo di azienda... anche la tua! Ecco qualche consiglio per muovere i primi passi:

  1. Gestisci promozioni e offerte di vario tipo (concorsi, omaggi speciali, giveaways). In questo modo renderai più varia la tua offerta e coinvolgerai gran parte del tuo pubblico
  2. Coinvolgi il tuo pubblico. Incoraggia il passaparola online e la condivisione dei contenuti che stimolino la conversazione (sondaggi, hashtag specifici, recensioni). Gli utenti, creando contenuti e condividendo sulle loro pagine social possono diventare dei portavoce del tuo marchio.
  3. Porta dalla tua parte gli influencer, che siano piccoli o grandi personaggi del web.
    Gli influencer creano un largo seguito, per questo una loro sponsorizzazione può attirare molta attenzione al tuo brand. È stato stimato infatti che il 49% delle persone che comprano su piattaforme social si affidano ai consigli degli influencer.
  4. Crea contenuti video, sopratutto se il pubblico a cui ti rivolgi è piuttosto giovane. La maggior parte dei Millenials e della Gen-Z tende a preferire il video ad altre forme di contenuto.

In conclusione, il social commerce rappresenta un canale di vendita destinato a ricoprire un ruolo sempre più importante nei giorni a venire.

E considerando che ogni azienda ha a disposizione almeno una pagina social in uno dei canali che abbiamo visto, si tratta di un canale di vendita già presente in azienda che può essere sfruttato da subito per sviluppare le vendite e anche l'export!

E se avrai bisogno di aiuto, puoi sempre contare su noi di MC Marketing e Comunicazione!


Riparti con l'Export Digitale

L’Export Digitale come chiave per la ripresa del Made in Italy

Le statistiche parlano chiaro: la pandemia ha favorito l’export digitale, spingendo aziende e consumatori a fare un uso maggiore di questo canale, favorendo così quel troppo spesso rimandato processo di digitalizzazione e globalizzazione delle nostre realtà produttive.

Grazie alle opportunità che si aprono con la svolta digitale, anche le micro e PMI possono ritagliarsi un ruolo da protagoniste nei mercati internazionali.

E se a frenare i nostri imprenditori è il timore di dover impiegare risorse consistenti, ci pensa lo Stato a venire in supporto delle attività.

Il MISE ovviamente agevola questo processo di transizione, sottolineando la necessità di alfabetizzare le aziende e fornendo voucher per l’internazionalizzazione, con l'obiettivo di ricorrere ai servizi di un Digital Temporary Export Manager che possano accompagnarle nella realizzazione di strategie commerciali adatte al nuovo mercato digitale. 

Tra le agenzie certificate da Invitalia, in grado di offrire servizi di Digital Export Manager ci siamo noi di MC Marketing e Comunicazione. Offriamo da 40 anni le tecniche più innovative di analisi di marketing ed inserimento nel mercato, mentre l'esperienza che abbiamo maturato nel web comincia dal lontano 1997, coinvolgendo la nostra rete di partner mondiale.

L'e-commerce come primo passo per l’Export Digitale

Da un punto di vista tecnico, l’export digitale parte da una piena accettazione e familiarità della tecnologia dell’e-commerce, che si è dimostrato fondamentale per il cambiamento dei processi di acquisto. 

Con l’apertura ad un commercio online in mercati esteri si può inoltre rafforzare un settore già esistente oppure aprirsi a nuove opportunità. 

Fondamentale poi l’attitudine ad incontrare nuove realtà burocratiche e culturali, non possiamo certo aspettarci che le strategie che utilizziamo per vendere tramite il nostro e-commerce nel mercato nazionale possano essere adatte anche ai mercati esteri.

L'esempio da manuale è rappresentato dal mercato digitale in Cina: per accedervi è necessario un attento e scrupoloso iter preventivo a cui segue un costante lavoro di negoziazione ed etichetta che possono influenzare molto i rapporti commerciali B2B e B2C.

Avere un'e-commerce è un ottimo primo passo, perché ci rende già avvezzi agli strumenti e alle procedure del digitale, ma se vogliamo far evolvere questa strategia in una di Export Digitale, abbiamo la necessità di affrontare una fase di analisi approfondita, sia del mercato in cui si vuole entrare che dell’azienda da proporre, per essere certi che si tratti della giusta soluzione e per poter redigere una giusta strategia di marketing.

Sviluppo vendite ma non solo

L’export dunque non è solo “farsi trovare dai clienti” ma anche una strategia per consolidare la brand trust tramite un'esperienza di acquisto di qualità.

L’Export digitale si può organizzare in quattro aree di intervento:

  1. analisi interna e del mercato obiettivo
  2. definizione di obiettivi, risorse, strategie e scelta dei canali distributivi digitali (individuare i modelli di export digitale: diretto, marketplace, online retailer)
  3. implementazione delle azioni previste dalla strategia (= fase operativa), l’importanza dell'inbound marketing, lead generation.
  4. fase di monitoraggio e controllo delle attività

Uno dei valori aggiunti dell’e-commerce è la possibilità, tramite l’utilizzo della tecnologia della blockchain, di gestire lo shop in sicurezza e persino di fornire un certificato di tracciabilità, che rende ancora più appetibile il marchio Made in Italy.

