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Social commerce: quando lo shopping si fa nei social

Una definizione di Social Commerce

I social network svolgono un ruolo sempre più centrale nel nostro quotidiano.

Da luoghi virtuali di puro svago si sono trasformati in canali di socializzazione, condivisione di notizie, ricerca di informazioni, di ogni genere: da quelle più triviali a quelle più legati ad un'intenzione d'acquisto.

Lo studio condotto dal report “Digital in 2021” di ‘We Are Social’, il report più importante sul tema del digitale nel mondo pubblicato ogni anno verso la fine di gennaio, ci mostra come in media nel mondo vengono dedicate almeno 2 ore e 25 minuti all'utilizzo dei social media, sia che si tratti di partecipazione attiva alle conversazioni, restare in contatto con amici o parenti, scroll dettato dalla noia o persino... fare acquisti.

La tendenza ad acquistare online tramite piattaforme di e-commerce è infatti aumentata sempre di più, anche sulla spinta delle restrizioni dovute dalla pandemia in corso, comportando un'accelerazione nel cambiamento del comportamento di acquisto dei consumatori.

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Da utenti passivi siamo diventati molto più attivi, divenendo noi stessi creatori di contenuti e i social network si sono adattati di conseguenza, per venire in contro a questo tipo di clientela e capirne più a fondo i gusti.

Nasce così il social commerce che offre la possibilità di acquistare prodotti o servizi tramite piattaforme social.

Si intende una forma di vendita di prodotti o servizi che avviene attraverso il web e utilizza i social network e piattaforme virtuali per effettuare le transazioni online.

L’acquisto online diviene infatti una attività sociale e l’utente è portato a condividere la sua esperienza e consigliarla ad altri tramite il passaparola, facendo lui stesso pubblicità al prodotto o al servizio, attraverso recensioni, commenti, o pubblicando post sui social.

L'acquisto si fa ancora più rapido rispetto anche all'acquisto da un sito e-commerce: l'utente può fare tutto dal social network, senza dover cambiare sito e navigare tra le sue pagine.

Questo rende molto più agevole e veloce il processo di funnel marketing.
Sono molti i social media che fanno uso del social commerce, vediamo insieme i principali!

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social commerce in instagramSocial commerce: lo stato attuale nei principali social network

Meta Inc. (ossia Facebook, Instagram e Whatsapp)

Facebook aveva già permesso agli utenti di vendere già dal 2017 attraverso il Marketplace, una funzionalità che permetteva la compravendita di prodotti da parte dei privati anche attraverso la messaggistica di Messenger.

Nel 2020 è stato introdotto Facebook Shops, che permette a chi possiede una pagina aziendale di vendere direttamente da Facebook e da Instagram e di creare un vero e proprio e-commerce senza costi di gestione, in maniera semplice e intuitiva e gratuitamente.

Le aziende possono scegliere i prodotti da inserire nel loro catalogo, e personalizzare il look generale del negozio impostando una immagine di copertina.

Inoltre non è prevista la transazione ma solamente un contatto tra venditore e acquirente. Attualmente si stanno testando nuove funzioni dello shop, come ad esempio la possibilità di mostrare il proprio negozio su Whatsapp o di lanciare campagne pubblicitarie mirate basate sulle preferenze delle persone.

Per Instagram si tratta di utilizzare il tool “Shopping”, disponibile per gli utenti di Instagram business.

Diventa possibile creare dei post in cui taggare i propri prodotti, che si identifica tramite un tag a forma di borsetta.

L’utente, cliccando sul post, potrà visualizzare il prezzo e ogni informazione relativa ai prodotti, e grazie al tasto “acquista ora” può essere indirizzato direttamente verso la pagina di acquisto.

Attualmente negli Stati Uniti si sta testando la possibilità di fare concludere il pagamento direttamente da Instagram.

social commerceTik Tok

Anche Tik Tok ha pensato al social commerce nel 2020, ma ha preferito seguire la strada di una partnership con la piattaforma di e-commerce Shopify.

