Il Made in Italy cavalca il Dragone Digitale

Made in Italy: il futuro sta nel mercato digitale del Dragone!

Il Made in Italy gode, oggi, di un’ottima reputazione ed è in grado di collocarsi in maniera eccellente nel mercato internazionale.

Ma non per questo possiamo riposarci sugli allori! Implementare una strategia di internazionalizzazione studiata a tavolino è una necessità, per evitare di lasciare inespresso il potenziale di un marchio Made in Italy.

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La chiave di tutto questo è il digitale!

Secondo lo studio Ice-Prometeia, la ripresa per gli cambi mondiali post-Covid sarà guidata dall’Asia, il 10,3% nel 2021 e l’8,2% nel 2022, con la Cina, che svetta in prima posizione.

Il largo ricorso all’e-commerce nei paesi del Far East e del Sud Est Asiatico rappresenta una buona opportunità per  affermare le eccellenze del Made in Italy anche in questa fetta di mondo.

I principali settori interessati per la ripresa dell’export italiano saranno: tessile, abbigliamento, pelli e accessori, metalli, mezzi di trasporto, alimentari, farmaceutici e macchinari.

Ma perché puntare sul Made in Italy?

Perché rappresenta tutto il bello della cultura e delle tradizioni del Bel Paese: materie prime, qualità, design, artigianalità, attenzione nei dettagli rendono il brand famoso in tutto il mondo.

Si tratta dei migliori frutti del tessuto imprenditoriale Italiano. Un tessuto di imprese operose ma che per larghissima parte è formato da piccole realtà, che spesso non hanno la possibilità di farsi conoscere fuori dal loro territorio.

Per fare fronte a questo problema, il governo italiano negli ultimi due anni ha fatto passi da gigante per studiare opportunità di ripresa e di crescita delle importazioni ed esportazioni, e sul come rafforzare il posizionamento strategico del Mady in Italy nei mercati orientali. Il frutto di queste riflessioni è il Patto per l’Export.

La strategia più ovvia sembra essere quella di vendere i prodotti italiani nei marketplace.

Proprio per questo si sono messe in atto una serie di procedure e metodi che si basano sull’ascolto dei bisogni delle imprese con lo scopo di preparare un piano d’azione che si sviluppa in sei ambiti:

  1. Comunicazione
  2. Promozione
  3. Formazione
  4. E-commerce
  5. Fiere
  6. Finanza

Ad oggi i programmi sono attivi nel piano di comunicazione per quanto riguarda la promozione ed il rilancio del Brand Made in Italy; programmi che incentivano e facilitano le imprese a partecipare a forum, mostre, eventi online e offline con operatori di altri Paesi; programmi di e-commerce che offre la possibilità al brand Made in Italy di essere presente nei marketplace locali e globali.

A tutto questo si aggiunge lo studio del profilo del consumatore orientale in cui emerge delle notevoli differenze con il consumatore occidentale.

A tutto questo si aggiunge lo studio del profilo del consumatore orientale in cui emerge delle notevoli differenze con il consumatore occidentale.

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 Il segreto per entrare nel mercato Cinese

Il mercato digitale cinese è una realtà che lascia esterrefatti, per crescita, numeri e capillarità.

Sembrerebbe essere quello di creare una forma di e-commerce orientata al divertimento e all’intrattenimento a differenza dell’occidentale che utilizza il web per un mero uso di ricerca di un qualcosa che non conosce. 

La motivazione a tale comportamento va ricercata nelle origini della cultura del consumo cinese online.

Il mercato digitale cinese è nato e basato sullo smartphone, strumento che i consumatori possono usare per fare tutto.

Ecco quindi che bisogna impostare la propria presenza online in modo da offrire un contenuto in grado di fermare l’attenzione dell’utente, magari utilizzando canali che in occidente sono impensabili: come una diretta live streaming

L’e-commerce con caratteristiche cinesi

Il funzionamento dell’e-commerce cinese segue le logiche su cui poggia l’economia cinese dell’ultimo Ventennio:

  1. Promuovere la crescita dal basso: ossia dare la possibilità a tutti gli abitanti, anche a quelli delle zone rurali, di commercializzare in tutto il paese senza avere per forza un luogo fisico in cui produrre.
  2. Creare un mondo iperconnesso: la diffusione degli smart device hanno sostituito la mancanza di infrastrutture dedicate al commercio.
  3. Shopping come esperienza social: la creazione di piattaforme come WeChat, hanno permesso la diffusione di dialogare e scambiarsi feedback sui prodotti.

Dove si può collocare il Made in Italy in tutto questo?

Il consumatore cinese è molto più istruito negli acquisti online rispetto al consumatore occidentale, complice il tasso di digitalizzazione cinese che aumenta quasi il triplo ogni anno.

Negli ultimi anni è cambiata la concezione della cultura del lusso della medio-alta borghesia cinese, caratterizzata da una maggiore attenzione alla qualità e alla celebrità dei prodotti esteri: comprare marchi del lusso stranieri è, per gli acquirenti del Regno di Mezzo, uno status symbol.

 

Il consumatore orientale infatti è alla ricerca di prodotti certificati e di un giusto rapporto di qualità/prezzo.

In questo contesto si può inserire il Made in Italy, fra bisogni e desideri dei consumatori cinesi, disposti ad acquistare prodotti italiani purché prodotti dalla qualità certificata, sia che si tratti di esemplari all’avanguardia del sapere tecnologico e manifatturiero italiano o della nostra celebre produzione eno-gastronomica (solo per citare due settori).

La Cina, con la sua cultura millenaria, è un Paese affascinante che può rappresentare un’opportunità di crescita per le nostre aziende, non solo in termini di fatturato ma anche di evoluzione e conoscenza delle nuove tecnologie!

Ma per fare ciò, bisogna avere la pazienza di conoscere e studiare questo mercato così diverso che spesso sembra uscito direttamente dal Futuro.

Noi di MC siamo a tua disposizione, se desiderai percorrere la strada di quest’avventura.