Con le tecnologie più avanzate, si sta inoltre entrando nel mondo virtuale dei Non Fungible Token, che stanno diventando dei veri e propri status symbol del metaverso e del luxury. Ma qui stiamo entrando in una frontiera in continua evoluzione!

L'importante è rendersi conto che le trasformazioni del digitale sono realmente in grado di offrire opportunità irraggiungibili con i canali offline.

Quello che serve per coglierle non è tanto l'essere un'azienda grande o piccola quanto... L'essere evoluti e riconoscere che la svolta digitale fa ormai parte del nostro "new normal".


Il predictive marketing come strategia per la tua azienda!

Predictive Marketing: come applicarlo ad una strategia aziendale!

Nel nostro blog abbiamo già avuto modo di toccare l'argomento del predictive marketing, questo innovativo approccio di marketing che mediante l'elaborazione dei dati  raccolti, riesce ad offrire al cliente, o potenziale tale, il prodotto servizio giusto al momento giusto!

E la cosa affascinante è che non si tratta di qualcosa riservato alle grandi aziende... Qualsiasi tipo di azienda può trarre vantaggi dall'implementazioni di sistemi di predictive marketing, noi di MC ti scopriremo come!

Qualche vantaggio del predictive marketing per le aziende.

Problemi comuni come non riuscire a comprendere i canali migliori di guadagno, il prodotto  da spingere o le fonti di traffico più efficienti, possono essere rapidamente diagnosticati con l’aiuto di questa tecnologia.

Il predictive marketing facilita l'adozione di decisioni aziendali mirate per il breve termine, così da migliorare la produttività e di conseguenza di crescere più velocemente.

Questo perché gli strumenti predictive marketing si occupano per te dell'elaborazione dei dati raccolti e lo sviluppo previsioni al fine di offrire ai tuoi responsabili marketing una catalogazione della customer base divisa in cluster omogenei per caratteristiche simili.

In questo modo si potranno sviluppare indicatori di previsione del comportamento d’acquisto dei clienti e anche prevedere il customer lifetime value (si tratta di una misura del ricavo medio del cliente generato durante l'intera relazione con un'azienda. Il confronto del CLV con il costo di acquisizione del cliente è un metodo rapido per stimare la redditività di un cliente e il potenziale dell'azienda per la crescita a lungo termine) o la previsione di abbandono.

Non è fantastico?

Il processo di predictive marketing ti aiuterà a scoprire nuove opportunità, mettendo in relazione dati apparentemente poco significativi e traducendoli in insight utili per azioni concrete.

I report delle analisi predittive possono dare informazioni su quanto è verosimile che si riesca ad entrare in contatto con un certo cliente, che questo effettui un acquisto, se ripeterà l'acquisto e se diventerà un nostro cliente fidelizzato, sulla base delle ricerche dei dati storici e degli acquisti effettuati in precedenza.

Non solo! Il predictive marketing è efficace nel supportare le decisioni in aree critiche come quella della valutazione del rischio, le previsioni di vendita, la determinazione di quali “lead” hanno le migliori possibilità di conversione e molto altro.

Com'è possibile tutto questo?

I nuovi modelli statistici, i processi di data-mining e Machine Learning, insieme, consentono di evidenziare le informazioni più rilevanti contenute nelle grandi moli di dati e sfruttarle per predire risultati e tendenze futuri.

Man mano che nuovi dati vengono analizzati e incorporati nei modelli, le previsioni si faranno sempre più affidabili e corrette.

Ovviamente, non stiamo parlando ancora di scenari fantascientifici. Il lavoro dell'uomo è necessario, sopratututto quello degli analisti. Perché i dati rimangono semplici statistiche se non vengono trasformati in informazioni utili, ed è questo il compito di un bravo data-analyst: individuare le applicazioni più idonee sulla base dei dati elaborati dagli strumenti di predictive marketing.

In questo modo si potrà ottenere una visione completa del mercato, e una previsione di come i clienti predictive marketingrisponderanno ai prodotti o ai servizi offerti.

Un caso di applicazione del predictive marketing nelle PMI italiane

Fino ad ora questo argomento ti affascina, ma non puoi fare a meno di pensare che si tratta di una tecnologia troppo all'avanguardia, ben aldilà delle possibilità della tua impresa.

Se hai queste reticenze, può esserti d’aiuto conoscere il caso delle piccolissime aziende produttrici di latte, situate prevalentemente nell’Italia settentrionale.

Queste piccolissime aziende fanno parte di una supply chain globale, per ottimizzare le risorse a disposizione, evitare gli sprechi ed essere più veloci nel soddisfare il cliente.