Attraverso un accordo europeo (che comprende i principali paesi: Francia, Spagna, Germania anche l’Italia) le imprese europee che utilizzano Shopify come piattaforma e-commerce possono vendere i loro prodotti utilizzando le Shoppable Ads, vere e proprie video campagne pubblicitarie lanciate su Tik Tok, in grado di collegare l'utente alla pagina d’acquisto dei prodotti su Shopify.

Pinterest

Anche Pinterest, il social che permette la realizzazione di bacheche di interessi, ha scelto di realizzare una partneship con Shopify.

Ben 27 paesi, tra cui l’Italia, hanno aderito all’iniziativa.

I merchant (ossia i venditori) grazie a questa unione hanno la possibilità di connettere il proprio account Shopify e di trasferire i propri prodotti su Pinterest trasformandoli in Pin Acquistabili, visibili sulla piattaforma.

Attraverso il canale Shopify-Pinterest è possibile connettere l’app di Pinterest all’interno della propria dashboard e posizionare automaticamente un tag, creare un catalogo, e lanciare campagne di traffico e conversione.

È possibile anche coinvolgere nuovamente gli utenti che hanno già espresso interesse per un determinato prodotto su Pinterest realizzando delle vere e proprie campagne di retargeting!

social commerce Google

Google, tramite la campagna Shopping di Google ADS (lo strumento per realizzare campagne SEM) è in grado di trasformare al pagina dei risultati in una vetrina per i tuoi prodotti.

Per poter utilizzare le campagne shopping c'è bisogno di utilizzare lo strumento Google Merchant Center. Il Merchant Center è quello strumento che consente di caricare su Google le informazioni relative ai negozi e ai prodotti e a renderle disponibili per gli acquirenti ovunque in Google.

Ma le novità riguardano anche Youtube, la piattaforma di condivisione video di proprietà di Google: sta infatti venendo testando una funzionalità di e-commerce.

L'idea è quella di dare ai creators (ossia a coloro che creano e realizzano contenuti su YouTube) la possibilità di aggiungere determinati prodotti ai loro video e taggarli, mentre gli spettatori potranno, cliccando sull’icona di una borsetta che comparirà in un angolo dello schermo, visualizzare l’elenco in primo piano ed esplorare la pagina di ogni prodotto per visualizzare ulteriori informazioni, le opzioni d’acquisto o i video correlati.

Questa funzione tuttavia è ancora in fase di sperimentazione al momento, coinvolgendo solo un numero ristretto di content creators negli Stati Uniti d'America.

social commerce in cinaLa situazione in Cina

In Cina il social commerce riscuote un enorme successo e negli ultimi anni ha visto una crescita imponente, anche a causa della situazione sanitaria.

Secondo il rapporto McKinsey&Co rappresenta già l'11,6% delle vendite di e-commerce al dettaglio, raggiungendo una stima prevista di 442,68 miliardi di dollari di vendite lorde alla fine del 2021.

In Cina, le piattaforme di social commerce sono un potente mezzo per condividere le caratteristiche e le qualità di vari prodotti e si stanno trasformando nell’ottica di ottenere le stesse funzioni di un social network, come la possibilità per gli utenti di scrivere post o di effettuare una diretta streaming.

Le app cinesi che vanno per la maggiore sono:

  • WeChat,
  • Taobao,
  • Douyin,
  • Pinduoduo

L’acquisto il più delle volte avviene direttamente in-App.

Ad influenzare gli utenti ci pensano anche i vari KOL, i Key Opinion Leader che godono di una grandissima popolarità e che presentano e pubblicizzano i prodotti sui loro profili social o attraverso dirette live che attirano un vastissimo pubblico.

Di fatto diventano brand ambassador di determinate aziende, in grado di influenzare un mercato target.
Il social commerce diventa quindi una modalità di vendita che rende la user experience stimolante come un social network e soddisfa anche il bisogno di socialità e condivisione dell’utente.

Vuoi sviluppare il tuo export digitale in Cina? Ti aiutiamo noi, contattaci!

Sfrutta anche tu il social commerce!

La cosa bella è che il qualsiasi tipo di azienda... anche la tua! Ecco qualche consiglio per muovere i primi passi:

  1. Gestisci promozioni e offerte di vario tipo (concorsi, omaggi speciali, giveaways). In questo modo renderai più varia la tua offerta e coinvolgerai gran parte del tuo pubblico
  2. Coinvolgi il tuo pubblico. Incoraggia il passaparola online e la condivisione dei contenuti che stimolino la conversazione (sondaggi, hashtag specifici, recensioni). Gli utenti, creando contenuti e condividendo sulle loro pagine social possono diventare dei portavoce del tuo marchio.
  3. Porta dalla tua parte gli influencer, che siano piccoli o grandi personaggi del web.
    Gli influencer creano un largo seguito, per questo una loro sponsorizzazione può attirare molta attenzione al tuo brand. È stato stimato infatti che il 49% delle persone che comprano su piattaforme social si affidano ai consigli degli influencer.
  4. Crea contenuti video, sopratutto se il pubblico a cui ti rivolgi è piuttosto giovane. La maggior parte dei Millenials e della Gen-Z tende a preferire il video ad altre forme di contenuto.

In conclusione, il social commerce rappresenta un canale di vendita destinato a ricoprire un ruolo sempre più importante nei giorni a venire.

E considerando che ogni azienda ha a disposizione almeno una pagina social in uno dei canali che abbiamo visto, si tratta di un canale di vendita già presente in azienda che può essere sfruttato da subito per sviluppare le vendite e anche l'export!

E se avrai bisogno di aiuto, puoi sempre contare su noi di MC Marketing e Comunicazione!


Riparti con l'Export Digitale

L’Export Digitale come chiave per la ripresa del Made in Italy

Le statistiche parlano chiaro: la pandemia ha favorito l’export digitale, spingendo aziende e consumatori a fare un uso maggiore di questo canale, favorendo così quel troppo spesso rimandato processo di digitalizzazione e globalizzazione delle nostre realtà produttive.

Grazie alle opportunità che si aprono con la svolta digitale, anche le micro e PMI possono ritagliarsi un ruolo da protagoniste nei mercati internazionali.

E se a frenare i nostri imprenditori è il timore di dover impiegare risorse consistenti, ci pensa lo Stato a venire in supporto delle attività.

Il MISE ovviamente agevola questo processo di transizione, sottolineando la necessità di alfabetizzare le aziende e fornendo voucher per l’internazionalizzazione, con l'obiettivo di ricorrere ai servizi di un Digital Temporary Export Manager che possano accompagnarle nella realizzazione di strategie commerciali adatte al nuovo mercato digitale. 

Tra le agenzie certificate da Invitalia, in grado di offrire servizi di Digital Export Manager ci siamo noi di MC Marketing e Comunicazione. Offriamo da 40 anni le tecniche più innovative di analisi di marketing ed inserimento nel mercato, mentre l'esperienza che abbiamo maturato nel web comincia dal lontano 1997, coinvolgendo la nostra rete di partner mondiale.

L'e-commerce come primo passo per l’Export Digitale

Da un punto di vista tecnico, l’export digitale parte da una piena accettazione e familiarità della tecnologia dell’e-commerce, che si è dimostrato fondamentale per il cambiamento dei processi di acquisto. 

Con l’apertura ad un commercio online in mercati esteri si può inoltre rafforzare un settore già esistente oppure aprirsi a nuove opportunità. 

Fondamentale poi l’attitudine ad incontrare nuove realtà burocratiche e culturali, non possiamo certo aspettarci che le strategie che utilizziamo per vendere tramite il nostro e-commerce nel mercato nazionale possano essere adatte anche ai mercati esteri.

L'esempio da manuale è rappresentato dal mercato digitale in Cina: per accedervi è necessario un attento e scrupoloso iter preventivo a cui segue un costante lavoro di negoziazione ed etichetta che possono influenzare molto i rapporti commerciali B2B e B2C.