Negli ultimi anni, però, si sono accorte che possono gestire autonomamente organizzazioni più grandi, grazie alle nuove tecnologie, evitando il potere d’acquisto degli intermediari.

Di fatti, i più creativi stanno reagendo con innovazioni nel marketing e nella ricerca di mercato per riuscire ad adottare una strategia di attrazione e comprendere le preferenze dei consumatori le loro motivazioni e percezioni.predictive marketing

Un caso da manuale è quella di Mila, l0'importante cooperativa lattiero-casearia del Sud Tirolo, che utilizza il predictive marketing per comprendere meglio i contenuti online dei consumatori, costituiti non solo da post scritti ma anche da numerose immagini.

Per fare queste analisi, Mila si è rivolta ad un’agenzia di comunicazione che attraverso alcune piattaforme come SocialMeter Analysis e Photostream, monitorizza messaggi di testo, tweet, blog, post di Facebook, immagini Instagram e altri social che ospitano post e conversazioni.

I dati estratti consento di generare un flusso di informazioni in tempo reale, e quindi aiutano Mila a coinvolgere i consumatori in modo empatico via via che inviano post e interazioni con il brand.

Le raccolte e le analisi dei dati visivi consentono a Mila di ottenere maggiori informazioni sui comportamenti dei consumatori, come osservare il modo in cui i clienti utilizzano i prodotti, quali accostamenti preferiscono fare con il formaggio fresco, come anche indagare su quale è il luogo in cui le persone consumano i prodotti, in casa o in ufficio?

Tutte queste informazioni, correttamente elaborate, inserite in un modello e analizzate dai data-analyst, aiutano il management della cooperativa a prendere decisioni per il lancio di nuovi prodotti, ma anche per comprendere il processo del consumo e stimolare la brand awareness.

Questi esempi dimostrano come oggi le analisi predittive abbiano rivoluzionato le aziende ed il loro modo di fare business.

Purtroppo ancora molte aziende oggi si auto-limitano e, spinte dal timore di utilizzare tecnologie nuove che reputano troppo complesse, fanno ancora affidamento tecnologie datate, perdendo così le possibilità e le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Ricorda, non importa quanto è grande la tua azienda, per crescere un un mondo in continua trasformazione l'importante è essere pronti al cambiamento ed evolvere!


Cos'è il predictive marketing? Scoprilo con MC!

Un'opportunità per attirare maggiori clienti, scopri il predictive marketing!

Si tratta della prima volta che senti parlare di predictive marketing e non hai idea di cosa stiamo parlando? Allora questo è il blogpost che fa per te!

Con predictive marketing si fa riferimento ad una forma di marketing innovativa che raccoglie, mediante le più moderne tecnologie di elaborazione delle informazioni, informazione sulle esigenze e preferenze d'acquisto dei clienti in modo da fornirgli quei prodotti o servizi capaci di soddisfare in modo preventivo i loro bisogni.Leggere di più


Gli 8 shopping festival cinesi più importanti!

Alla scoperta dei festival dello shopping online cinesi più importanti!

La Cina è la grande patria dello shopping digitale.  Con quasi un miliardo di acquirenti online, è il paese con il più grande mercato di commercio virtuale nel mondo.

Leggere di più


Reskilling digitale: scopri cos’è e perché è così importante

IL RESKILLING DIGITALE: QUANDO LA FORMAZIONE DIVENTA FATTORE DI SUCCESSO!

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un processo di rivoluzione digitale senza precedenti, un periodo di cambiamento diventato esponenziale con l’insorgere dell’emergenza sanitaria globale e che coinvolge l’intero mondo aziendale e professionale.

Leggere di più


Chi sono i KOL, i protagonisti dell'influencer marketing cinese!

Alla scoperta dei Key opinion leaders, Gli influencer cinesi

A seguito della rapida digitalizzazione della Cina, i consumatori cinesi sono sempre più connessi online, i social media fanno ormai parte del quotidiano.

Leggere di più


L'influencer marketing nel b2b

IL RUOLO CHIAVE DELL’INFLUENCER MARKETING NEL B2B

Se quando sentiamo parlare di Influencer marketing pensiamo subito al B2C è perché ad oggi questa strategia viene principalmente diretta ai consumatori nonostante sia un’opportunità enorme anche nel B2B.

Leggere di più


WeChat: scopri le funzionalità dell'app per tutto!

WECHAT, L'APP UNIVERSALE DEL PANORAMA DIGITALE CINESE

Quando si parla di digitale in Cina non possiamo ignorare la centralità del ruolo dello smartphone. In Cina, puoi fare tutto con il telefonino ed il merito è anche grazie allo sviluppo di app apposite.

{{cta('64777ef5-e74e-4ee6-9429-aa22f90b3a78','justifycenter')}}

Nell'articolo di oggi ti parleremo della più importante di queste app, WeChat, conosciuta in occidente con il titolo erroneo di "Facebook cinese", in realtà è un social network unico nel suo genere che devi assolutamente conoscere se desideri approcciarti al mercato digitale cinese.

 

 

Leggere di più