Avere un'e-commerce è un ottimo primo passo, perché ci rende già avvezzi agli strumenti e alle procedure del digitale, ma se vogliamo far evolvere questa strategia in una di Export Digitale, abbiamo la necessità di affrontare una fase di analisi approfondita, sia del mercato in cui si vuole entrare che dell’azienda da proporre, per essere certi che si tratti della giusta soluzione e per poter redigere una giusta strategia di marketing.

Sviluppo vendite ma non solo

L’export dunque non è solo “farsi trovare dai clienti” ma anche una strategia per consolidare la brand trust tramite un'esperienza di acquisto di qualità.

L’Export digitale si può organizzare in quattro aree di intervento:

  1. analisi interna e del mercato obiettivo
  2. definizione di obiettivi, risorse, strategie e scelta dei canali distributivi digitali (individuare i modelli di export digitale: diretto, marketplace, online retailer)
  3. implementazione delle azioni previste dalla strategia (= fase operativa), l’importanza dell'inbound marketing, lead generation.
  4. fase di monitoraggio e controllo delle attività

Uno dei valori aggiunti dell’e-commerce è la possibilità, tramite l’utilizzo della tecnologia della blockchain, di gestire lo shop in sicurezza e persino di fornire un certificato di tracciabilità, che rende ancora più appetibile il marchio Made in Italy.

Con le tecnologie più avanzate, si sta inoltre entrando nel mondo virtuale dei Non Fungible Token, che stanno diventando dei veri e propri status symbol del metaverso e del luxury. Ma qui stiamo entrando in una frontiera in continua evoluzione!

L'importante è rendersi conto che le trasformazioni del digitale sono realmente in grado di offrire opportunità irraggiungibili con i canali offline.

Quello che serve per coglierle non è tanto l'essere un'azienda grande o piccola quanto... L'essere evoluti e riconoscere che la svolta digitale fa ormai parte del nostro "new normal".


Il predictive marketing come strategia per la tua azienda!

Predictive Marketing: come applicarlo ad una strategia aziendale!

Nel nostro blog abbiamo già avuto modo di toccare l'argomento del predictive marketing, questo innovativo approccio di marketing che mediante l'elaborazione dei dati  raccolti, riesce ad offrire al cliente, o potenziale tale, il prodotto servizio giusto al momento giusto!

E la cosa affascinante è che non si tratta di qualcosa riservato alle grandi aziende... Qualsiasi tipo di azienda può trarre vantaggi dall'implementazioni di sistemi di predictive marketing, noi di MC ti scopriremo come!

Qualche vantaggio del predictive marketing per le aziende.

Problemi comuni come non riuscire a comprendere i canali migliori di guadagno, il prodotto  da spingere o le fonti di traffico più efficienti, possono essere rapidamente diagnosticati con l’aiuto di questa tecnologia.

Il predictive marketing facilita l'adozione di decisioni aziendali mirate per il breve termine, così da migliorare la produttività e di conseguenza di crescere più velocemente.

Questo perché gli strumenti predictive marketing si occupano per te dell'elaborazione dei dati raccolti e lo sviluppo previsioni al fine di offrire ai tuoi responsabili marketing una catalogazione della customer base divisa in cluster omogenei per caratteristiche simili.

In questo modo si potranno sviluppare indicatori di previsione del comportamento d’acquisto dei clienti e anche prevedere il customer lifetime value (si tratta di una misura del ricavo medio del cliente generato durante l'intera relazione con un'azienda. Il confronto del CLV con il costo di acquisizione del cliente è un metodo rapido per stimare la redditività di un cliente e il potenziale dell'azienda per la crescita a lungo termine) o la previsione di abbandono.

Non è fantastico?

Il processo di predictive marketing ti aiuterà a scoprire nuove opportunità, mettendo in relazione dati apparentemente poco significativi e traducendoli in insight utili per azioni concrete.

I report delle analisi predittive possono dare informazioni su quanto è verosimile che si riesca ad entrare in contatto con un certo cliente, che questo effettui un acquisto, se ripeterà l'acquisto e se diventerà un nostro cliente fidelizzato, sulla base delle ricerche dei dati storici e degli acquisti effettuati in precedenza.

Non solo! Il predictive marketing è efficace nel supportare le decisioni in aree critiche come quella della valutazione del rischio, le previsioni di vendita, la determinazione di quali “lead” hanno le migliori possibilità di conversione e molto altro.

Com'è possibile tutto questo?

I nuovi modelli statistici, i processi di data-mining e Machine Learning, insieme, consentono di evidenziare le informazioni più rilevanti contenute nelle grandi moli di dati e sfruttarle per predire risultati e tendenze futuri.

Man mano che nuovi dati vengono analizzati e incorporati nei modelli, le previsioni si faranno sempre più affidabili e corrette.

Ovviamente, non stiamo parlando ancora di scenari fantascientifici. Il lavoro dell'uomo è necessario, sopratututto quello degli analisti. Perché i dati rimangono semplici statistiche se non vengono trasformati in informazioni utili, ed è questo il compito di un bravo data-analyst: individuare le applicazioni più idonee sulla base dei dati elaborati dagli strumenti di predictive marketing.

In questo modo si potrà ottenere una visione completa del mercato, e una previsione di come i clienti predictive marketingrisponderanno ai prodotti o ai servizi offerti.

Un caso di applicazione del predictive marketing nelle PMI italiane

Fino ad ora questo argomento ti affascina, ma non puoi fare a meno di pensare che si tratta di una tecnologia troppo all'avanguardia, ben aldilà delle possibilità della tua impresa.

Se hai queste reticenze, può esserti d’aiuto conoscere il caso delle piccolissime aziende produttrici di latte, situate prevalentemente nell’Italia settentrionale.

Queste piccolissime aziende fanno parte di una supply chain globale, per ottimizzare le risorse a disposizione, evitare gli sprechi ed essere più veloci nel soddisfare il cliente.

Negli ultimi anni, però, si sono accorte che possono gestire autonomamente organizzazioni più grandi, grazie alle nuove tecnologie, evitando il potere d’acquisto degli intermediari.

Di fatti, i più creativi stanno reagendo con innovazioni nel marketing e nella ricerca di mercato per riuscire ad adottare una strategia di attrazione e comprendere le preferenze dei consumatori le loro motivazioni e percezioni.predictive marketing

Un caso da manuale è quella di Mila, l0'importante cooperativa lattiero-casearia del Sud Tirolo, che utilizza il predictive marketing per comprendere meglio i contenuti online dei consumatori, costituiti non solo da post scritti ma anche da numerose immagini.

Per fare queste analisi, Mila si è rivolta ad un’agenzia di comunicazione che attraverso alcune piattaforme come SocialMeter Analysis e Photostream, monitorizza messaggi di testo, tweet, blog, post di Facebook, immagini Instagram e altri social che ospitano post e conversazioni.

I dati estratti consento di generare un flusso di informazioni in tempo reale, e quindi aiutano Mila a coinvolgere i consumatori in modo empatico via via che inviano post e interazioni con il brand.

Le raccolte e le analisi dei dati visivi consentono a Mila di ottenere maggiori informazioni sui comportamenti dei consumatori, come osservare il modo in cui i clienti utilizzano i prodotti, quali accostamenti preferiscono fare con il formaggio fresco, come anche indagare su quale è il luogo in cui le persone consumano i prodotti, in casa o in ufficio?

Tutte queste informazioni, correttamente elaborate, inserite in un modello e analizzate dai data-analyst, aiutano il management della cooperativa a prendere decisioni per il lancio di nuovi prodotti, ma anche per comprendere il processo del consumo e stimolare la brand awareness.

Questi esempi dimostrano come oggi le analisi predittive abbiano rivoluzionato le aziende ed il loro modo di fare business.

Purtroppo ancora molte aziende oggi si auto-limitano e, spinte dal timore di utilizzare tecnologie nuove che reputano troppo complesse, fanno ancora affidamento tecnologie datate, perdendo così le possibilità e le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Ricorda, non importa quanto è grande la tua azienda, per crescere un un mondo in continua trasformazione l'importante è essere pronti al cambiamento ed evolvere!


nft

NFT: la parola dell'anno

Il Collins English Dictionary incorona NFT parola dell'anno

La novità del giorno è che il Collins English Dictionary ha incoronato NFT, l’acronimo di Non-Fungible Token, parola dell’anno per il 2021.

Il perché della scelta? L’incremento dell'utilizzo del termine di circa il 11.000% in Regno Unito.

Alla famosa casa d'aste Christie’s, il merito di ufficializzare l’importanza degli NFT,

battendo all’asta per 69.3 milioni di dollari  (ad oggi la cifra più alta in assoluto) l’nft dell'opera Everydays: The First 5,000 Days dell’artista digitale Beeple (al secolo Mike Winklemann). 

Tra 4 miliardi di termini monitorati, la scelta è caduta sull’acronimo che investe arte, tecnologia e commercio unica nel suo genere, e che in Regno Unito ha superando con imprevedibile rapidità il termine Covid nelle conversazioni quotidiane, arrivando ovunque e coinvolgendo chiunque.

Ma concretamente... di cosa stiamo parlando?

Quando parliamo di NFT (non fungible tokens) stiamo parlando di un identificatore digitale univoco che registra la proprietà di una risorsa digitale.

Questo identificatore ha avuto successo soprattutto nel mondo dell'mercato dell'arte.

Chi acquista un’opera legata a un non-fungible token non acquista l’opera in sé, ma semplicemente la possibilità di dimostrare un diritto sull’opera, garantito tramite uno smart contract

Questo perché gli NFT hanno proprietà uniche che non possono essere alterate: tracciabilità e unicità sono i punti chiave dei token.

NFT: applicazioni e mercato in continua espansione

Da quando è stata sviluppata la rete decentralizzata Peer-to-Peer, alla base della struttura blockchain, stanno aumentando i campi di applicazione per questa tecnologia.

Dalla cybersecurity alle criptovalute, ora i token si avvicinano sempre di più alle grandi masse.

Alcune voci autorevoli in campo artistico sostengono che dopo questa fase di entusiasmo dovuta alla novità, si avrà un incremento di diffusione e redditività più contenuto, per un mercato di nicchia.

In genere i NFT si applicano ai campi che richiedono un token crittografico unico:

  • crypto art
  • oggetti da collezione digitali
  • giochi online
  • testi, musica, video
  • moda

Come puoi leggere, il mercato degli NFT, basato sulla blockchain e sviluppatosi in origine per il mercato delle opere d'arte, si sta spostando su nuovi settori, aprendo nuove frontiere esperienziali e di investimento.

Il trend emotivo

Il marketing, per definizione, analizza i nuovi trend tecnologici, economici ed emozionali e sviluppa nuove strategie che soddisfino i bisogni percepiti dalla collettività.

Ma cosa significa per l’individuo acquisire un diritto su un oggetto digitale? Emozione.

Di fatto non si acquista il diritto di immagine sull’oggetto digitale, ma il nome dell’acquirente rimane legato nel codice dell’NFT.

La variazione tra domanda e offerta determina poi il valore di mercato: i diritti possono essere venduti solo su marketplace speciali, a differenza dei token (criptovalute) che hanno un sistema di circolazione più libero.

La proprietà si può acquisire su beni digitalizzati di diversa natura e costo; si tratta di un trend in fortissima espansione che fornisce un valore aggiunto alle strategie di marketing e comunicazione dei brand.

La creazione dei Non-fungible-token innova radicalmente le strategie di marketing aziendale ed il posizionamento comunicativo.

Ci si avvicina all’utente finale con una tecnologia che porta ad un processo decisionale e coinvolgimento diretto, prima dell’acquisto di un bene o servizio offerto di altro tipo.

Gli NFT sono una realtà puramente digitale, per questo motivo la Generazione Z è al primo posto per awareness e interesse nel fenomeno: per i brand vicini ai giovanissimi e ai nativi digitali è quindi fondamentale innovare le proprie strategie di marketing e comunicazione seguendo questo percorso evolutivo.

... e quello tecnologico

La blockchain alla base degli NFT abbraccia invece un target ampio, quello di aziende necessariamente interessate al cybersecurity.

Le digital company non possono prescindere dal valutare i rischi di esposizione in rete, dalle necessità di archiviazioni dati, ecc.

Dall’introduzione della blockchain nel 2008 ad opera di Satoshi Nakamoto ad oggi, l'evoluzione tecnologica è stata così profonda che questa tecnologia è ormai alla base dei nuovi sistemi di registrazione dati e transazioni business.

Un'evoluzione tecnologica cin grado di garantire trasparenza e tracciabilità, inquadrandosi come utile strumento per combattere il mercato della contraffazione, grande fonte di danno per il Made in Italy.

Avvicinarsi a questo mondo per molte aziende è ancora una sfida, nonostante i tredici anni dalla sua comparsa, ma puoi sempre fare affidamento su noi di MC Marketing e Comunicazione: grazie alla nostra rete di partner siamo in grado di fornire un valido supporto per  strategie di marketing innovative e l’implementazione di tecnologie in continua evoluzione .


Cos'è il predictive marketing? Scoprilo con MC!

Un'opportunità per attirare maggiori clienti, scopri il predictive marketing!

Si tratta della prima volta che senti parlare di predictive marketing e non hai idea di cosa stiamo parlando? Allora questo è il blogpost che fa per te!

Con predictive marketing si fa riferimento ad una forma di marketing innovativa che raccoglie, mediante le più moderne tecnologie di elaborazione delle informazioni, informazione sulle esigenze e preferenze d'acquisto dei clienti in modo da fornirgli quei prodotti o servizi capaci di soddisfare in modo preventivo i loro bisogni.Leggere di più


Facebook Inc diventa Meta e si butta nel Metaverse!

FACEBOOK E LA META TRANSIZIONE

E’ ufficiale, Mark Zuckerberg cambia il nome a Facebook Inc.: l’applicazione e il sito che tutti conosciamo dovrebbero continuare a chiamarsi Facebook, almeno nell’immediato futuro. L’eventuale rebranding riguarderà solo la società, che ora comprende anche Instagram, WhatsApp e Oculus, il brand del gruppo specializzato nella realizzazione di visori per la Virtual reality.

Nasce così Meta, marchio incentrato sulla realtà del metaverso, naturale evoluzione tecnologica di internet.

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Reskilling digitale: scopri cos’è e perché è così importante

IL RESKILLING DIGITALE: QUANDO LA FORMAZIONE DIVENTA FATTORE DI SUCCESSO!

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un processo di rivoluzione digitale senza precedenti, un periodo di cambiamento diventato esponenziale con l’insorgere dell’emergenza sanitaria globale e che coinvolge l’intero mondo aziendale e professionale.

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Chi sono i KOL, i protagonisti dell'influencer marketing cinese!

Alla scoperta dei Key opinion leaders, Gli influencer cinesi

A seguito della rapida digitalizzazione della Cina, i consumatori cinesi sono sempre più connessi online, i social media fanno ormai parte del quotidiano.

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WeChat: scopri le funzionalità dell'app per tutto!

WECHAT, L'APP UNIVERSALE DEL PANORAMA DIGITALE CINESE

Quando si parla di digitale in Cina non possiamo ignorare la centralità del ruolo dello smartphone. In Cina, puoi fare tutto con il telefonino ed il merito è anche grazie allo sviluppo di app apposite.

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Nell'articolo di oggi ti parleremo della più importante di queste app, WeChat, conosciuta in occidente con il titolo erroneo di "Facebook cinese", in realtà è un social network unico nel suo genere che devi assolutamente conoscere se desideri approcciarti al mercato digitale cinese.

 

 

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Tutto ciò che devi sapere sul mercato del vino in Cina!

Scopri le opportunità del digitale per vendere il vino in Cina.

Dopo una flessione della domanda a seguito delle misure adottate dal Governo cinese per limitare la diffusione del Coronavirus, la domanda del mercato cinese per il vino è ritornata ai livelli pre pandemia, con prospettive di ulteriore crescita!

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